Auschwitz SpA

27 gennaio, ancora una volta la vulgata concentrazionaria dei rabbino-dipendenti, vomitando il proprio odio, con animo servile metterà alla prova la propria obbedienza facendo a gara per assicurarsi la massima libertà di coprire di fango chi non si inchinerà al sionismo, allo Stato terrorista di Israele e alla loro mitologia, ora più che mai esposta al rischio di una demistificazione epocale nella sua componente olocaustica. Per intenderci, l’unico evento preso in considerazione dalla filiera della più grande truffa politico-economica mai perpetrata che non è il genocidio in genere, bensì solo quel genocidio che viene simboleggiato nel nome di Auschwitz, è la pietra sulla quale Israele e gli ebrei hanno fondato le loro fortune materiali e morali. Il senso di colpa collettivo si fa quindi inestinguibile, la $hoah diventa “l’evento” che non conosce paragoni e i giudei tornano così a sentirsi il “popolo eletto” legittimato a non riconoscere giurisdizione alle regole e ai codici che invece valgono per tutti gli altri. La commissione dei giusti di Yad Vashem, la fiamma eterna che arde in quel ricettacolo di propaganda sionista, ringrazia per l’incasso della giornata.

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