Così fan tutti, nel BelPaese delle verginelle

Il boiardo bocconiano Mario Monti ha gettato la maschera, ha detto di non volersi schierare con nessuno ma si dice però disponibile a guidare chi appoggerà le sue idee. Ergo, è disponibile ad assumere la candidatura a “premier” con quelle forze che sottoscriveranno la sua Agenda: risultato, una lista al Senato (dove la soglia di sbarramento di un singolo partito è all’8%) e tre liste alla Camera (dove si determinano le coalizioni e le liste che abbiano superato rispettivamente la soglia del 10% e del 4% dei voti validi), una senza parlamentari e due per l’Udc di Casini e il Fli di Fini, la comica stampella dei democristiani, cui solo un rabdomante potrebbe appurarne l’esistenza. Valori e ideali? Roba per elettori e bambini. Salvata la poltrona (e lo stipendio) tutto tornerà, anzi resterà, come prima. Ecco quindi che le due “novità” (da oltre 30 anni occupano gli scranni parlamentari), nel variegato panorama politico italiota si presentano più per rifarsi una verginità politica e dare l’illusione all’elettore che loro sono parte di un progetto di rinnovamento dell’Italia. Loro, le verginelle immacolate, hanno risposto alla chiamata del boiardo e si dicono pure orgogliosi di sostenere la sua Agenda. Siamo alle solite pagliacciate. Poi è stato tolto il velo al simbolo. Alla Camera la lista si chiamerà “Scelta civica Con Monti per l’Italia“. Al Senato Agenda Monti per l’Italia“. Solo nel BelPaese con le pezze al culo è possibile che un “candidato premier” non si presenti nelle cabine elettorali: Chi sarà così demente per votare una coalizione capeggiata da un qualcuno che non si candida e che non si confronta con i cittadini ma che aspira a rappresentare l’Italia senza un mandato elettorale esplicito? 

Il servo Napolitano, un modesto portaborse elevato a rango di cameriere, non ha (per ora) commentato l’ennesima porcheria istituzionale e nell’attesa di affrettarsi a soccorrerlo difendendolo da chi cerca di tirarlo per la giacchetta, ricordiamo ai lettori una chiosa del Trinariciuto, che con un gran colpo tonante di culo, il 23 novembre scorso da Parigi, affermò:

«Un senatore a vita non si può candidare al parlamento perchè già parlamentare. Non può essere il candidato di alcun partito».

Eppure un bel momento, con la scritta sotto – ricordatevi di me – la vocina di un giornalista ruppe la noia: Come affronterà Monti la campagna elettorale?

(…) In sala tutti sgranocchiavano. C’erano le frittatine e i panini con salamino e mortadella e, per i raffinati, uovo sodo col sale nel tovagliolino. Il più scatenato era Enrico Bondi (candidature) che si spruzzava la maionese direttamente in bocca. Quel fighetto di Monti aveva una baguette coi pomodori e l’insalata, ma chi fece il colpaccio fu proprio Corrado Passera (che di banche se ne intende), che grazie allo Zio droghiere, tirò fuori varie cioccolatine con le mandorle e, udite udite, un vasetto di Nutella. Chi vuol favorire? – disse. E il suo indice di popolarità – nonostante avesse spiegato che non si sarebbe candidato in quanto avrebbe voluto una lista unica in entrambe le camere come segno chiaro di compattezza del progetto – si impennò, ed era così contento che non gliene restò per sè (…)

Mentre il Senatore a vita (è ancora tale) che ha portato l’Italia sul baratro, alla domanda risponde con sarcasmo: «La parola comizio finora l’ho poco frequentata, credo che svolgerò altri ruoli».

Poi il Professore con tante lauree appese alla parete del bagno se n’è andato rapidamente senza rispondere alle domande dei giornalisti.

