«Four More Years», Amen!

Il premio Nobel per la pace orwelliana Barack Obama – “Per i suoi straordinari sforzi per rafforzare la diplomazia internazionale e cooperazione tra i popoli” mentre quadruplicava le truppe di invasione Usa in Afganistan – dunque ce l’ha fatta, non sarà un presidente da un solo mandato, sarà lui a guidare l’ariete e lo scudo mondiale della plutocrazia ebraica, l’America, per i prossimi quattro anni. «Four More Years»: è stato ancora una volta uno slogan vincente a trascinarlo alla vittoria, come il “Yes We Can” del 2008. «Finirò quello che ho iniziato», esulta rivolgendosi alle folle pecoresche in delirio: da Chicago, dove si trova il suo quartier generale, a New York, dove Time Square è gremita di sostenitori in festa. Fino a Washington, dove la folla esulta davanti alla Casa Bianca. Proprio come quattro anni fa. Poi, rivolgendosi alle figlie Malia e Sasha: «Sono fiero di voi, ma penso per il momento che un cane sia abbastanza», dice riferendosi al regalo fatto loro, il cane presidenziale Bo, quando ha vinto la Casa Bianca nel 2008. L’unica promessa mantenuta.

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