E stiamo tutti bene

Il recente decreto del governo dei banchieri sulle liberalizzazioni promette non solo di facilitarci la vita, ma anche, di migliorarcela. Il masso-decreto (clicca qui per scaricare) confezionato dal ministro tecnico Filippo Patroni Griffi, l’uomo ombra del bandito Giuliano prima e del ministro tascabile Brunetta dopo, contiene una miriade di disposizioni, in senso stretto regolate da leggi naturali che, a detta dei soliti cortigiani paraculisti attraverso il meccanismo della libera concorrenza garantiranno il massimo della ricchezza individuale, nello stesso tempo in cui si presume che sia assicurato anche il massimo benessere collettivo. Anzi ci si spinge fino al punto da far quasi coincidere il massimo del benessere collettivo con la somma aritmetica del benessere di ognuno degli individui appartenenti alla collettività, ed il massimo di ricchezza nazionale con la somma aritmetica con la ricchezza di ogni suo singolo componente. Una redistribuzione della ricchezza (sic) non per dare o togliere, ma per raggiungere quel fine di interesse generale, che suggerisce il provvedimento adottato. E guai a parlare di interesse particolare, intendiamoci, o quel tipo di interesse corrispondente alla visione teorica derivante dalla propria mentalità politica. Lorsignori sono professori mica sfigati, non fanno mica parte di una qualche cricca mondialista. Hanno un curriculum di tutto rispetto per quanti hanno il compito di sottomettere l’economia e la politica italiana al volere degli usurai del Fondo Monetario Internazionale, degli strozzini della Banca Centrale Europea e dei vari potentati economici. I nuovi salvatori della patria, elevati a rango di scienziati dell’economia, per risanare l’economia italiana hanno inventato il gratta e vinci, hanno tartassato i pensionati per ingrassare le banche, hanno resuscitato la social card (nelle grandi città con 250.000 abitanti), hanno favorito le multinazionali della (mala)sanità moltiplicando le grandi catene di farmacie. Nel decreto c’è pure una tuonata di culo a buon mercato dedicata ai giovani disoccupati che intendano mettete su un’impresa: la Società semplificata a responsabilità limitata (Ssrl). La possono aprire, sulla base dei dettami approvati, i giovani sotto i 35 anni. Basta versare, è detto fra il serio e il faceto, un capitale di 1 euro. Chissà se le banche saranno disposte a fare credito senza garanzie, e i fornitori a dare fiducia a Società senza capitale sociale! Sarà invece più facile per gli ultra-ottantenni (Napolitano ha avuto un’erezione) rinnovare la patente con cadenza biennale. Non è tutto. I documenti di identità andranno a scadenza nel giorno del proprio compleanno: «Piccolo escamotage per ricordarsi quando è il momento di rinnovarli», parola del professore universitario Mario Monti. Gli affamati avranno il pane anche la domenica, per dare lavoro a chi sia in grado di moltiplicarlo. Mentre i loro amici papalini e banchieri continueranno a ingrassare con le brioches…

«Evadere le tasse è peccato. Per un soggetto religioso questo è addirittura motivo di scandalo. La Chiesa in Italia non chiede trattamenti particolari, ma semplicemente di aver applicate a sé, per gli immobili utilizzati per servizi, le norme che regolano il no profit. I Comuni vigilino, e noi per la nostra parte lo faremo: ci piacerebbe solo non si investissero tempo e risorse in polemiche che, se pur accettiamo in spirito di mortificazione, finiscono per far sorgere sospetti inutili e, in ultima istanza, infirmare il diritto dei poveri di potersi fidare di chi li aiuta».

[card. Angelo Bagnasco, presidente Cei]

La Chiesa in Italia non chiede trattamenti particolari, ma semplicemente li riceve a sua insaputa. Ite, supercazzola est…

È morto don Luigi. Con la benedizione della Banca di Dio

È morto nella notte nella sua casa all’interno della struttura ospedaliera San Raffaele, don Luigi Maria Verzè, fondatore dell’ospedale San Raffaele di Milano e presidente onorario della Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor, che ne detiene il controllo. Dopo il “suicidio” (un colpo di pistola in testa) del suo braccio destro Mario Cal, il vero regista delle finanze della Fondazione Monte Tabor, se ne va anche il prete manager (eccessivo stress, dicono). Lui aveva 91 anni, la rinomata struttura ospedaliera ormai in mano alla Banca Vaticana e alla famiglia Malacalza, oltre 1 miliardo di debiti. «Rivendico l’intera responsabilità morale e giuridica di quanto avvenuto per il San Raffaele» è questa in sintesi la “confessione” per lettera (scaricabile in basso) scritta da don Luigi, inviata ai pm milanesi che avevano avviato un’indagine sulla situazione economico finanziaria della casa di cura milanese oberata da 1,5 miliardi di debiti, ma anche al CdA dell’ospedale e ai giornalisti.

