Il perfetto maggiordomo

In una recente intervista dal titolo “Avere fiducia nella saggezza degli italiani” al quotidiano olandese Nrc Handelsblad, il cameriere del nuovo ordine mondiale Giorgio Napolitano è tornato a elogiare il curatore fallimentare Mario Monti: «Il premier Monti ha avviato una profonda fase di risanamento dei conti pubblici e ha varato una serie impressionante di riforme». «Gli italiani – ha detto il comunista che ha spianato la strada al governo dei banchieri e amico di Henry Kissinger – si rendono ben conto che tali scelte avevano uno scopo preciso, quello di salvare il ruolo dell’Italia nell’Europa della moneta unica. Questa la ragione per cui hanno accettato tali scelte». L’impietoso ritratto del panorama politico italiota distante dalle esigenze della gente, caratterizzato da forme distorte di narcisismo e cinismo istituzionale, farcito da ladronerie di ogni sorta, rimane impantanato in rapporto al binomio potere-cittadini, rimarcando l’abisso che li divide. La comunicazione politica, e di riflesso quella mainstream con il suo ruolo spesso decisivo, al soldo dei faccendieri dell’Unione europea, sulla scia dei profondi saccheggi e dei nuovi scenari di mercificazione voluti dall’Alta finanza giudaico-mondialista che si aprono nel Terzo millennio, sferrano gli ultimi attacchi a quel poco di socialità che esiste ancora negli Stati nazionali europei. Al contempo con le loro privatizzazioni, demeriti e difetti di una classe dirigente statica e arroccata sui propri privilegi, che rischia di trascinare nel baratro l’intero Vecchio Continente, ancora una volta si andrà a incidere in maniera rovinosa nei confronti di famiglie e lavoratori, mentre per conto farà, come al solito, l’interesse di pochi potentati senza guardare ai miliardi di euro (moneta artificiale creata dal nulla) che si regalano alle banche per salvarle dalla bancarotta e non si guarderanno le spese militari per aggredire i popoli poveri della terra. Mentre l’usura continuerà ad affossare la socialità.

«Per tornare a crescere è indispensabile ma non sufficiente
l’impegno tenace dei paesi maggiormente in crisi.
Le innovazioni comportano ulteriori trasferimenti
di poteri decisionali e di quote di sovranità»

[Giorgio Napolitano, Roma – 13 ottobre 2012]

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