L’inquilino, il passacarte e la sua corte

Il Pdl vuole staccare la spina e il Quirinale cerca di frenare la frana. Tuttavia, quel che conta è che i sistemi liberal-demo-plutocratici non muoiono d’infarto fulminante. La loro morte, nel caso, sarebbe troppo nobile e poco sofferta. Questi regimi basati sul denaro, sullo sfruttamento e  sull’oppressione finiscono per metastasi diffuse, per lenta, progressiva, insufficiente ossigenazione a livello cerebrale. Gli ultimi colpi di coda, come suol  dirsi, sono oltremodo pericolosi perché tentano di trascinare nel gorgo della loro caduta ingloriosa, quanta più gente onesta possibile, quella stessa gente che hanno ingannato e turlupinato durante tutta la loro esistenza. Storicamente questi sistemi nascono sulle macerie di nazioni che hanno perso una guerra o che sono state devastate da eventi naturali di dimensioni catastrofiche, per cui i loro popoli sono stremati, privi di difese organiche e in cui sono state depotenziate le loro virtù morali e spirituali. Sono facili prede dei primi cosiddetti “liberatori” che si presentano sulle macerie materiali e morali delle nazioni, con canti, inni, scatolette e cioccolate. Così nascono questi perversi sistemi usurocratici, sistemi attorno ai quali proliferano gli untorelli di destra, di sinistra, di centro (tanto per parlar chiaro!) totalmente privi di scrupoli, di etica e di dignità. Quando il sistema muore per insufficienza vitale, muore dello stesso male di cui è portatore genetico, muore per “decadenza”. A questo punto, gli untorelli cercano vigliaccamente la salvezza personale con tutti i mezzi leciti e illeciti, scannandosi tra di loro pur di evitare la ghigliottina morale che li attende implacabile, consapevoli che quell’arma sarà implacabile e senza appello perché manovrata dal boia che appartiene alla stirpe degli uomini che sono rimasti “in piedi in mezzo  alle macerie”. Insomma tutti quei parassiti devono essere condannati a lavori forzati e “socialmente utili”. E non si illudano: non potranno nemmeno “godere” dei 1.000-1200 euro al mese che ora finiscono nelle bustepaga di un operaio metalmeccanico o di un professore della scuola statale.

Parassiti riverniciati a nuovo? No, addio
da Stelvio Dal Piaz, RINASCITA

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