Continuate pure così…

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Banche fallite negli Stati Uniti: Dicembre 2012

Il lungo elenco di banche americane fallite dall’inizio della crisi finanziaria globale del 2008 ha raggiunto quota 468. Lo scorso mese di dicembre le autorità statunitensi hanno imposto la chiusura dei battenti alla Community Bank of the Ozarks, un istituto di credito con sede a Sunrise Beach nel Missouri. Il numero dei fallimenti dichiarati nel 2012 si ferma a 51 contro i 92 (2011), 157 (2010), 140 (2009), 25 (2008) e 3 nel 2007. Intanto la Casa Bianca ha raggiunto un accordo d’emergenza con i leader repubblicani al Senato e alla Camera per evitare le conseguenze del Fiscal cliff (baratro fiscale, termine usato dal vampiro della FED Ben Bernanke). Il tetto sul debito federale è stato formalmente toccato il 31 dicembre scorso a oltre 16.400 miliardi e il Tesoro solo con una serie di manovre straordinarie, quali il rinvio di stanziamenti per i piani pensionistici dei dipendenti pubblici, ha creato un margine di circa 200 miliardi che verrà però esaurito entro marzo. L’espressione fiscal cliff si riferisce al rischio di dover aumentare le tasse e tagliare drasticamente la spesa pubblica (crollo del Pil e recessione) se non si fosse trovato l’accordo su come ridurre l’abissale debito pubblico Usa. Nel pacchetto sono contenute misure come l’aumento al 39,6% dell’aliquota sui redditi superiori ai 400mila dollari per contribuenti individuali e ai 450mila dollari per le famiglie. C’è anche un aumento dal 35% al 40% della tassa di successione sulle eredità superiori ai 5 milioni e un aumento dal 15 al 20% delle tasse sui guadagni di capitale per chi ha un reddito superiore ai 450mila dollari. Dalla Casa Bianca, prima di ripartire per le Hawai dove è in vacanza la famiglia, Barack Obama ha detto: «Grazie ai voti dei repubblicani e dei democratici al Congresso firmerò una legge che aumenterà le tasse per il 2% degli americani più ricchi e al tempo stesso eviterà aumenti di tasse che potrebbero portare l’economia di nuovo in recessione». Il maggiordomo di Wall Street omette però di dire che per ora è stato evitato solo il rischio di un collasso fiscale, poichè (è un dato di fatto) un piccolo effetto recessivo in ogni caso ci sarà, perchè l’ammontare del taglio di bilancio in queste misure rimane parziale e il ciclo economico Usa continuerà a essere debole, con ripercussioni globali. Basta solo non urtare gli interessi dei grandi centri di potere.

2013, tutto sarà come prima?