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MIRACOLATI IN UN PAESE DI PECORE

Trentacinquesimo giorno dopo Silvio Berlusconi. Nella riforma del sistema della previdenza pubblica e dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, tali e tanti sono i provvedimenti peggiorativi messi a punto dal ministro del welfare, Elsa Fornero, la madonna piangente, confezionata nella stangata da 30 miliardi di euro varata dal governo dei banchieri del boiardo Mario Monti che non c’è praticamente nulla che sia sfuggito alla mannaia governativa: elevamento dell’età pensionabile per uomini e donne; abolizione di fatto della pensione di anzianità; passaggio per tutti al calcolo della pensione con sistema contributivo; penalizzazioni per chi lascia il lavoro prima dei nuovi requisiti; blocco dell’indicizzazione per le pensioni sopra il doppio di quella minima. Ora si torna a discutere di articolo 18, la norma dello Statuto dei lavoratori del 1970 che disciplina il reintegro in caso di licenziamento senza giusta causa o giustificato motivo. In sostanza, chi viene licenziato per ragioni che non rientrano nelle categorie della giusta causa o del giustificato motivo, non solo potrà ottenere regolarmente la paga per il periodo in cui è stato estromesso dal lavoro, ma deve anche essere reintegrato sul posto. Ma il governo della macelleria siciale non è dello stesso parere. Il motivo? Licenziare per assumere con più facilità. Una parabola tutta italiana in uno scenario da triste medioevo. In sintesi, non c’è alcun cambiamento rispetto alle politiche antipopolari del Governo Berlusconi che hanno messo in discussione salari, servizi e diritti senza favorire la crescita ma anzi determinando maggiore disoccupazione.

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Ici, cura delle anime, indennità e supercazzole all’italiana

Dopo l’ultima infornata di viceministri (3) e sottosegretari (25) nominati in famiglia secondo rito iniziatico della logica spartitoria dettata dalle varie cosche parlamentari che fanno capo alla destra ed alla sinistra della Repubblica del Malaffare, il governo delle banche, dell’usura e della macelleria sociale, guidato dal boiardo della Trilateral Mario Monti, è ora al gran completo. Il fascismo privilegiava i somari in divisa. La democrazia privilegia quelli in doppiopetto. In Italia i regimi politici passano. I somari restano. Trionfanti e carichi di grano. La plutocrazia mondialista italiota ha gettato la sua maschera di intollerabili ipocrisie! Con la recente nomina, ben 46 nuovi stipendi graveranno sulle carcasse degli italiani. Il preside Monti annunciò in conferenza stampa la rinuncia allo stipendio di Presidente del consiglio dei ministri, poco più di 12.000 euro. Per il popolo bue e per la disinformazione di massa è stato un gesto simbolico importante. In ogni caso gli restano 25.000 euro al mese di stipendio come Senatore a vita e 35.000 euro di pensione. Qualcuno poi, immacolato come la Beata, nella sua novena dirà: Ma come? Non lo sai? Con la manovra ferragostana si sono già ridotti le indennità al 10% sopra i 90 mila euro e il 20% dopo i 150 mila! Balle. Il taglio delle retribuzione e delle indennità di carica dei componenti degli organi costituzionali, si applicherà solo fino al 2013 invece che a tempo indeterminato, e comunque sono esclusi la Presidenze della Repubblica e la Corte Costituzionale. Infatti, il cameriere del nuovo ordine mondiale Giorgio Napolitano, quello che con in mano il sacchetto delle proclamazioni democratiche sfiora il ridicolo, a conti fatti rinunciò a 68 euro netti al mese fino al 2013, anno in cui terminerà il mandato. Fino ad allora, infatti, lo statista, quello che secondo lui, a gargarozzo vibrante l’Unione Sovietica sparando con i carri armati sulle folle di Budapest, avrebbe addirittura contribuito a rafforzare  la «pace nel mondo», continuerà a incassare 240.000 euro all’anno, oltre 12.000 euro al mese di stipendio, mentre il suo ufficio al Quirinale continuerà ad avere una dotazione di 228 milioni l’anno. Ora, mentre si cancellano i diritti, si colpiscono le pensioni, si reintroduce l’imposta sulla prima casa camuffandola maliziosamente in politichese col nome di IMU (Imposta municipale unica), e l’ICI per gli immobili commerciali di proprietà della Chiesa si andrà a far strabenedire, con un altro gran colpo tonante di culo la Casta dirigente ha annunciato di aver già sollecitato il presidente dell’Istat, a concludere nel più breve tempo possibile i lavori della commissione incaricata di studiare le indennità parlamentari in Europa, per poter subito procedere al taglio delle indennità in Italia. Come dire, chi non porta la propria croce e non viene dietro di me, non può essere mio discepolo.

