Afghanistan, 50ª BARA TRICOLORE

Mentre a Roma il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Claudio Graziano, presentava il calendario 2013 delle FF.AA., dedicato ai 30 anni delle “missioni di pace in tutto il mondo”, in Afghanistan continuava a scorrere sangue italiano: uno dei quattro militari feriti nello scontro a fuoco nella provincia di Farah, il caporale Tiziano Chierotti, 24 anni, di San Remo, effettivo al 2° Rgt alpini di Cuneo, inquadrato nella brigata alpina Taurinense è morto a seguito delle gravi ferite riportate all’addome. La sparatoria è avvenuta nel distretto di Bakwa, a sud di Herat, nel corso di un’operazione congiunta della Task Force South East con unità del 207° Corpo dell’esercito afghano. Con l’alpino ucciso, salgono a 50 i militari italiani morti dall’inizio della “missione umanitaria di pace” Isaf in Afghanistan (52 nel macabro conteggio escludendone 2 per cause naturali e 1 per suicidio). Nel BelPaese dei coccodrilli, il becchino della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha espresso ai familiari del militare «i sentimenti della sua affettuosa vicinanza e della più sincera partecipazione al loro grande dolore» provocato dal «proditorio attacco». Il ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola, si è stretto alla famiglia dell’alpino ucciso, «un ragazzo generoso e coraggioso e tale si è dimostrato fino all’ultimo momento. Tiziano non ti dimenticheremo. Grazie del tuo esempio quotidiano e del tuo impegno fino all’estremo sacrificio». Quasi gli scappava una lacrima. Di Paola ha poi confermato – senza vergogna – che la missione non cambia. L’Italia, rimane paese servo di primaria importanza nelle strategie geopolitiche e guerrafondaie U$A. Con tutto questo di sfondo, il mainstream italoparlante di casa nostra, con trasversale consonanza della grancassa partitica euroatlantica di destracentrosinistra che sostiene le missioni di guerra atlantiche. Nel corso della cerimonia di sostanziale omaggio feudale dell’Italia a Washington, un minutino di silenzio non si negherà a nessuno. Per l’ipocrisia che ogni giorno si riversa nel BelPaese con le pezze al culo, mentre si rifinanziano senza un’oncia di vergogna le missioni di guerra, quasi a sintetizzare il “sincero” dolore per l’evento funesto, e per consolidare i rapporti di vassallaggio verso gli Sati Uniti. Le lacrime a comando continuano, e la guerra d’invasione atlantica pure…

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2 commenti

  1. Non ho capito bene se prendi in giro i militari che vanno in missione oppure non hai capito che sono volontari!
    Ti spiego : Tu li offendi, perché loro sono dei PROFESSIONISTI, e siccome sono dei PROFESSIONISTI sanno benissimo cosa vanno a fare, anzi hanno già messo in conto che possono non tornare mai più, quindi chi parte fa una scelta consapevole, da professionista e non così azzardata e da principiante come vuoi far credere tu, si sa benissimo dove si va, che percentuale di morte c’è e quindi in base a queste informazioni , oltre alla paga e alle consegne, il professionista decide di andare.
    Tu dici 50 morti italiani, ebbene è già stato calcolato prima, come è sempre stato fatto dall’esercito fino ad oggi, e ti assicuro che come numero di morti siamo esattamente come in tabella di marcia.Senza rancore o sotterfugi, questa è la mentalità militare di cui i militari vanno orgogliosi, stiamo attenti a prenderli in giro con del falso buonismo che può solo fare arrabbiare i militari seri e di professione, che hanno fatto della guerra e dell’uccidere il nemico una propria missione di vita. Oppure vuoi far credere che sono obbligati ad andare? allora non sono dei professionisti, NON MI RISULTA e neanche a loro (i nostri soldati) risulta essere dei ragazzini alle prime armi.

  2. @ Antonio

    forse non hai compreso il senso del post (e di quelli precedenti) oppure non hai proprio capito (e sarebbe grave) che in quelle terre da oltre 10 anni si sta combattendo una GUERRA di invasione e occupazione (spacciata babbanamente per missione umanitaria di pace), e che GLI UNICI RESPONSABILI non sono i soldati (ossia carne da macello volontaria o meno, sempre e cmq per il grande tritacarne) bensì anche i VERTICI MILITARI E POLITICI che beatamente e senza un’oncia di vergogna in violazione dell’art. 11 della cosiddetta Costituzione, partecipano a una guerra, non difensiva ma offensiva, in cui i conclamati propositi di aiuto alla società afghana non servono più da tempo a nascondere la realtà. E che costori andrebbero processati per alto tradimento così come gli ipocriti fiancheggiatori che osano ripetere “la necessità di consolidare la democrazia in Afghanistan”.

    Sia chiaro a te e chi ci sta leggendo che QUESTI ONOREVOLI CIALTRONI e LACCHE’ APPECORATI NELLE TRAME SANGUINARIE DELLE ALLEANZE OCCIDENTALI, SERVILMENTE SOSTENGONO E DIFENDONO STRATEGIE POLITICHE DI AGGRESSIONE COMBATTENDO GUERRE COMPLETAMENTE ESTRANEE E SCONOSCIUTE ALLA NAZIONE E AL POPOLO ITALIANO.

    Piaccia o meno, la cifra di 50 MILITARI ITALIANI MORTI non è che solo una macabra statistica di conta delle vittime, e realisticamente NON una presa in giro per quanti caduti hanno versato col proprio sangue il loro contributo a una guerra camuffata (e lo sanno benissimo loro) per “missione di pace”!!!!!!

    Il resto sono solo frasi fritte e frasi fatte, cui di contorno lacrime di coccodrillo, riversate ipocritamente dalle istituzioni, perchè è così che si deve fare ed è così che pretendono i protocolli quasi a “sintetizzare il sincero dolore per l’evento funesto, e per consolidare i rapporti di vassallaggio” con i padroni di Washington.

    IL GRAFFIO


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