LETTERE

«Il mio cervello è il mio secondo organo preferito…»
[IL DORMIGLIONE, 1973]

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  31. […] Lettere al blog. Giriamo ai lettori del blog la mail di S.I. da Milano, che scrive: Dopo oltre due anni sono stati resi noti i dettagli sui prestiti segreti concessi dalla Federal Reserve, il braccio armato del liberismo mondialista, ai principali colossi bancari in occasione della crisi del 2008. L’agenzia Bloomberg ha reso pubbliche le informazioni contenute in oltre 29 mila pagine di documenti della banca centrale americana. Le cifre sono da capogiro. E sovrastano anche quelle del Tarp (Troubled Asset Relief Program), il programma d’emergenza da700 miliardi di dollari varato dal governo di Washington allo scoppio della crisi per sostenere gli istituti in difficoltà. I fondi sborsati dalla FED a favore dei banksters nel mese di marzo 2009 ammontavano complessivamente a circa 7.700 miliardi di dollari, pari alla metà del valore dell’intera produzione statunitense di quell’anno. In cambio, alle banche non è stata imposta nessuna limitazione. A fare la parte del leone sono state JPMorgan Chase, Bank of America, Citigroup, Wells Fargo, Morgan Stanley e Goldman Sachs, che hanno incassato il 63% dei prestiti della FED, per un totale di 460 miliardi di dollari, oltre ai 160 miliardi del Tarp. Grazie ai tassi d’interesse agevolati (tasso zero) concessi dalla FED, le banche beneficiarie hanno guadagnato in tutto circa 13 miliardi di dollari nel periodo compreso fra il mese di agosto del 2007 e il mese di aprile 2010. Di quei 16 trilioni di bigliettoni verdi, non un dollaro è stato rimborsato. E gli asset tossici comprati, ovvero una parte del pacchetto regalo, sono rimasti tossici e sul gobbone degli americani. Tra le banche italiane ingrassate dalla Federal Reserve, spuntano i nomi di UniCredit SpA con un ammontare del debito pari a $11,8 miliardi al 05/07/2009 e Intesa Sanpaolo SpA con un ammontare del debito pari a $140 milioni al 04/04/2008. […]

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  34. Caro ..Graffio puoi pubblicarmelo? grazie
    Maria
    ……………
    8 marzo, niente mimose, ma solo profumo di zagara in fiore.

    …il profumo della zagara in fiore
    Non ho mai sentito mia la ricorrenza dell’8 marzo ma, anche solo per compiacimento ed educazione, ho accettato il dono di una mimosa, anche se avrei preferito sentire il profumo della zagara in fiore o quello di fiori di campo, simbolo di libertà.

    Ho sempre pensato a un ruolo superiore della donna, non in quanto essere facente parte di una società politico-sociale ,ma in quanto fulcro centrale, assoluto, irrinunciabile, come regina della casa, che spesso, fra le lacrime per i problemi di tutti i giorni, impreca, piange, riflette in un cosciente e profondo confronto e poi agisce, attacca e difende ciò che ama, ribellandosi a un destino spesso avverso e riscoprendo la grinta e la determinazione che gli impone tale ruolo….di donna e madre.

    Una forza della virtù che ci induce a sacrificare la nostra vita, e del quale ne beneficia una intera comunità sociale.

    Non esistono comitati delle pari opportunità, organismi finti che servono solo ad assicurare un certo numero di consensi elettorali e gestiti per conto terzi, esiste la donna, che ogni giorno combatte contro la violenza, contro le inadempienze di una politica immorale, esiste la donna che deve fare i conti con un salario che non basta mai, la donna che combatte anche contro se stessa quando si tratta di scegliere se occuparsi dell’educazione dei figli o avere un, sempre meno sicuro, posto di lavoro per poter fare fronte ai tanti balzelli che, come una spada di Damocle, pende sulla testa dei propri cari.

    Donne e madri con vite diverse, intense, ma accumunate da un solo destino..quello di dare sicurezza, amore, certezze alla famiglia e alla comunità.Il non far parte delle tante organizzazioni femminili, non mi ha mai impedito di essere libera, libera nelle scelte di vita, nelle scelte politiche dove non ho mai subito discriminazioni in quanto donna, ma al contrario trattata alla pari come soggetto che condivide un ideale e perciò rispettato ed ascoltato, libera nelle scelte quotidiane, consapevole di ciò che è bene e ciò che non lo è.

    Questo mio pensiero è solo un atto di riconoscenza, dettato dalla necessità di ricordare quelle donne che, da sole e senza comitati vari, hanno compiuto un atto d’amore infinito, l’ultimo della loro breve vita terrena, ma che ha scosso le coscienze di tanti. Esse hanno avuto la forza, il coraggio, la fermezza di porre fine a uno stato di sottomissione mafiosa e poi morire. Onoro con queste poche righe: Giuseppina, Lea, Maria Concetta, donne rivoluzionarie che liberando il loro cuore hanno liberato una comunità intera.

    ……8 marzo, niente mimose, ma solo profumo di zagara in fiore.

    Maria Penna

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