Il cameriere, il maestro e il resto della servitù

Duecentoquindici giorni sono trascorsi da quando, con un colpo di Stato tecnocratico, il cameriere del nuovo ordine mondiale Napolitano genuflesso alle oligarchie plutocratiche, ha nominato premier l’ex International Advisor di Goldman Sachs e presidente della Commissione Trilaterale, Mario Monti, per abbassare lo spread. Situazione che anche i “Mercanti del Tempio” stanno monitorando visto che il famigerato spread non sembra avere molta voglia di scendere. Ma solo nel BelPaese della finanza creativa la fantapolitica supera la realtà. Era il 12 novembre, e dopo l’approvazione e la promulgazione della Legge di stabilità, lo gnomo Napolitano accoglie le “dimissioni” di Berlusconi – “per il senso dello Stato” disse lo stallone di Arcore e, si badi bene, non perchè Mediaset crollò in borsa (12% in un giorno) -, e da buon cameriere affida all’economista di rango Monti l’incarico per la formazione di un nuovo governo fantoccio infarcito di professori, esperti, e banchieri. Non si sa mai. Alla faccia del popolo bue e “sovrano” per costituzione. Osservando quindi il teatrino politico delle ultime settimane non si può fare a meno di continuare a provare sempre più un profondo rigetto verso la totalità di questa ottusa dirigenza politica relegata al ruolo di amministrazione controllata che ha abdicato in maniera vergognosa, consegnando di fatto la Nazione ai boiardi tecnocrati transnazionali. Come dimenticare i titoli in prima pagina dei lacchè appecorati mentre riverivano alla notizia (peraltro falsa) che “Obama consultava Monti per questioni economiche”. Oggi, sette mesi dopo l’ingresso trionfale a Palazzo Chigi (quando i media mainstream aprivano con sondaggi che attribuivano a Monti il 60% di popolarità), siamo a un passo dal baratro. La situazione è stata tale da richiedere un vertice d’urgenza, in piena notte, come conviene ai ladri, avvenuto con la convocazione dei tre Magi della partitocrazia ladrona – Alfano, Bersani, Casini -, preceduto da un colloquio con il professionista della resistenza e trinariciuto Napolitano rimpatriato in tutta fretta da Auschwitz dove se la stava spassando. Da giorni, osservano dal governo fantoccio, sui quotidiani finanziari internazionali il mantra è che dopo la Spagna “il prossimo Stato a cadere sotto i colpi della speculazione finanziaria sarà l’Italia”. Siamo in tanti a ripeterlo, da tempo, e forse questi ottusi profeti con un gran numero di lauree appese alle pareti del corridoio, più per decoro, finalmente se ne sono accorti. Meglio tardi che mai. I signori del denaro e della macelleria sociale, depositari del potere espropriatorio delle banche usuraie, dell’Alta finanza internazionale “con licenza di uccidere” l’etica e il sociale, annunciano l’ipotesi di intervento del Fondo Monetario Internazionale, per una sorta di commissariamento del governo tecnico che ha commissariato l’Italia. Una commedia in cui ci sarebbe da ridere, se la situazione delle nostre tasche non fosse sempre più triste. Tra lo spread che risale, i tassi di interesse oltre il livello di guardia, la progressiva demolizione dello stato sociale, i tagli ai servizi pubblici, la riduzione dei diritti dei lavoratori, lo strapotere del capitale finanziario che tende il cappio al collo delle famiglie italiane, per l’iniquità sociale che il sistema esprime senza contrasti e la lacrimevole “preoccupazione” del giocoliere della finanza bocconiana Monti, ora veniamo a sapere che il governo preferito dalle banche, intenderebbe “cedere quote dell’attivo del settore pubblico nazionale“. Incassando persino le lodi dal ministro vampiro delle Finanze, il tedesco Wolfang Schäuble, che ha definito il valletto Mario Monti «l’uomo giusto al  posto giusto». Tant’è. Come avvenne nel 1992, a bordo del panfilo Her Majesty’s Yacht Britannia della corona inglese, per una passerella di grande prestigio a cui il governo italiano (del bandito Giuliano Amato) infedelmente si rivolgerà alle mafio-massonerie della Cupola finanziaria mondiale durante la fase delle privatizzazioni selvagge per un maxi programma di dismissioni da parte dello Stato. Con il decreto legge n.333 dell’11 luglio 1992 (art.15) vennero trasformate in SpA le aziende di Stato Iri, Enel, Ina, e messa in liquidazione l’Egam. Al banchetto organizzato dal Ministero del Tesoro si decise che le società derivanti dalla trasformazione emettessero azioni del valore nominale di Lire 1.000 cadauna, una regalìa gradita ai voraci appetiti dei nuovi padroni. Venne quindi disintegrato un patrimonio non da poco, e con esso migliaia di posti di lavoro. Ma fu solo il prezzo da pagare, individuando con precisione il soggetto da leccare, per entrare al servizio nell’esclusivo club dell’euro. Qualcuno dovrebbe ricordare al patriottardo Napolitano che c’è un presidente del consiglio abusivo non eletto da nessuno, un esecutivo di banchieri nominato in quattro giorni, e imposto a totale sudditanza dalla BCE per garantire il valore dei nostri titoli pubblici comprati dalle banche francesi e tedesche, e che sta mandando in rovina l’Italia. Il primo nemico, ripetiamo, non è la classe politica corrotta, parassitaria, immorale e sempre più disposta al mercenariato nei confronti dei centri di potere esterni in cambio della perpetuazione dei suoi privilegi, ma le Banche, strutture operative del comando oligarchico che pianificano e concretizzano l’asservimento dei popoli mediante meccanismi capitalistico-finanziari della grande usura, o più semplicemente, nell’immaginario degli italiani, ossia decine di migliaia di pecoroni belanti negli stadi destinati comunque alla tosatura, l’economia canaglia strutturata dai centi del potere mondialista. Lo capiranno?

