Un altro bankster che piace a tutta la “finanza bianca”

Circola insistentemente la notizia che la neo-presidente della RAI, Anna Maria Tarantola, sia stata in questi anni alla “Vigilanza” di Bankitalia, l’Interlocutrice italiana più rappresentativa per l’Isda. L’Isda non è un Carneade qualunque. L’Isda è l’acronomo di “International Swaps and Derivatives Association”. Come recita l’oggetto “sociale” è “un’organizzazione di operatori sul mercato dei derivati”. E, cioè, la “cupola” degli speculatori che di scommessa in scommessa svalutano o rivalutano – senza sborsare un soldo – i costi futuri del greggio, i titoli obbligazionari di uno Stato o di qualsiasi altra cosa. Un esempio. La benemerita Goldman&Sachs decise nei primi anni di questo secolo – ante, in parallelo e post guida di Mr. Draghi – di speculare sui titoli pubblici della Grecia. Avanzò un’opzione di acquisto di quei titoli ipotizzando di lucrare, a termine, sempre maggiori interessi usurai. Scommettendo, cioè, che quel debito non sarebbe stato pagato. Un sistema speculativo obbrobrioso, non regolamentato, che ha condotto la Grecia alla crisi attuale. Ecco, la G.& S. fa parte di quella “cupola”. Siamo arrivati dunque alla frutta. Un’esperta di derivati al controllo dell’informazione pubblica televisiva. Con un altro banchiere alla direzione generale. Mr. Monti e il suo governo affamapopolo aveva appena finito di lamentarsi (si badi bene: dopo averne dichiarato l’inesistenza nel 2011) della “perdita del sostegno dei poteri forti”. Ha subito provveduto. E, con i suoi compari europei, si è prodotto in un altro finanziamento (a danno dei cittadini) “salvabanche”.  Invece di operare per i lavoratori, per l’economia reale, per il benessere delle famiglie, si sostengono gli istituti speculativi artefici della crisi. Il suo è un governo golpista di manutengoli distruttori della nazione.

Sempre peggio. Ci infilano nella nave che affonda
da Ugo Gaudenzi, direttore RINASCITA

«È una persona di grandissimo valore, una lavoratrice formidabile, che ha fatto tutta la carriera in Banca d’Italia partendo dalla base, e ogni gradino se l’è guadagnato», è stato il commento usato all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano dove il vice direttore generale di Bankitalia SpA (dal 2009), Anna Maria Tarantola, membro di diritto della ristrettissima cerchia di osservanza montiana, si è laureata in Economia e Commercio nel 1969. Inutile dirlo, Tarantola è gradita al Vaticano, e con il chiodo fisso dell’etica nell’economia:

«Per prevenire i fallimenti del mercato e soprattutto i fallimenti etici, bisogna prestare molta attenzione alle regole», disse il 30 settembre 2011 in una lectio magistralis – “Etica, mercati finanziari e ruolo del Regolatore” all’inaugurazione dell’anno accademico 2011-2012 della Facoltà di Diritto Canonico san Pio X, a Venezia, davanti a tutta la finanza bianca.

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