Il 24 ed il 25 febbraio prossimo gli italiani, al pari delle pecore chiassose e stupide, torneranno in cabina elettorale per decidere da chi farsi tosare nel prossimo quinquennio. Secondo l’oligarchia finanziaria che sguazza nell’oro, se tutto filerà liscio, visto che la porcata elettorale vigente nasconde (per loro) diverse insidie non tanto sullo stabilire chi vince le elezioni, ma se chi le vince ha numeri sufficienti alla Camera ed al Senato per rimanere nominato un’intera legislatura al governo, tra marzo ed aprile il BelPaese con le pezze al culo riavrà un governo politico. E gli animali della fattoria che avevano deciso di risollevare la testa saranno repressi dagli stessi padroni del profitto e dell’usura che li hanno governati. Mentre la crisi economica (bollettino economico Bankitalia: -2,4% del Pil nel 2012 e -0,7% nel 2013) che li ha gettati nel tritacarne della disperazione e la partitocrazia ladrona frutto della volontà popolare e non (si badi bene) dell’accordo tra i partiti (tutti ladri e tutti uguali) con un nuovo strumento di repressione politico-affaristica-mediatica di accettare come “normale” un necessario “ricambio democratico” a fronte del collasso del suo vecchio strumento di governo, faranno riappacificare gli animali. E poco importeranno le vomitevoli gesta di chi ha comprato i deputati necessari alla propria maggioranza, ha calpestato il tricolore, ha imposto alla propria maggioranza parlamentare di votare una bugia (Ruby era la nipote di Mubarak?), aveva promesso di costruire campi da golf a Lampedusa. L’idea di non far vincere nessuno per rifare un Monti-bis è ancora sul tavolo così come il tema del presunto “rinnovamento”. In fondo il disegno è semplice: creare tutte le condizioni per sostituire la politica con la tecnocrazia, radunare tutte le truppe centriste dell’onorata società mafiosa sotto le insegne dell’oligarchia finanziaria turboliberista che governa l’Europa per completare il programma di macelleria sociale introdotto dal boiardo bocconiano Mario Monti che con il suo governo fantoccio dei meglio studiosi e cattedratici con tanto di lauree alle pareti, infarcito di professori, esperti e banchieri ha creato abissali ingiustizie e lacerazioni sociali che hanno portato l’Italia sull’orlo del baratro. Qualcuno inizia a capire quanto incoerenti e meschini siano state le manovre strangola-italiani e salva casta-parassiti dell’Amministrazione controllata del curatore fallimentare Monti espressione della tecnocrazia bancaria internazionale ed europea che non intende perdere i quattrini investiti nel debito pubblico italiano, altresì cercando anche di chiudere qualche buon affare di fronte alle svendite degli asset industriali di pregio ancora in dotazione. Questa è la vera contraddizione di fondo, l’economia italiana sta andando comunque a rotoli, il risparmio e l’aumento di prelievo, che hanno paralizzato i consumi e generato povertà sociale e recessione, sono stati utilizzati per pagare i maggiori interessi sul debito e per continuare a reggere economicamente tutti i privilegi della casta statale e di fronte alla stretta creditizia bancaria, la politica montiana ha macellato l’unica categoria che, ad oggi, non ha nessun potere: le pecore. Il tutto con la benedizione del Vaticano che in tempi di crescente sofferenza sociale si sente in dovere di ringraziare Monti. Non possiamo attenderci alcun miracolo persistendo l’attuale paradigma. E i naufraghi della politica pur di mantenere senza un’oncia vergogna i propri privilegi (eppure non hanno rinunciato) si aggrapperanno all’ammucchiata montiana come a una scialuppa. E non è difficile immaginare come il sistema reagirà se non si farà un passo indietro sulla strada che da tempo ha oramai ridotto la “democrazia” ad una farsa, ma con un ulteriore passo in avanti, verso un regime oligarchico blindato. Troppi uomini sono vili? Ma, accanto a coloro la cui viltà è una bestemmia alla vita, vi sono tutti coloro – li si scorga o meno – i quali salvano il mondo e l’Onore del vivere. Buon Anno di Rinascita.

