La novità politica del PdL: “Primarie”, una gara tra moribondi

La più grande novità della politica italiana dopo il Big Bang, annunciata dal segretario prestanome Angelino Alfano all’indomani della disfatta alle ultime elezioni amministrative è stata resa pubblica (ma nessuno ha ancora capito quale sia): il PdL – partito di galantuomini e azzeccagarbugli – terrà le primarie per la scelta del candidato premier in autunno. È quanto è emerso dall’Ufficio di presidenza del partito. «Questa riunione – ha spiegato in etrusco Angelino Alfano – è molto importante noi abbiamo tenuto una linea coerente da novembre a oggi. Adesso, a maggior ragione, abbiamo lo sguardo proiettato al futuro». Licenziamenti facili, tagli alle pensioni, Iva al 23%, italiani strozzati dall’usura, disoccupazione record, banchieri nei CdA delle amministrazioni, precarietà, liberalizzazioni, privatizzazioni, sostegno incondizionato al governo della macelleria sociale del boiardo Monti, è questa la coerenza? Tutti sgranocchiavano. C’erano le gustose frittatine e i panini con salamino e mortadella e, per i più raffinati, uovo sodo col sale nel tovagliolino. I più scatenati erano Carlo Giovanardi che si spruzzava la maionese direttamente in bocca: «Va tutto bene e il PdL è unito e coeso» e l’eccitatissimo (ma non dal naso) Altero Matteoli che aveva in dotazione due fiorentine grosse come bovazze e non ne diede a nessuno: «È stato approvato un mio emendamento sull’unità del partito». Roba forte. L’unica preoccupazione dei boss del partito era escludere la presenza di “liste civiche”. Il momento era epico. Dopo tanti annunci farciti dalle solite promesse di moltiplicazione dei pani e dei pesci, i vertici del PdL – si osservi bene – non hanno fornito nessuna data precisa, bensì si sono limitati a un generico “in autunno”. Alfano, che vive nel suo mondo in bianco e nero, ha quindi presentato un documento in sei punti che vede al centro del programma proprio l’utilizzo delle primarie, “quale strumento democratico”. La Casa degli onorevoli ladroni, già condannati, in attesa di processo o rinviati a giudizio per vari reati, rimane quindi in campo senza sciogliersi. Purtroppo. Ma osare criticare la conduzione del partito è vietato. Ovviamente non si è dimesso nessuno. Nei sei punti anche le riforme istituzionali come il presidenzialismo già annunciato e “proposte concrete a effetto immediato perché si parta subito con la crescita”, ma anche un forte e chiaro messaggio al governo fantoccio di Mario Monti (finora sostenuto senza un’oncia di vergogna): «Saremo leali con Monti ma non voteremo altre materie contrarie al Paese e agli interessi delle famiglie». Di quali “interessi delle famiglie” parla Angelino? Ha rilanciato il presidenzialismo, ma non si è ancora reso conto che è già sepolto dopo il no (secco) del segretario “ombra” Bersani. Ma non è tanto l’elettorato del PdL che si scandalizza, quanto quello del Pd secondo il quale l’enorme sbaglio non è appoggiare il governo Monti ma sentirsi più vicino al PdL che ai cittadini, non nei valori (che non ha mai avuto), ma negli affari. È un dato di fatto che il Pd da quando è nato va in trattativa con il PdL su tutte le questioni. Ha ripetuto che il “faro deve essere Berlusconi”, senza aggiungere che oramai quel faro di luce ne emette poca. Al termine dell’ufficio di presidenza anche il coordinatore del PdL, Ignazio La Russa, ribadisce: «Alle primarie il nostro candidato è il segretario del partito Angelino Alfano. La nostra volontà è far scegliere agli elettori i deputati». «Cazzate!». Daniela Santanché, pidiellina d’area movimentista (Movimento per l’Italia, per l’esattezza, cui solo un rabdomante potrebbe appurarne l’esistenza), non è di quelle che le mandano a dire: «Cazzate!», risponde così quando le si chiede se il via libera alle primarie del PdL, deciso venerdì dall’ufficio di presidenza significhi la fine (certificata) del fighetto stallone Silvio Berlusconi come padre-padrone del PdL. Il centrodestra è ad oggi un’entità fantasma che esiste solo in Parlamento, dove per assurdo ha ancora la maggioranza. «Senza di lui non andiamo da nessuna parte», aggiunge madama Garnero da Cuneo. Proprio lei, la pasionaria ultra-sionista assorbita dall’impegno di riportare il PdL tra la gente, quella che «Ho in mente un jolly pazzesco» e che «Ho in mente un progetto con una personalità di primissimo piano» sembra invece voler correre verso la leadership del partito. Il candidato premier per le primarie è il segretario prestanome Angelino Alfano. Ma gli sfidanti fantoccio non mancheranno. E la farsa continua…

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