Afghanistan, 49ª BARA TRICOLORE

«Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, appresa con profonda commozione la notizia del tragico attentato in cui ha oggi perso la vita un carabiniere e altri due sono rimasti gravemente feriti, mentre svolgevano i propri compiti operativi nella missione internazionale ISAF in Afghanistan, esprime i suoi sentimenti di solidale partecipazione al dolore dei famigliari del caduto, rendendosi interprete del profondo cordoglio del Paese. Il Presidente Napolitano formula l’accorato auspicio che i militari feriti nell’attacco possano superare questo critico momento». Questa, testualmente, è la nota di cordoglio (come da copione) battuta dall’ufficio stampa del Ministero della Verità alla notizia della 49ª bara tricolore da rimpatriare dalla missione di pace in Afghanistan: la vittima è il carabiniere scelto Manuele Braj, 30enne di Galatina (LE), effettivo al 13° Rgt “Friuli-Venezia Giulia”. Gli altri due militari sono in servizio alla 2ª Brigata Mobile di Livorno e al 7° Rgt “Trentino-Alto Adige”: sono feriti alle gambe e sono stati elitrasportati presso l’ospedale militare americano Role2 di Shindand. Questo è il bilancio dell’esplosione avvenuta in un campo di addestramento della polizia afghana, ad Adraskan, nell’Afghanistan occidentale, dovuta a «un attentato tramite il lancio di un razzo», ha detto il tenente colonnello Francesco Tirino, portavoce del contingente italiano a Herat. Sulle cause dell’esplosione però c’è ancora un alone di italico mistero. Il responsabile del Centro di addestramento afghano di Adraskan ha sostenuto che la morte del carabiniere è stata causata «da una erronea manipolazione di un ordigno che ha riguardato unicamente gli addestratori italiani». Avete capito? Mentre per lo Stato Maggiore della colonia Italia si tratta di un attentato dei ribelli, il centro di addestramento afghano nega: un errore degli italiani. Tant’è. Ad oggi, salgono a 49 i militari italiani morti dall’inizio della “missione umanitaria di pace” Isaf in Afghanistan, dal 2004. È il servile Governo Italiota la vera guida delle operazioni in questa guerra di invasione e di occupazione voluta dai padroni guerrafondai di Washington, e babbanamente spacciata dalla cloaca dei lacchè politici per “proteggerci dal terrorismo internazionale”. Ora aspettiamo che prima di ogni manifestazione sportiva, pallone incluso, per ricordare il carabiniere morto in Afghanistan, qualche parruccone imbellettato ci ricordi che sarà dedicato un minuto di silenzio. Per l’ipocrisia che ogni giorno si riversa nel BelPaese con le pezze al culo, mentre si rifinanziano senza un’oncia di vergogna missioni guerra, quasi a sintetizzare il “sincero” dolore per l’evento funesto.

Le lacrime a comando continuano, e la guerra d’invasione e occupazione atlantica pure…

QUESTI ONOREVOLI CIALTRONI, NOMINATI DA LEGGI VERGOGNA, NELLE TRAME SANGUINARIE DELLE ALLEANZE OCCIDENTALI, SERVILMENTE SOSTENGONO E DIFENDONO STRATEGIE POLITICHE DI AGGRESSIONE COMBATTENDO GUERRE COMPLETAMENTE ESTRANEE E SCONOSCIUTE ALLA NAZIONE E AL POPOLO ITALIANO.

Art. 11: L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

I militari italiani, i vertici militari e politici, in violazione dell’art. 11 della cosiddetta Costituzione, partecipano a una guerra, non difensiva ma offensiva, in cui i conclamati propositi di aiuto alla società afghana non servono più da tempo a nascondere la realtà. Andrebbero processati per alto tradimento gli ipocriti fiancheggiatori che osano ripetere la necessità di consolidare la democrazia in Afghanistan

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