1 maggio, e questa la chiamamo ancora Patria?

Dall’inizio dell’anno in corso sono 147 i lavoratori  morti per infortuni sui luoghi di lavoro: il 33,3% sono in edilizia, 31% in agricoltura, 17,5% nei servizi, 6,5% nell’autotrasporto e 5,5% nell’industria. A marzo, secondo i dati Istat, il numero di disoccupati è pari a 2.950.000 unità (+11,2% su base annua e perdita di 248 mila unità) e il tasso di disoccupazione si attesta all’11,5%. Tra i 15-24enni le persone in cerca di lavoro sono 635 mila e rappresentano il 10,5% della popolazione in questa fascia d’età. Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24anni) è al 38,4%, in aumento di 0,6% rispetto al mese precedente e di 3,2% nel confronto tendenziale. Un altro dato inquietante è quello dei suicidi: i dati emergono dal Rapporto Osservasalute 2012, presentato all’Università Cattolica di Roma, secondo il quale sono in continuo aumento negli ultimi anni, che nel biennio 2008-2009 si é attestato a 7,23 per 100.000 residenti dai 15 anni in su (nel 2009 se ne sono registrati 3870 contro i 3.607 del 2006). Un dato che “può essere un segno, oltre che di patologia psichiatrica, del crescente disagio sociale”, e “va monitorato con attenzione anche al fine di prevedere un rafforzamento delle attività preventive e della presa in carico sanitaria e sociale di soggetti a rischio”. L’incremento registrato negli anni si deve a un aumento dei suicidi tra gli uomini (tra i 25 e i 69 anni) per i quali il tasso è passato da 11,70 (per 100.000) nel 2006 e nel 2007 a 11,90 (per 100.000) nel 2008 e 12,20 (per 100.000) nel 2009. A togliersi la vita è un uomo nel 77% dei casi (il tasso di mortalità è pari a 12,05 per 100.000 per gli uomini e 3,12 per le donne).

In un contesto di crisi e di deriva politica, a prescindere dalle alchimie propinate, le imprese, di cui le multinazionali (tanto osannate nel ruolo mercatista del governo) sono la manifestazione più vistosa associate alle peggiori nefandezze, dallo sfruttamento della manodopera all’evasione fiscale, continuano impunite a scaricare le loro incapacità gestionali sui lavoratori che chiudono il conto con la perdita del posto di lavoro le perniciose imprese del capitale finanziario. Il gruppo di comando del potere finanziario, lasciato arbitro della conduzione economica secondo i propri esclusivi criteri, si comporta in modo assolutamente pericoloso. Nonostante i massicci incentivi alle banche, i sostenitori delle politiche liberiste, contribuiscono all’arricchimento degli esclusivi interessi della borghesia industriale unitamente alla precarizzazione del mondo del lavoro, avvicinando i lavoratori all’orlo del baratro sociale.

La socializzazione, è un principio morale, sociale, economico per cui il lavoratore, nella sua piena individualità spirituale e materiale, è oggetto primario dello Stato e soggetto dell’economia. Contro lo smantellamento della socialità, la riduzione dei salari, le nuove forme di schiavismo imposte dalla bramosia del dominio liberalcapitalista, lo sfruttamento nel mondo del lavoro, i contratti a tempo determinato, la flessibilità e gli infortuni mortali causati dalla cupidigia neoliberista, la delocalizzazione, la precarietà, la cancellazione del diritto al lavoro e del futuro per le nuove generazioni: SOCIALIZZAZIONE!

