Il perfetto maggiordomo

Mentre il resuscitato Cameriere del nuovo ordine mondiale Giorgio Napolitano (88 anni), dopo essere stato implorato dalla porcilaia parlamentare, incapace di esprimere un candidato su cui far convergere i necessari consensi per continuare a lucrare, e il novello Trilateralista “democratico” Enrico Letta – in piena continuità con le politiche di macelleria sociale del boiardo bocconiamo Mario Monti (già sostenuto senza un’oncia di vergogna da Berlusconi e Bersani) – sono già proiettati alla formazione del nuovo Governo, lo stallone di Arcore Silvio Berlusconi vuole garanzie sulla giustizia. La sua, s’intende. Altro che promesse elettorali sull’odiata IMU (per la cronaca, il governo della miseria sociale Monti ha riscritto una parte del documento di economia e finanza e nel nuovo testo la tassa – che doveva essere tiriennale fino al 2015 – e che ora diventa permanente) è questo l’argomento numero uno delle trattative con l’enfant prodige Enrico Letta, il nipotino di Gianni (PdL), fedelissimo di Berlusconi.

Non a caso Berlusconi vorrebbe piazzare un suo fedelissimo al ministero, per poi vedersi concessa “dall’ineccepibile e straordinario Napolitano” – parole sue – la nomina a senatore a vita (cui un contentino anche a Romano Prodi), che gli permetterebbe l’immunità, e poi un indulto condito con qualche legge o provvedimento ad-personam che gli evitino le Patrie galere. Perché il rischio che gli si spalanchino le porte del carcere, questa volta, ci sono veramente: Mediaset, Ruby, Unipol, De Gregorio.

Basterà semplicemente superare gli ostruzionismi (peraltro una formalità) dell’entità Partito Democratico che in tema di giustizia (sic!) invece chiede (senza però stracciarsi le vesti) la legge anticorruzione, il processo lungo, il falso in bilancio. Il modesto funzionario dell’ordine dei miracolati in via delle Botteghe Oscure, Giorgio Napolitano, colui che senza aver fatto un nanosecondo di Resistenza ne elogia le dubbie imprese, forte della debolezza dei governi e del parlamento, è consapevole di troneggiare sulle macerie di una democrazia devastata, di istituzioni paralizzate, di una porcilaia politica incapace di esprimere la volontà degli elettori spernacchiati alle ultime elezioni politiche. Altro che Popolo Sovrano per costituzione!

Dopo il governo del curatore fallimentare Monti, espressione dei poteri forti, bancari e plutocratici, centro motore della globalizzazione che hanno ridotto in miseria l’Italia, gli italiani dovranno sottomettersi al prossimo governo “di larghe intese” (leggasi dell’inciucio) che continuerà a fare gli interessi delle organizzazioni plutocratico-mondialiste del quale è espressione, e di quei poteri forti legati alle lobby giudaiche. Perchè l’Italia non deve avere più una politica sovrana e nazionale bensì eseguire “semplicemente” gli ordini.

Napolitano, il perfetto maggiordomo, nella sua lunga e grande esperienza di statista (nel 1956, si profondeva in elogi ai sovietici mentre l’Urss sparando con i carri armati sulle folle inermi e facendo fucilare i rivoltosi di Budapest, secondo lui, avrebbe addirittura contribuito a rafforzare la “pace nel mondo”) tutto questo lo sa, e si chiede come possa essere lui l’uomo del rinnovamento da tutti tanto auspicato e invocato. Anche questa è (purtroppo) democrazia.

1 commento

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