Italia (S)vendesi al peggiore offerente

Il decreto Sviluppo (1 miliardo reale e 79 virtuali) dovrebbe mettere in movimento, spiega l’ineffabile ministro Corrado Passera (che di banche se ne intende), risorse fino a 80 miliardi di euro: cui poco più della metà arriveranno dai cosiddetti project bond, emissioni obbligazionarie finalizzate alla realizzazione di un progetto che dipende dai flussi finanziari che il progetto stesso è in grado di assicurare, ossia uno strumento atto a coinvolgere capitali privati nel finanziamento di opere infrastrutturali, e dalle misure per le piccole e medie imprese. Il Fondo per la crescita sostenibile che razionalizza il sistema degli incentivi alle imprese avrà invece un budget di circa 2 miliardi di euro. Ma si guarda anche alle infrastrutture pubbliche: «Nei prossimi mesi speriamo di sbloccare una ventina di miliardi in infrastrutture» da parte del Cipe dice Passera. E poi il sogno nel cassetto (sic): completare entro il 2013 la Salerno-Reggio Calabria. Passera lo ricordiamo è quel grasso banchiere a cui si deve anche la trasformazione di Poste italiane in banca. Passera è anche lui un qualificato membro della casta dei sacerdoti “miracolati” che guidano la finanza globale. Soprattutto in termini di “spending review”: quando non perde tempo a “sistemare” in modo del tutto clientelare un piccolo esercito di consulenti nuovi di zecca. A dicembre erano stati sette i «magnifici» consulenti assunti dal ministro Passera, costo 1 milione e 350 mila euro. Addentrarsi nella descrizione degli incarichi è pressochè inutile, perchè ci si trova difronte al solito linguaggio burocratese. Per quale ragione, mentre gli italiani soffrono una delle più gravi crisi sistemiche, prodotta dall’avidità dei banchieri, si continuano a mantenere costosi apparati e a sfornare migliaia di consulenze, addirittura secretate per non far sapere alla pubblica opinione i torbidi intrecci tra politica ed affari, funzionali alle cricche di potere annidate nel governo Monti? I gravissimi e scandalosi sperperi, gli sprechi, uniti alla corruzione, ai conflitti di interesse rappresentano le piaghe maggiori dell’Italia, la cui classe politica ha prodotto negli ultimi venti anni una grave recessione ipotecando il futuro dei giovani. A quanti illuminati esperti di rango ripetevano come pappagalli che il professore bocconiano avrebbe “rimesso i conti a posto”, avrebbe “rilanciato l’economia”, avrebbe “creato benessere per tutti”, ripetiamo che solo nel BelPaese della finanza creativa la fantapolitica supera la realtà. Da quando il curatore fallimentare Monti ha abbandonato l’incarico alla Bocconi ci sembra che stia utilizzando la politica come strumento di propaganda con annunci demagogici. Che cosa ritiene di tagliare ancora o l’anno prossimo per raggiungere gli obiettivi (imposti dai vampiri delle finanze Ue) del pareggio di bilancio? Se volesse potrebbe risparmiare sulle funzioni doppie o triple o quadruple di alcuni prezzolati manager collezionisti di cariche pubbliche che per salvaguardare i propri interessi predatori vorrebbero scendere in politica. Invece no. Proprio mentre le banche italiane sono al centro di aspre polemiche per le massicce iniezioni di denaro ricevuto dalla Bce (3.500 miliardi di euro di aiuti negli ultimi 4 anni), e che però impiegano nella finanza speculativa e negli stipendi principeschi dei loro manager, mentre continuano a lesinare il credito alle imprese e alle famiglie. Non è forse vero che le cronache giudiziarie sono piene di banchieri indagati o rinviati a giudizio per evasione fiscale, corruzione e tangenti? E politici ladroni indagati per infedeltà patrimoniale, associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, appropriazione indebita, emissione di fatture false e riciclaggio che l’hanno fatta o la faranno franca? Fatto salvo poi che nessun condannato in via definitiva potrà entrare in Parlamento o avere incarichi di governo, ma a partire dal 2018. Negli ultimi 20 anni gli italiani a ogni “sparata” del padrone di turno lo hanno rincompensato con più potere, più ossequi, più soldi, una casa più grande, una macchina più grande, un parente in più da poter sistemare. La servile informazione non è stata da meno. Il problema è che tra il fare bene ed il finire a fare male, anzi peggio, c’è di mezzo un’autostrada a scorrimento lento, ad esempio l’assurda “A3” che il dispensatore di miliardi Corrado Passera sogna di realizzare. La produzione industriale è in caduta libera e l’unica cosa che cresce in Italia è la cassa integrazione. Poiché la revisione della spesa è una cosa troppo seria per essere affidata a coloro che si nutrono di sperperi, sprechi e privilegi di ogni sorta, ossia quei tecnocrati ed oligarchi che alimentano e gonfiano la spesa di miliardi di euro l’anno per far funzionare la macchina, spesso parassitaria, dello Stato, resterà molto poco oltre la loro propaganda. Sarebbe ora che alla politica degli annunci si passasse a quella dei fatti. E che questo infame governo di banchieri (buono solo a porre la fiducia su ogni decreto) venga mandato a casa a pedate nel sedere.

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