Buongiorno Italia con il cappio al collo

Il governo Enrico Letta, voluto dal riesumato Napolitano e sostenuto da Pd, Pdl e Scelta Civica, ha giurato al Quirinale. La cerimonia iniziale è stata sobria ed alla folla presente quasi scappavano le lacrime. A piedi, o alla guida delle loro utilitarie hanno fatto il loro ingresso al Quirinale i ministri del nuovo Governo. Alla guida di una Panda, da solo, è arrivato il ministro della Cultura, Massimo Bray (Pd). L’abortista Emma Bonino (Radicali, Esteri) è arrivata all’appuntamento con un taxi. A piedi, Anna Maria Cancellieri (Giustizia) con le due nipotine. Josefa Idem (Pd, Sport e Pari Opportunità), che recentemente in un’intervista aveva detto di essere favorevole al matrimonio tra persone dello stesso sesso, è arrivata a piedi insieme al marito e alla sua bambina. Arrivato a piedi anche il ministro degli Affari regionali, Graziano Delrio (Pd), insieme a buona parte della famiglia, composta da nove figli. Ma è stato fermato dalla sicurezza sulle scalinate, e solo dopo essere stato riconosciuto ha avuto il via libera per passare con la famiglia. Il bankster keynesiano Fabrizio Saccomanni, bocconiano doc, dg Bankitalia e uomo di fiducia di quel gran pezzo di Mario Draghi, ha preferito farsi calare con una fune da un elicottero. Ha preferito invece arrivare in macchina il ministro delle Politiche agricole, Nunzia De Girolamo (Pdl), su una Toyota, seguita in taxi dal marito, il deputato del Pd, Marco Boccia. Durante il giuramento, il trilateralista Letta ha detto: «Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione». Roba forte per uno che senza vergogna ha presenziato (parole sue, clicca qui) nel 2012 al meeting mondialista dei criminali del Bilderberg che illuminano la grande ribalta politica usuraia internazionale. Poco dopo, il passaggio di consegne fra il preside Monti e l’enfant prodige Letta attraverso la tradizionale cerimonia della consegna della campanella, con cui il boia in carica apre e chiude i lavori del consiglio dei Ministri. Poi il Professore con tante lauree appese alla parete se n’è andato rapidamente ed ebbe inizio la festa. Adrenalina pura.

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Le vomitevoli meraviglie del cartello elettorale Monti

«Con l’indicazione dell’economia sociale di mercato come riferimento della sua azione, Monti conferma di non essere il difensore della finanza speculativa ma della sinergia tra capitale e lavoro, a garanzia degli interessi tanto degli imprenditori quanto degli operai». Lo ha affermato (senza vergogna) il tassista della politica Gianfranco Fini, ieri fascista perché nel nel ’68 al Manzoni di Bologna gli avevano impedito di vedere Berretti Verdi, dove «John Wayne parte per il Vietnam a combattere eroicamente i musi gialli comunisti», diceva, oggi invece servo dell’oro di giuda e gadget dell’onorata società mafiosa democristiana. Certo, Fini è un recipiente vuoto e trasparente che ciascuno riempie come vuole, e può quindi diventare un punto di raccolta indifferenziata, una buca delle lettere o un cassonetto, se preferite, di notevole capienza. Si apre ufficialmente così la campagna elettorale della scuderia masso-centrista a sostegno del boiardo bocconiano Mario Monti, già leader di un aborto di governo sconosciuto e senza legittimità popolare (sostenuto dalle cosche PdL, Pd e dal cosiddetto Terzo polo che gli hanno ubbidito ciecamente) che ha portato sul baratro sociale l’Italia: debito pubblico (record) a 2.014,693 miliardi di euro, e disoccupazione al 11,1% con 2milioni 870mila disperati senza lavoro. Le tecnocrazie europeoidi ci osservano, noi le osserviamo come la mucca quando vede il treno passare e quello che ancora si intravede appena è il rischio di un mutamento di rotta del nostro gigantesco Titanic, un mare tempestoso e un futuro incerto. Per evitare il panico però l’orchestrina continua a suonare le stesse canzoni, ma la tensione aumenta. È di oggi la notizia del nuovo record per il tasso di disoccupazione giovanile, che a novembre scorso è balzato al 37,1%, il top dal 1992. Il tasso di disoccupazione (15-24 anni) – secondo i dati Istat – è in aumento del +0,7% rispetto ad ottobre 2012 e di +5,0% nel confronto tendenziale rispetto a novembre 2011. Ma per il ministro della miseria sociale, Elsa Fornero, intervenuta a Radio Capital (senza lacrimare), il peggioramento del tasso di disoccupazione non è un fallimento del governo Monti, anzi: «Stiamo pagando errori di lungo periodo». La cura per uccidere lo Stato Sociale sta funzionando.