Mario Monti l’icona miracolosa del Vaticano

La “salita in politica” dell’illuminato Mario Monti, che L’Osservatore Romano – giornale ufficiale della Città del Vaticano – legge come «un appello a recuperare il senso più alto e nobile della politica», ha un riferimento ben preciso oltrechè l’ennesima ingerenza nella sfera politica (quasi fosse una novità) delle più alte gerarchie ecclesiastiche capitanate dal cardinale Angelo Bagnasco (Cei) e del segretario di Stato, Tarcisio Bertone. È una questione di potere. Entrambi per una volta – a prescindere dal monito del Vangelo che esorta a dare a Dio ciò che è di Dio – si ritrovano uniti, si badi bene, non tanto per lo svolgimento delle alchimie politiche alle prossime elezioni anticipate bensì per la scelta del prossimo inquilino del Colle. Un chiodo fisso per tutti i porporati di rango che mal sopportano un ritorno del “cattolico adulto” Romano Prodi. Possibile che la Chiesa di Roma sposi così, senza esitazioni, una visione rigida della politica economica in tempi di crescente sofferenza sociale? Certamente, non a caso l’Organo papalino, sempre ben attento a rimettere indulgenze, con l’articolo del 27 dicembre scorso ha cercato di fare da collante tra l’inquilino del Quirinale Giorgio Napolitano (invelenito dalle emorroidi per la candidatura di Monti) e Palazzo Chigi. Infatti, il quotidiano vaticano mette in evidenza la sintonia tra il servo Napolitano ed il curatore fallimentare Monti sull’idea di politica e sulla missione dei rappresentanti delle istituzioni già eletti in un’ottica di nuovo ordine mondiale dove gli stessi potranno operare delle scelte indipendenti dalle proprie esigenze personali e di partito, ben sapendo che sarà l’attuale cameriere e Capo dello Stato, tra poche settimane, a dover dare l’incarico di presidente del Consiglio eventualmente allo stesso boiardo bocconiano Mario Monti, un altro bankster che piace a tutta la “finanza bianca”, che con moglie a braccetto, ogni domenica mattina si fa ritrarre da imbelli fotografi e Tv mainstream mentre esce sorridente da messa (con la scorta forse per paura che Gesù Cristo scenda dalla croce e lo prenda a calci in culo). Tant’è. Finiti i tempi in cui il cardinale Camillo Ruini (ex Cei) che per oltre sedici anni vedeva nello stallone di Arcore Silvio Berlusconi il custode dei voti dei moderati, oggi lo scenario è cambiato. Premesso che la Chiesa cattolica costa ogni anno allo Stato italiano 6 miliardi di euro, grazie a un numero considerevole di leggi e normative emanate in favore delle comunità di fede anche l’esenzione dell’IMU per una parte considerevole di beni immobili venne accolta dalla Curia romana come un miracolo. Lo stesso miracolo che si è manifestato nel maxi emendamento al ddl stabilità approvato prima di Natale: 17 milioni di euro di aiuti a due istituti assai cari ai porporati, l’ospedale Gaslini di Genova (vicino ad Angelo Bagnasco, 5 milioni) e il Bambin Gesù di Roma (vicino a Tarcisio Bertone, 12 milioni). Andando avanti con la fantasia capita anche che vengano sottratti 157 milioni di euro alle scuole pubbliche e se ne versino la bella cifra di 278 milioni in quelle cattoliche. Altri grandi affari insomma che per la Chiesa – travolta dagli scandali ma che si preoccupa solo di difendere il suo potere – e le dorate casse della Banca Vaticana, vanno avanti da 2012 anni. In tempi di tagli con la mannaia, certi aiuti solidali valgono bene un obolo che ancora i “campioni della fede” che vanno da Casini agli amici degli amici di Casini, si ostinano a leggere in chiave elettorale “speranza per gli italiani”. La libertà di scelta, fra i fedeli e l’onorata società mafiosa, è ormai un dato culturale acquisito.

Happy Z-Mas, profezie di terrore

«Oggi è il Santo Natale. Il grande varietà religioso comincerà alle ore nove e trenta: il cappellano Charlie vi farà sapere come il mondo libero riuscirà a far fuori il comunismo con l’aiuto di Dio e di alcuni marines» [Full metal jacket, 1987]. I mezzi di informazione di massa, asinamente collusi e sottomessi ai governi liberali, agli interessi atlantisti in politica estera, all’oligarchia demoplutocratica al potere, al sionismo, continuano a definire sistema “pluralista, civile e democratico” tutto ciò che risiede nell’esclusivo club dell’onorata società mafiosa di cui essi fanno parte. In Italia il quadro è davvero  desolante. Il mondo in cui viviamo è diventato preda di amorali, la politica finge sdegno per tanti morti innocenti e fa a gara a chi si dimostra il più fedele al nuovo padrone. Il denaro, l’avidità e le guerre democratiche segnano con linee di sangue e di terrore anime decadenti e già morte. In questo desolante scenario il nostro pensiero rivolto alla popolazione Palestinese che trascorrerà un altro Natale di paura, sotto l’assedio della tirannide sionista.

