Il silenzio dei media e la banda dei 945 onorevoli ladroni

Il tema dei costi della porcilaia politica è di quelli che fanno salire il sangue alla testa a gran parte degli italiani, soprattutto in un momento in cui vengono imposti sacrifici a tutti i cittadini (politici esclusi). Nei mesi scorsi sono state avviate due differenti raccolte firme, facenti capo a due diversi organizzatori (Unione Popolare e Comitato del Sole) per arrivare a due referendum che puntano entrambi alla riduzione dei compensi dei politici, andando a colpire la legge 1261 del 1965. Entrambe sono state pressocchè ignorate dalla maggior parte dei servili media e osteggiate anche da quei partiti potenzialmente affini come IdV e Movimento 5 Stelle, che hanno contestato la correttezza formale delle raccolte firme e quindi la loro sostanziale inutilità. Il movimento politico Unione Popolare, ha convocato ieri una conferenza stampa alla Camera dei Deputati (praticamente deserta di giornalisti e politici) per annunciare il raggiungimento di ben 1.305.639 firme. “Un risultato straordinario” è il commento soddisfatto di Maria Di Prato, segretario del partito. Se il referendum otterrà il via libera e dovesse essere approvato, andrebbe ad abolire la “diaria” di deputati e senatori, circa 3.500 euro al mese che ognuno riceve per le spese di soggiorno a Roma (compresi i circa 200 che nella Capitale già risiedono). Al di là di tutti gli sprechi, gli eccessi e gli abusi che sono stati più volte denunciati e che devono essere eliminati, bisogna ricordare, fuori da ogni facile populismo, che la legittimità delle firme raccolte, seguendo i dovuti accorgimenti tecnici, potranno essere depositate a gennaio in Cassazione. Il giudizio della Suprema Corte arriverà quindi entro l’autunno, per poi passare la parola alla Corte Costituzionale che valuterà i quesiti nel gennaio 2014. Se il giudizio sarà positivo, gli italiani potrebbero essere chiamati a esprimersi nella primavera dello stesso anno. Insomma, nel silenzio generale dei mezzi di disinformazione di massa, e della porcilaia politica, la corsa del cosiddetto referendum anti-casta continua.

1 commento

  1. Peccato che la legge non permetta il deposito delle firme raccolte in primavera.
    Art. 28 Legge 352/1970
    Salvo il disposto dell’articolo 31, il deposito presso la
    cancelleria della Corte di cassazione di tutti i fogli contenenti le
    firme e dei certificati elettorali dei sottoscrittori deve essere
    effettuato entro tre mesi dalla data del timbro apposto sui fogli
    medesimi a norma dell’articolo 7, ultimo comma. Tale deposito deve
    essere effettuato da almeno tre dei promotori, i quali dichiarano al
    cancelliere il numero delle firme che appoggiano la richiesta.


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