4 commenti

  1. La cosa che colpisce di più in questi articoli è l’uso sovrabbondante di vocaboli “descrittivi”, di aggettivazioni interminabili, ma senza mai un minimo di conclusioni …. alternative! Prima dicono che è tutta colpa dei poteri finanziari, poi se la prendono con il governo e il presidente della repubblica, come responsabili di tutto… Se questi ultimi sono miserabili servitori… i colpevoli sono altri, anzi: E’ ALTRO : e allora, perchè non lo si dice mai, qui come altrove, che è il SISTEMA ECONOMICO MONETARIO E MERCANTILE, il vero colpevole? E’ forse perchè nessuno, ma proprio nessuno, ha qualche idea su come cambiarlo questo mondo finanziario che ci governa da … sempre? Sì perchè qualcuno, un centocinquant’anni fa lo aveva previsto, ma chi se lo ricorda più ? Poi un dubbio viene… dopo tutto questo casino, quando andremo a votare, per chi dovremmo votare? Ditemelo per favore, penso di saperlo già, ma ditemi che sbaglio, perché altrimenti….. penso male.

    Paolo Barilli

  2. i vocaboli descrittivi sono più che appropriati, anzi anche troppo gentili.
    I soggetti descritti rappresentano i mezzi tramite il quale il crimine mercantile monetario viene perpetuato, quindi è bene eccome metterli alla gogna non possono essere certo considerati ingenui manipolati o vittime…

  3. @ paolo barilli

    non comprendo lo sfogo verso gli articoli del blog. Forse per una BANCA (che non è un’ente di beneficienza) sarebbe meglio usare termini del tipo:

    “istituto di credito al servizio del cittadino in difficoltà” invece di “banca usuraia”

    “corretta nelle relazioni tra intermediari e clienti” invece di “predatori di denaro e affamatori di popolo”

    “con una costante attenzione alle esigenze sia dei clienti privati sia delle imprese” invece di “criminali al servizio dell’alta finanza mondialista e apolide”

    No, proprio non ci siamo!

    Non è forse vero che il cameriere Napolitano (ex comunista, professionista della resistenza, proprio lui, lo statista ex pci, poi pds, poi ds, poi pd…diceva che i carri armati sovietici avrebbero portato la pace nel mondo!!!), il boiardo Monti (ex goldman sachs, trilateral commission, membro bilderberg ecc) e tutta la cricca di illustri masso-economisti e servi dei giudei al governo, CHE NON SONO STATI ELETTI DA NESSUNO (te e me compresi), alla faccia del popolino bue e in spregio a quel pezzo di carta che ancora il traditore della patria Napolitano si ostina a chiamare “costituzione”, agitando a gargarozzo vibrante lo spauracchio dell’antifascismo militante (peraltro unico riferimento della microgalassia antagonista della sx radicale, invece che le suddette banche) salvo poi lacrimare quando gli viene ordinato di presenziare con la kippah la fiamma che arde in quel ricettacolo di propaganda sionista a Gerusalemme, stanno smantellando le più elementari regole di diritto del lavoro e dello stato sociale?

    Che sia il SISTEMA ECONOMICO MONETARIO E MERCANTILE, il vero colpevole, non ci piove, siamo daccordo ma sfondi una porta aperta! E aggiungiamo pure senza più SOVRANITA’ NAZIONALE!!!! in sintesi, servi genuflessi alle oligarchie plutocratiche mondialiste che stanno divorando e finiranno di spolpare l’italietta e gli italioti.

    Ne abbiamo parlato in passato, ne parliamo oggi, ne parleremo fino a quando la polizia del pensiero non ci chiuderà la bocca con la censura. Ma torneremo! (e ti assicuro che ci hanno già provato un paio di volte)

    In ultimo, quel tizio che 150 anni fa lo aveva previsto, lo abbiamo anche letto, e lo abbiamo anche capito!

    E poi, se per andare a votare significa avere poi questa porcilaia di nominati, di destra, di centro e di sinistra, meglio rimanere a casa.

    cordialmente,
    francesco
    staff il graffio

  4. Sì, i graffi si sentono, rimangono, ma non cambiano la vita. Il numero di vocaboli, più o meno rutilanti, non mi spiega niente su come risolvere i problemi.
    La politica è il meno peggio finora inventato per convivere, chiamali come vuoi i politici, non me ne frega niente, ma … e poi?
    Paolo


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