GAZA, IL B✡IA SI✡NISTA NON SI FERMA PIÙ

Quanto è malata la mentalità delle forze armate sioniste che occupano illegalmente i Territori palestinesi? Il Senato americano ha approvato all’unanimità una risoluzione che attesta la piena solidarietà e sostegno allo stato terrorista di Israele e al suo “diritto di agire per autodifesa per proteggere i suoi cittadini da atti di terrorismo”. La risoluzione (S.RES 599), presentata dai senatori ultrasionisti Kirsten Gillibrand (D-NY) e Mark Kirk (R-IL), è stata cofirmata da 62 senatori di entrambi gli schieramenti per “esprimere la nostra solidarietà con Israele per il riprorevole ed indiscriminato lancio di missili da parte di Hamas e della Jihad”. Paradossalmente – e quasi a giustificarne a prescindere il gesto terroristico dell’entità ebraica – come se gli eventi possano giustificare razionalmente l’omicidio mirato di Ahmed al-Jaabari, presentato come un maestro del terrorismo, o addirittura come il Bin Laden palestinese, ex leader dell’ala militare di Hamas. Non è forse vero che la sua uccisione, che ha innescato una nuova terribile ondata di violenze in Medio Oriente, sembra al contrario il frutto di un cinico e spregiudicato calcolo da parte del premier israeliano Netanyahu a due mesi e mezzo dalle elezioni politiche? Un modo di riconquistare il consenso perduto mettendo all’angolo i suoi avversari. Se la gran parte dei media dipinge Jaabari come un fiero e oltranzista nemico di Israele, in pochi (quasi nessuno) sottolineano i rapporti intercorsi negli ultimi anni tra lo stesso Jaabari e i vertici dello Stato ebraico di cui era interlocutore: dipinto come un carceriere spietato, un sadico aguzzino, un fanatico fuori controllo, è stato invece il principale alleato di Israele nei negoziati per la liberazione del giovane caporale Shalit, il garante della sua incolumità fisica durante gli anni della prigionia e soprattutto colui che ne ha permesso il ritorno a casa nel 2011. Anche il Dipartimento di Stato Usa ha condannato Hamas per il lancio di razzi contro Israele: “Non vi è alcuna giustificazione”. Senza fare menzione alcuna che in realtà Ahmed al-Jaabari lavorava in appalto per Israele. Era lui l’uomo incaricato di garantire la sicurezza nella Striscia di Gaza e di far rispettare il cessate-il-fuoco al mosaico di movimenti estremisti della jihad islamica. In cambio di questa fragile tregua Tel Aviv finanziava il regime di Hamas, fornendogli denaro, infrastrutture e beni di prima necessità. Che i boiardi sionisti (come è loro solito fare) non hanno detto nulla ai servili servizi segreti dello zio Sam? L’aggressione e i crimini commessi da U$raele, sono tali che gli assassini, i boia americani e i sionisti ci hanno abituato a considerarli semplice routine ma che, in realtà, sono atti deliberati, le cui conseguenze psico-strategico-mediatiche sono calcolate e dosate nell’ambito del condizionamento del genere umano con lo scopo della totale e definitiva sottomissione alla Mafia perché, non consideriamo che sia vanitoso dover ribadirlo, effettivamente è quest’ultima che, in fin dei conti, rende concreta e sintetizza l’unione della CIA, del Mossad, delle cellule occulte che costituiscono il Nuovo Ordine Mondiale. Intanto il primo ministro terrorista Benjamin Netanyahu ha parlato con il premio Nobel per la pace orwelliana Barack Obama per aggiornandolo sulla situazione e ringraziando la Casa Bianca per il suo sostegno a Israele. Poco importa che la Siria di Assad sia sull’orlo della guerra civile, che in Egitto non governi più lo “zio di Ruby” ma i Fratelli Musulmani (da sempre vicini ad Hamas), che in Libano siano tornati gli attacchi terroristi, che persino la “tranquilla” Giordania sia scossa dai movimenti di protesta contro l’aumento del prezzo del carburante, mentre la Turchia minaccia da mesi azioni militari contro Damasco. Quel che conta per Netanyahu e per Ehud Barak è vincere le prossime elezioni. Con ogni mezzo necessario. Che sia una coincidenza o meno, l’aggressione contro la Striscia di Gaza è avvenuta nel momento in cui le elezioni in Israele sono alle porte (anticipate al 22 gennaio prossimo), e scatenare un’escalation di violenze (Ripercorrendo cronologicamente i massacri nella Striscia di Gaza l’operazione “PIOMBO FUSO” condotta dai macellai sionisti toccò i vertici di crudeltà inaudita) che rischia di incendiare tutta la regione e di mettere in grave pericolo la stessa entità ebraica per meschini interessi elettorali è pur sempre una valida possibilità per non perderle. Ma i media occidentali sempre più appecorati all’amico ebreo non riportano informazioni. Tant’è.

1 commento

  1. dobbiamo colpirli sulla loro debolezza il denaro ,diventare furbi e scaltri come sono loro, dire una cosa e farne un’altra ,non fanno così loro ?


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