«Quando il fuoco brucerà le capitali d’Occidente, i templi del denaro crolleranno e la Grande Mela verrà sommersa dall’acqua…allora sarà la fine, cioè l’inizio»

L’Italia in ginocchio a banchieri e mercanti

Il servo dell’Alta finanza internazionale, Giorgio Napolitano, dopo aver sentito i Presidenti dei due rami del Palazzo dell’Inganno, ai sensi dell’art.88 del Compromesso cattocomunista, ha firmato il decreto di scioglimento della Camera dei Nominati e del Senato della Repubblica della vergogna: «Ho firmato il decreto di scioglimento delle Camere, conclusione prevista e già segnata dai fatti». Lo ha detto, tra un forte odore di peto, il modesto funzionario dell’ordine dei miracolati al termine delle consultazioni, aggiungendo «Ho preso nota di quelle preoccupazioni e le trasmetterò al presidente del Consiglio». Tra precarietà, disoccupazione, licenziamenti, suicidi per motivi economici, esodati, smantellamento del sistema previdenziale condito dalle lacrime del ministro della miseria sociale Elsa Fornero, tasse e balzelli occulti di ogni sorta, una voragine di debito pubblico lasciata in eredità alle prossime quattro generazioni e il secondo intervento pubblico dopo quello del 2009 con i Tremonti bond, a sostegno di una banca, la Monte Paschi di Siena, che prevede la sottoscrizione da parte dello Stato italiano di strumenti ibridi di capitale per 3,9 miliardi di euro (i cosiddetti Monti bond), in pratica una ricapitalizzazione per salvarla dall’indebitamento per 17 miliardi di euro (il 15 dicembre abbiamo pagato l’IMU e il governo dei boiardi il 17 li ha girati a MPS), in ultimo anche il regalino al colosso Finmeccanica previsto in un provvedimento nella legge di Stabilità, in cui viene erogato un finanziamento di 8,4 miliardi di euro (per 16 anni) alle aziende italiane che operano nel settore aerospaziale. E il titolo Finmeccanica, ovviamente, si conferma tra i migliori del Ftse Mib. Alla faccia del terrorismo finanziario seminato dai servili media italioti e dai professionisti dello spread. La crisi pilotata è appena iniziata e svolgerà le sue tappe conclusive il 24 e 25 febbraio 2013 con una ritualità sacrale: chiacchiere nei salotti tv profumati di pane e vaniglia dove verranno passati in rassegna i soliti parrucconi incatramati, promesse di marketing elettorale, bugie di ogni sorta e la solita giostra dei politici reciclati. Le dimissioni del curatore fallimentare Mario Monti non arrivano certo intempestive, altro che la mancanza di fiducia della “strana maggioranza” farcita di fratellanze, di sorellanze, di cuginanze e di altre tali parentele bastarde che lo hanno vergognosamente appoggiato: sono un ordine dell’usuraia BCE. Il professore dell’università (sempre profumato di mughetto) è persino riuscito a mettersi davanti alla telecamera e a fare ciao alla nazione e prima di lasciare ha detto: «Abbiamo messo in sicurezza il paese nel 2012 e ora dobbiamo ripartire. Occorreranno sempre più persone preparate, serie, capaci di leggere il cambiamento e di saperlo guidare. Dobbiamo scommettere sul futuro, dobbiamo voler essere attori protagonisti del rinnovamento nazionale e chi, più dei giovani ha interesse a prendere le redini del proprio futuro». Quasi ci scappa una lacrima. Abbiamo messo in sicurezza il paese? Come no, basta crederci! Abbiamo messo in sicurezza le banche, ultima in ordine cronologico, il MPS. In questa repubblica delle banane, che risponde al nome di Italia, chi fa politica o è un mestierante della stessa, senza arte nè parte o può addirittura essere un’ex velina che è elevata al rango di ministro. In questo disastroso naufragio, i nemici della ricostruzione nazionale hanno traghettato il Popolo italiano verso il baratro sociale. Lo Stato italiano oramai subordinato agli interessi stranieri in economia e politica estera, è affondato in un trionfo di merda tiepida nella melma assieme a tutti gli altri Stati europei governati dalla borghesia di centrodestra e centrosinistra. Quando andrete a votare (sempre che ancora non sarete pervasi dal votimo e diserterete in massa i seggi elettorali), ricordatevi di loro, non perchè la democrazia è in pericolo come vogliono far credere, ma perchè le loro poltrone sono in pericolo. Sempre più crediamo sia necessaria la nascita di un Movimento Popolare Nazionale e Socialista che sappia dare al popolo le risposte necessarie affinché si possa uscire da questa cloaca che è oramai diventata lo stato borghese delle multinazionali, dell’affarismo e dell’usura. Noi crediamo sia necessario, una volta per tutte, trovarci tutti insieme. Tutto il popolo nazionalpopolare sotto la stessa bandiera. Quella volta ai profittatori, agli amministratori disonesti e alla borghesia capitalista comincerà a tremare il culo sulla poltrona. Quella volta nascerà un movimento nazionale e rivoluzionario.

