DEBITO PUBBLICO, settembre: 1.995,143 miliardi di €uro

A settembre il contatore del debito pubblico ha raggiunto la quota record di 1.995,143 miliardi di euro. Il dato, contenuto nel Supplemento al Bollettino statistico n°61 della Banca d’Italia dedicato alla finanza pubblica, testimonia impietosamente un aumento di 19,5 miliardi rispetto ad agosto. Secondo l’analisi di Bankitalia SpA, l’incremento riflette, oltre al fabbisogno del mese (11,6 miliardi), l’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro, detenute presso la Banca e in impieghi della liquidità, pari a 8,6 miliardi: nei primi nove mesi dell’anno il debito (88,4 miliardi) sale con il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (61,9 miliardi) in aumento di 900 milioni rispetto all’analogo periodo precedente (61 miliardi), l’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (21,7 miliardi) e l’emissione di titoli sotto la pari (5,2 miliardi). Aumentano gli esborsi per i “meccanismi di solidarietà” all’interno della zona Euro, come il Fondo Salva Stati (ESM): escludendo le erogazioni in favore della Grecia (5 miliardi nel 2011), la quota di competenza dell’Italia dei prestiti erogati dall’European Financial Stability Facility (Efsf – 2,2 miliardi nel 2011 e 17,1 nel 2012) e le misure relative alla Tesoreria unica (che hanno comportato nel 2012 il riversamento nella Tesoreria centrale di 9,0 miliardi da parte degli enti decentrati) – fonte Bankitalia – il fabbisogno del 2012 sarebbe in linea con quello del 2011. Avete capito? Siamo in linea con il disastroso fabbisogno del 2011 e non c’è da preoccuparsi se per astrazione statistica ciascun italiano avesse accumulato una quota di debito pubblico pari poco più 31.000 euro e l’intero BelPaese si ritrova sul groppone un esercito di nuovi disoccupati: 2.774.000 (con un tasso di disoccupazione pari al 10,8%). Mentre la Banca d’Italia celebra un’altra parata funebre per un Paese già morto e sepolto dai debiti, i banchieri continuano impunemente a taglieggiare e strozzare le famiglie con la complicità di un governo fantoccio (nominato con un golpe finanziario) infarcito di professori, esperti, e banchieri che per voce del suo curatore fallimentare Mario Monti si è già espresso così (leggete attentamente): «La legislatura attuale termina nell’aprile 2013. Come ho detto più volte, l’Italia deve ritrovare un processo democratico normale e non c’è nessuna ragione per cui il voto non debba dare una maggioranza in grado di governare. Nell’ipotesi in cui fosse impossibile costituire una tale maggioranza, io sarei là. Se servisse, io continuerei». Queste le parole del boiardo bocconiano in un’intervista apparsa sul trimestrale francese Politique Internationale. Osservando quindi il teatrino politico delle “primarie dei burattini” che sinora hanno sostenuto senza un’oncia di vergogna il governo della macelleria sociale, non si può fare a meno di continuare a provare sempre più un profondo rigetto verso la totalità di questa ottusa dirigenza politica, lacchè appecorati relegati al ruolo di amministrazione controllata che hanno abdicato in maniera vergognosa, consegnando di fatto la Nazione ai boiardi tecnocrati transnazionali.

Guarda i precedenti report del debito pubblico italiano:

Partecipanti al Capitale di Bankitalia SpA (agg. 22/10/2012):

1 commento

  1. […] e balzelli di ogni tipo, la rapina del Fiscal compact e i Patti di stabilità e, in ultimo, quel debito pubblico generato per incapacità e malafede governativa e che proprio ieri ha battuto un altro nuovo […]


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