«I giovani devono abituarsi all’idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita. E poi, diciamolo, che monotonia. È bello cambiare e accettare delle sfide» [Mario Monti – Matrix, 02 febbraio 2012]

«Mi auguro che qualcosa di simile a quello che abbiamo fatto per i dipendenti privati sulla possibilità di licenziare sia inserito nella delega per i dipendenti pubblici» [Elsa Fornero – Torino, 24 maggio 2012]

Continuate pure così…

2013, tutto sarà come prima?

Il 24 ed il 25 febbraio prossimo gli italiani, al pari delle pecore chiassose e stupide, torneranno in cabina elettorale per decidere da chi farsi tosare nel prossimo quinquennio. Secondo l’oligarchia finanziaria che sguazza nell’oro, se tutto filerà liscio, visto che la porcata elettorale vigente nasconde (per loro) diverse insidie non tanto sullo stabilire chi vince le elezioni, ma se chi le vince ha numeri sufficienti alla Camera ed al Senato per rimanere nominato un’intera legislatura al governo, tra marzo ed aprile il BelPaese con le pezze al culo riavrà un governo politico. E gli animali della fattoria che avevano deciso di risollevare la testa saranno repressi dagli stessi padroni del profitto e dell’usura che li hanno governati. Mentre la crisi economica (bollettino economico Bankitalia: -2,4% del Pil nel 2012 e -0,7% nel 2013) che li ha gettati nel tritacarne della disperazione e la partitocrazia ladrona frutto della volontà popolare e non (si badi bene) dell’accordo tra i partiti (tutti ladri e tutti uguali) con un nuovo strumento di repressione politico-affaristica-mediatica di accettare come “normale” un necessario “ricambio democratico” a fronte del collasso del suo vecchio strumento di governo, faranno riappacificare gli animali. E poco importeranno le vomitevoli gesta di chi ha comprato i deputati necessari alla propria maggioranza, ha calpestato il tricolore, ha imposto alla propria maggioranza parlamentare di votare una bugia (Ruby era la nipote di Mubarak?), aveva promesso di costruire campi da golf a Lampedusa. L’idea di non far vincere nessuno per rifare un Monti-bis è ancora sul tavolo così come il tema del presunto “rinnovamento”. In fondo il disegno è semplice: creare tutte le condizioni per sostituire la politica con la tecnocrazia, radunare tutte le truppe centriste dell’onorata società mafiosa sotto le insegne dell’oligarchia finanziaria turboliberista che governa l’Europa per completare il programma di macelleria sociale introdotto dal boiardo bocconiano Mario Monti che con il suo governo fantoccio dei meglio studiosi e cattedratici con tanto di lauree alle pareti, infarcito di professori, esperti e banchieri ha creato abissali ingiustizie e lacerazioni sociali che hanno portato l’Italia sull’orlo del baratro. Qualcuno inizia a capire quanto incoerenti e meschini siano state le manovre strangola-italiani e salva casta-parassiti dell’Amministrazione controllata del curatore fallimentare Monti espressione della tecnocrazia bancaria internazionale ed europea che non intende perdere i quattrini investiti nel debito pubblico italiano, altresì cercando anche di chiudere qualche buon affare di fronte alle svendite degli asset industriali di pregio ancora in dotazione. Questa è la vera contraddizione di fondo, l’economia italiana sta andando comunque a rotoli, il risparmio e l’aumento di prelievo, che hanno paralizzato i consumi e generato povertà sociale e recessione, sono stati utilizzati per pagare i maggiori interessi sul debito e per continuare a reggere economicamente tutti i privilegi della casta statale e di fronte alla stretta creditizia bancaria, la politica montiana ha macellato l’unica categoria che, ad oggi, non ha nessun potere: le pecore. Il tutto con la benedizione del Vaticano che in tempi di crescente sofferenza sociale si sente in dovere di ringraziare Monti. Non possiamo attenderci alcun miracolo persistendo l’attuale paradigma. E i naufraghi della politica pur di mantenere senza un’oncia vergogna i propri privilegi (eppure non hanno rinunciato) si aggrapperanno all’ammucchiata montiana come a una scialuppa. E non è difficile immaginare come il sistema reagirà se non si farà un passo indietro sulla strada che da tempo ha oramai ridotto la “democrazia” ad una farsa, ma con un ulteriore passo in avanti, verso un regime oligarchico blindato. Troppi uomini sono vili? Ma, accanto a coloro la cui viltà è una bestemmia alla vita, vi sono tutti coloro – li si scorga o meno – i quali salvano il mondo e l’Onore del vivere. Buon Anno di Rinascita.