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THE DOLLAR AND THE VATICAN

L’Apocalisse, nella Bibbia, parla della caduta  di Babilonia (che molti identificano in Roma), “colei che si è prostituita con tutti i grandi e potenti della terra”. Molti sostengono che quando la Madonna dice che nei più grandi vertici della chiesa si è insidiato Satana essa si riferisca proprio al Vaticano, ciò fu inizialmente riportato nel messaggio che la Vergine diede alla Salette nel 1800: “i preti sono diventati cloache di impurità e stanno conducendo le anime verso la propria distruzione”. Anche Paolo VI fece dichiarazioni pubbliche in cui affermava che “il fumo di satana è entrato nel tempio di Dio”. Questo papa morì misteriosamente così come è avvenuto a Pio XII e Giovanni Paolo I. Le parole del pontefice romano Benedetto XVI, il 25 dicembre 2005 in piazza San Pietro a Roma: “…nell’edificazione di un Nuovo Ordine Mondiale, fondato su giusti rapporti etici ed economici…” (clicca e guarda il video). Tutti coloro che hanno ascoltato il discorso che il  Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano ha pronunciato il 04 novembre 2007, sicuramente non si sono accorti della frase che ha “nascosto” nel bel mezzo della sua filastrocca, condita di pace e di frasi fritte. Ma è esattamente quella la frase che egli, in sintonia con i dettami degli illuminati europei, ha pronunciato: «…per contribuire alla creazione di un Nuovo Ordine Mondiale…» (clicca e guarda il video). È importante che tutti aprano gli occhi e le orecchie.

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Il San Raffaele ha fatto crack

Game Over. La procura di Milano ha depositato l’istanza per chiedere il fallimento dell’ospedale San Raffaele, gravato da circa 1,5 miliardi di debiti. È stata fissata al prossimo 12 ottobre l’udienza davanti al Tribunale fallimentare di Milano per discutere della richiesta di fallimento per il gruppo ospedaliero San Raffaele  (le banche creditrici sono esposte con il gruppo ospedaliero per un totale di circa 225 milioni più i leasing, per complessivi 400 milioni su un indebitamento complessivo di 1,5 miliardi) formulata dai pm Luigi Orsi e Laura Pedio. La richiesta di fallimento della Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor,  scrive il procuratore della Repubblica di Milano, Edmondo Bruti Liberati «È innanzitutto finalizzata all’intento di arrestare ulteriori dissipazioni patrimoniali, ma è altresì orientata a perseguire l’interesse pubblico nella sfera del quale rientra la posizione dei soggetti a vario titolo coinvolti in questo grave default, quali i creditori, i dipendenti, i collaboratori e gli stessi utenti del servizio sanitario gestito dalla Fondazione». «Dagli atti acquisiti – prosegue – emerge lo stato di insolvenza della Fondazione, dato non controverso, tanto che il CdA ha pubblicamente dichiarato di voler presentare un ricorso per l’ammissione al concordato preventivo, proposito che finora non risulta essersi concretato». «A fronte di una situazione, preferibilmente suscettibile di ulteriore aggravamento, si è imposta una richiesta, quella che la legge fallimentare affida al pubblico ministero, orientata a perseguire l’interesse pubblico, sotto molteplici profili». Il manager di Dio, don Luigi Maria Verzè, l’eretico sacerdote che ha osato sfidare la dottrina ufficiale della Chiesa (e la Banca Vaticana) di fatto estromesso dalla gestione diretta del suo ospedale ha finito di fare miracoli. Sarà punito come traditore? Si narra che nel nono cerchio dell’inferno dantesco (Canto XXXIII) la pena dei traditori è perfettamente commisurata al loro peccato: essi sono condannati a restare per l’eternita immersi nel ghiaccio cosi come, in vita, ebbero un animo tanto gelido e duro da arrivare a tradire quelli che dovrebbero essere gli affetti ed i legami piu cari e piu sacri per ogni uomo. Tarcisio Bertone docet. La bocca sollevò dal fiero pasto…

Ite, “IVA” est

I senatori radicali Emma Bonino, Marco Perduca e Donatella Poretti hanno depositato, lunedì 29 agosto, alcuni emendamenti alla manovra correttiva del Governo, tra i quali l’abrogazione dell’esenzione Ici per locali pertinenti a edifici di culto ove si svolga attività anche commerciale e l’abrogazione del finanziamento pubblico ai partiti. Sabato scorso, in commissione Bilancio del Senato, gli emendamenti sono stati incredibilmente RESPINTI. Han votato contro l’emendamento per l’abrogazione dell’esenzione dell’imposta il Pdl, Lega, Udc e Fli, mentre si è astenuta Idv (in Senato ha valore di voto contrario). La maggioranza dei senatori PD non ha partecipato al voto ad eccezione di tre membri che hanno votato a favore. Stesso discorso per l’abrogazione totale del finanziamento pubblico ai partiti. Nessuno dei tagliaborse parlamentari ha dato spiegazione sul perchè abbiano votato contro questi due privilegi mentre si rapinava il popolo italiano di una seconda manovra finanziaria in poco più di sessanta giorni. In silenzio, come ben si addice a ladri e borsaioli…

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