DEBITO PUBBLICO, ottobre: 2.014,693 miliardi di €uro

Il debito pubblico del BelPaese con le pezze al culo e la partitocrazia (senza vergogna) sempre più grassa e ladrona, sfonda quota 2.000 miliardi e a ottobre si attesta a 2.014,693 miliardi di euro, in valore assoluto il livello più alto di sempre: un altro record fallimentare messo a segno dal migliore amico dei banchieri e della finanza apolide Mario Monti, tanto osannato dal passacarte Napolitano che lo aveva nominato (in quattro giorni) su ordine della Bce con un colpo di stato finanziario per abbassare lo spread, e dalla cricca di nominati che lo hanno sostenuto. E questo boiardo bocconiano sarebbe il leader della succursale italiana dei popolari europei? L’ex grande condottiero della Commissione Trilaterale alla testa di Casini, Fini, Berlusconi, Bersani, Montezemolo, Vendola (ma non vi viene da vomitare?). Il governo dei meglio studiosi e cattedratici, farciti da professoroni di rango, si è dimostrato ancora una volta solo l’ennesima appendice dei parassiti che governano senza mandato questo paese-colonia preda oramai di usurai e mercanti di denaro. I dati, contenuti nel Supplemento al Bollettino statistico n°67 di Bankitalia dedicato alla “Finanza pubblica”, testimoniano impietosamente l’aumento di 71,7238 miliardi euro (+3,7%) dall’inizio dell’anno. Come se per astrazione statistica il debito pubblico grava per circa 33.081mila euro a testa, neonati compresi, sulle teste degli italiani. In ultimo, il Servizio Sanitario Nazionale che affoga nei debiti: circa 40 miliardi di euro. Anche in questo ci penserà il curatore fallimentare Mario Monti. Osservando quindi il teatrino politico delle ultime settimane non si può fare a meno di continuare a provare sempre più un profondo rigetto verso la totalità di questa ottusa dirigenza politica relegata al ruolo di amministrazione controllata che ha abdicato in maniera vergognosa, consegnando di fatto la Nazione ai boiardi tecnocrati transnazionali. Noi lo diciamo da tempo, questi ottusi profeti con un gran numero di lauree appese alle pareti del corridoio, più per decoro, vanno cacciati a pedate nel sedere. Loro sono il primo nemico.

Guarda i precedenti report del debito pubblico italiano:

Partecipanti al Capitale di Bankitalia SpA (agg. 22/10/2012):

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