L’Italia in ginocchio a banchieri e mercanti

Il servo dell’Alta finanza internazionale, Giorgio Napolitano, dopo aver sentito i Presidenti dei due rami del Palazzo dell’Inganno, ai sensi dell’art.88 del Compromesso cattocomunista, ha firmato il decreto di scioglimento della Camera dei Nominati e del Senato della Repubblica della vergogna: «Ho firmato il decreto di scioglimento delle Camere, conclusione prevista e già segnata dai fatti». Lo ha detto, tra un forte odore di peto, il modesto funzionario dell’ordine dei miracolati al termine delle consultazioni, aggiungendo «Ho preso nota di quelle preoccupazioni e le trasmetterò al presidente del Consiglio». Tra precarietà, disoccupazione, licenziamenti, suicidi per motivi economici, esodati, smantellamento del sistema previdenziale condito dalle lacrime del ministro della miseria sociale Elsa Fornero, tasse e balzelli occulti di ogni sorta, una voragine di debito pubblico lasciata in eredità alle prossime quattro generazioni e il secondo intervento pubblico dopo quello del 2009 con i Tremonti bond, a sostegno di una banca, la Monte Paschi di Siena, che prevede la sottoscrizione da parte dello Stato italiano di strumenti ibridi di capitale per 3,9 miliardi di euro (i cosiddetti Monti bond), in pratica una ricapitalizzazione per salvarla dall’indebitamento per 17 miliardi di euro (il 15 dicembre abbiamo pagato l’IMU e il governo dei boiardi il 17 li ha girati a MPS), in ultimo anche il regalino al colosso Finmeccanica previsto in un provvedimento nella legge di Stabilità, in cui viene erogato un finanziamento di 8,4 miliardi di euro (per 16 anni) alle aziende italiane che operano nel settore aerospaziale. E il titolo Finmeccanica, ovviamente, si conferma tra i migliori del Ftse Mib. Alla faccia del terrorismo finanziario seminato dai servili media italioti e dai professionisti dello spread. La crisi pilotata è appena iniziata e svolgerà le sue tappe conclusive il 24 e 25 febbraio 2013 con una ritualità sacrale: chiacchiere nei salotti tv profumati di pane e vaniglia dove verranno passati in rassegna i soliti parrucconi incatramati, promesse di marketing elettorale, bugie di ogni sorta e la solita giostra dei politici reciclati. Le dimissioni del curatore fallimentare Mario Monti non arrivano certo intempestive, altro che la mancanza di fiducia della “strana maggioranza” farcita di fratellanze, di sorellanze, di cuginanze e di altre tali parentele bastarde che lo hanno vergognosamente appoggiato: sono un ordine dell’usuraia BCE. Il professore dell’università (sempre profumato di mughetto) è persino riuscito a mettersi davanti alla telecamera e a fare ciao alla nazione e prima di lasciare ha detto: «Abbiamo messo in sicurezza il paese nel 2012 e ora dobbiamo ripartire. Occorreranno sempre più persone preparate, serie, capaci di leggere il cambiamento e di saperlo guidare. Dobbiamo scommettere sul futuro, dobbiamo voler essere attori protagonisti del rinnovamento nazionale e chi, più dei giovani ha interesse a prendere le redini del proprio futuro». Quasi ci scappa una lacrima. Abbiamo messo in sicurezza il paese? Come no, basta crederci! Abbiamo messo in sicurezza le banche, ultima in ordine cronologico, il MPS. In questa repubblica delle banane, che risponde al nome di Italia, chi fa politica o è un mestierante della stessa, senza arte nè parte o può addirittura essere un’ex velina che è elevata al rango di ministro. In questo disastroso naufragio, i nemici della ricostruzione nazionale hanno traghettato il Popolo italiano verso il baratro sociale. Lo Stato italiano oramai subordinato agli interessi stranieri in economia e politica estera, è affondato in un trionfo di merda tiepida nella melma assieme a tutti gli altri Stati europei governati dalla borghesia di centrodestra e centrosinistra. Quando andrete a votare (sempre che ancora non sarete pervasi dal votimo e diserterete in massa i seggi elettorali), ricordatevi di loro, non perchè la democrazia è in pericolo come vogliono far credere, ma perchè le loro poltrone sono in pericolo. Sempre più crediamo sia necessaria la nascita di un Movimento Popolare Nazionale e Socialista che sappia dare al popolo le risposte necessarie affinché si possa uscire da questa cloaca che è oramai diventata lo stato borghese delle multinazionali, dell’affarismo e dell’usura. Noi crediamo sia necessario, una volta per tutte, trovarci tutti insieme. Tutto il popolo nazionalpopolare sotto la stessa bandiera. Quella volta ai profittatori, agli amministratori disonesti e alla borghesia capitalista comincerà a tremare il culo sulla poltrona. Quella volta nascerà un movimento nazionale e rivoluzionario.

