ONU, WELCOME TO PALESTINE

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Voto storico dell’Assemblea Generale dell’Onu che, con 138 voti a favore, 9 contro e 41 astensioni, ha approvato con una risoluzione l’ingresso della Palestina come “stato osservatore”. In Europa prevalgono i sì, ma di misura: 14 sì (Austria, Belgio, Cipro, Danimarca, Finlandia, Francia, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Malta, Portogallo, Spagna, Svezia), 12 astenuti (Bulgaria, Estonia, Germania, Gran Bretagna, Ungheria, Lettonia, Lituania, Olanda, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia) e 1 no (Repubblica Ceca). Il voto è stato preceduto da un lungo e applauditissimo discorso del presidente palestinese Abu Mazen che ha chiesto il “certificato di nascita” dello Stato palestinese. Il voto dell’Assemblea – ha detto Abu Mazen – è una occasione “storica” per la comunità internazionale, “l’ultima per poter salvare la soluzione a due Stati”, ammonendo che “è arrivato il momento di dire basta all’occupazione e ai coloni”. Contrario all’Assemblea l’intervento del boia sionista: l’ambasciatore Ron Prosor ha definito la richiesta della Palestina “un passo indietro per la pace”. “Con questa risoluzione – ha detto – l’Onu chiude gli occhi sugli accordi di pace e non conferirà alcuna dignità di Stato”. Poco dopo parole avvelenate sono arrivate anche dal premier terrorista Benjamin Netanyahu: “Il discorso di Abu Mazen – ha detto – è stato “ostile” e “pieno di falsa propaganda”. Irritazione anche da parte degli Stati Uniti, tra i nove paesi che hanno votato contro la risoluzione, ha detto l’ambasciatore Susan Rice “è sfortunata e controproducente” e non fa altro che costituire “un nuovo ostacolo sul cammino verso la pace”. Parole ribadite anche dal segretario di Stato Hillary Clinton da Washington: “Abbiamo ben chiaro che solo attraverso negoziati diretti tra le parti israeliani e palestinesi potranno arrivare alla pace”. I “no” alla risoluzione erano comunque tutti previsti. Oltre Usa e Israele si sono detti contrari Panama, Palau, Canada, Isole Marshall, Narau, Repubblica ceca e Micronesia. Tra le grandi potenze, luce verde per i palestinesi anche da Cina e Russia. Uno degli effetti più attesi della risoluzione è che consentirà ai palestinesi di chiedere al Tribunale Penale Internazionale di indagare sui crimini commessi dai macellai sionisti durante il pluridecennale conflitto israelo-palestinese. La colonia-Italia, al servizio dell’impero del male di Washington e delle iene sioniste di Tel Aviv, per voce del servile Mario Monti (nemmeno Frattini era arrivato a tanto) raddrizza il tiro per il governo italiano e campando le solite frasi di rito rilancia il mantra della diplomazia internazionale “Il voto dell’Italia non rappresenta un allontanamento dalla forte e tradizionale amicizia nei confronti di Israele”. Sarà, ma tale religione che si erge sul mito fondante della $hoah e sul senso di colpa collettivizzato di cui il timore reverenziale degli europei nel muovere critiche ad Israele, è una spia estremamente rivelatrice. I vigliacchi, i pavidi e gli infami si scoprono da queste piccole cose.

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