Si odono grida di anime stanche, assalto al potere e fuoco alle banche

La giornata europea di scioperi sindacali contro le politiche usuraie imposte dalla triade Ue, Bce e Fmi, appena conclusa, è stata “raccontata” nei fatti dai servili lacchè dell’informazione italiota come una giornata segnata da scontri di piazza in tutta Italia: agenti feriti, manifestanti bombaroli, binari occupati, sassi, cariche e lacrimogeni quasi a volere inaugurare un nuovo clima di “inaudita” violenza – omettendo però di sottolineare le vere motivazioni che stanno provocando il disagio tra le generazioni senza futuro: disoccupazione, precarietà, flessibilità, salari da fame, tasse e balzelli di ogni tipo, la rapina del Fiscal compact e i Patti di stabilità e, in ultimo, quel debito pubblico generato per incapacità e malafede governativa e che proprio ieri ha battuto un altro nuovo record. La dilagante corruzione politica non è da meno. Ergo, mentre tutto il sistema finanziario europeo è al collasso occorre però salvare le banche (come fosse una via d’uscita dalla crisi in cui tutti stiamo sprofondando), e l’Europa delle anime morte dietro le vetrate dei palazzi che contano nella grigia Bruxelles, da quattro anni con la messa a punto di regole illusorie (la finanza ha un’etica dicono) continua ostinatamente a varare parametri sempre più vessatori che ricadono sui Popoli. Per rendere quanto più edulcorata la polemica in margine agli scontri trasformati in guerriglia a Roma, scrive il Corriere della Sera: Un gruppo di giovani che era stato deviato dalla Questura davanti alla Sinagoga ha pronunciato cori offensivi e lanciato fischi all’indirizzo del tempio. «Sputi, fischi, bandiere palestinesi, urla contro Israele, grida pro Saddam e mortaretti. E mille bambini della scuola ebraica bloccati in istituto», denuncia l’ebreo Riccardo Pacifici. Non è mancato lacrimevole e riverente l’intervento all’amico giudeo del sindaco di Gerusalemme, Gianni Alemanno, che ha espresso la sua «solidarietà alla comunità ebraica di Roma, offesa dai partecipanti a una manifestazione». Nessuna notizia invece è stata divulgata dai lacchè appecorati della carta straccia e della televisione circa la riunione dell’èlite plutocratica mondialista Bilderberg riunitasi in Campidoglio a Roma (doveva tenersi all’Hotel De Russie, in via del Babuino). A un anno esatto dalla nomina in Italia con un golpe finanziario del governo Monti, il club esclusivo dei gotha della finanza e dei potenti del pianeta, si è riunito in conclave per discutere lo scenario degli stati commissariati dall’Unione Europea, tra cui l’Italia. Coincidenze? L’ultimo incontro si era tenuto a Chantily, una piccola cittadina nello stato americano della Virginia, nel mese di luglio. Tra i nomi degli invitati eccellenti spiccano Elsa Fornero, Corrado Passera (che di banche se ne intende), Paola Severino, Francesco Profumo. Nella lista degli invitati compare mezzo governo e parte determinante della potente macchina mediatico-politica, che un anno fa elogiò il boiardo bocconiano Monti a Palazzo Chigi. Sarebbe stato invitato anche il trinariciuto governatore della Bce, Mario Draghi, il quale, tuttavia, avrebbe declinato l’invito per evitare strumentalizzazioni, inviando però un comunicato in cui garantiva di seguire i lavori da Francoforte. Tra gli altri nomi spiccano Giuliano Amato, in qualità di presidente Treccani, la bocconiana radicale Emma Bonino, l’ad Trenitalia Mauro Moretti, l’ad Mediobanca Alberto Nagel, il presidente Agcom Angelo Cardani, l’ad Unicredit Federico Ghizzoni, l’ad Intesa Enrico Cucchiani, l’ad Enel Fulvio Conti, la presidente Rai Anna Maria Tarantola, il presidente Cir Rodolfo De Benedetti, il giornalista La7 Enrico Mentana (ha miserevoltente smentito), il presidente Telecom Italia Franco Bernabè, la giornalista Lilli Gruber, il deputato e vicesegretario del PD Enrico Letta e il giornalista Ferruccio De  Bortoli. Non occorre ingaggiare investigatori privati per riconoscerli, i leader della global mafia e dell’onorata società mafiosa erano tutti là, al gran completo, per polverizzare lo Stato Sociale e per rendere l’ennesimo servigio alla ristretta èlite dei signori del denaro e del debito.

Nel BelPaese dei professori: 2.774.000 disoccupati

Nel BelPaese del curatore fallimentare Mario Monti e della fatina inebetita Elsa Fornero, il numero dei disoccupati a settembre è salito a 2 milioni 774 mila unità, in aumento del 2,3% rispetto ad agosto. La cifra, registrata dall’Istat, è un record assoluto. In un mese sono andati persi 62.000 posti di lavoro, su base annua 554.000 unità. Il tasso di disoccupazione è salito, per il mese di settembre, al 10,8%, con una variazione di 0,2 punti percentuali su base mensile e del 2% su base annua, un altro record. Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) a settembre è salito al 35,1%, in aumento di 1,3% su agosto e di 4,7% su base annua. Tra i 15-24enni le persone in cerca di lavoro sono 608.000.

«I giovani devono abituarsi all’idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita. E poi, diciamolo, che monotonia. È bello cambiare e accettare delle sfide» [Mario Monti – Matrix, 02 febbraio 2012]

«Mi auguro che qualcosa di simile a quello che abbiamo fatto per i dipendenti privati sulla possibilità di licenziare sia inserito nella delega per i dipendenti pubblici» [Elsa Fornero – Torino, 24 maggio 2012]

Continuate pure così…

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