2 giugno, la festa degli sciacalli di Stato

«Le celebrazioni del 2 giugno si faranno, ma in modo sobrio, in ricordo delle vittime del terremoto in Emilia». Così il peggiore presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. La decisione di dedicare la giornata festiva ”alla rinnovata solidarietà nazionale” da parte dello gnomo Napolitano non ha però placato le polemiche sulla ricorrenza della “festa della Repubblica” che tradizionalmente prevede la parata militare – Frecce tricolori in volo, mezzi corazzati, soldati, autoblindo, motociclette e cavalli – ai Fori imperiali a Roma e l’apertura dei giardini del Quirinale agli invitati. Nel momento di crisi in cui ci troviamo non ci sono abbastanza soldi per fronteggiare una simile tragedia e, per molti italiani, la parata militare sarebbe dovuta essere sospesa ed utilizzare i fondi per aiutare le famiglie terremotate a riprendere una vita normale. Brogli o non brogli, dilemma a cui non si darà mai una risposta, così nacque la Repubblica italiana, il sistema di governo tanto caro al Machiavelli (ipse dixit: governare è far credere), ritenuto la miglior forma per poter guidare uno Stato. Nel 2001, con l’allora presidente Carlo Azeglio Ciampi (II governo Amato), il 2 Giugno tornò ad essere festa istituzionale. E come ogni anno, tra una sfilata a suon di una fanfara, e il folclore dei bersaglieri, a tenere banco sono le solite polemiche sull’amor patrio, il “sapersi riconoscere negli uomini” (imposti per decreto) e nei “simboli” della Nazione unita, sulla presunta o reale «sovranità nazionale». D’altronde il patriottismo non è più di casa per chi si sente preso in giro ormai da troppo tempo, ne è la prova lo scarso entusiasmo in quasi tutto il BelPaese per i festeggiamenti (sempre per decreto) dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Il terremoto in Emilia Romagna ha causato 17 morti, centinaia di feriti, oltre 15.000 sfollati, e ha raso al suolo interi paesi. Sulla drammatica vicenda, la procura di Modena ha aperto un’inchiesta e forse manderà un avviso, con tanto di garanzia, al terremoto che ha flagellato la pianura padana! L’unica cosa positiva è invece che i cittadini hanno già preso loro a rimboccarsi le maniche anzichè aspettare lo Stato. E si pensa già alla ricostruzione (un piano nazionale di almeno 15 anni) e alle risorse per far fronte agli enormi danni al tessuto economico locale: 41 miliardi di euro tra pubblico e privato. I costi complessivi per la parata militare del 2 giugno saranno compresi tra i 2,5 e 3 milioni di euro. Si tratta di un bilancio preventivo, destinato a subire qualche lievitazione in fase di consuntivo, ma che “al momento” prevede un risparmio rispetto ai 4,4 milioni di euro della maxi-parata dell’anno scorso voluta dal collezionista di soldatini Ignazio Benito Maria La Russa. Il 20 febbraio scorso una circolare dell’Ispettorato dell’Esercito (protocollo n°3122), rendeva conto delle prime spese, limitandosi ai soli lavori di allestimento delle tribune: 823.887,79 euro. Cifra che, come indicato nella nota firmata dal generale Alfonso Barbato, fa riferimento «esclusivamente» alle spese di montaggio e smontaggio delle tribune, mentre sono escluse quelle relative alle cosiddette «attività complementari», quantificabili in 119.500 euro. Da sommare 628.539 euro di oneri soggetti a ribasso di gara, per un totale di 1.571.926,79 euro. Mancano dal conto le spese maggiori, che sono quelle relative all’impiego di uomini e mezzi. E che non sono certo poche. Gli straordinari notturni (le prove si fanno di notte), compenso forfettario di impiego e indennità di missione per chi viene da fuori Roma, ogni soldato percepisce 300/400 euro a seconda del grado. Sospendere la parata in attesa di tempi migliori non sarebbe certo un dramma. Oggi, visti i tempi, sospendere la parata in attesa di tempi migliori non sarebbe certo un dramma. Quest’anno le truppe caleranno da 4.919 a 2.584 (-47%) e i mezzi militari scendono da 196 a 93 (-52%). I quadrupedi sono stati ridotti da 120 a 98 (-18,3%) rispetto al 2011. Tagliate anche due delle 12 bande musicali che avevano partecipato a precedenti edizioni. E l’Emilia trema ancora. E Napolitano festeggia.

2 commenti

  1. NAPOLITANO FESTEGGIA “GIUSTAMENTE” DAL SUO PUNTO DI VISTA INVERTITO (INVERTITO RISPETTO ALLA REALTA’), DA “BRAVO OMETTO” CHE VIVE NEGLI SPECCHI -E LO SPECCHIO, SI SA, E’ LA PORTA D’ACCESSO DEGL’INFERI. CHE IL PATRIMONIO ARTISTICO DI TANTI CENTRI PADANI SI SBRICIOLI, CHE MIGLIAIA DI PERSONE NON ABBIANO PIU’ UNA CASA, NON PUO’ CHE GRATIFICARE QUESTA CONTROFIGURA DEL POTERE CAPITALISTICO. VORREMMO -UNA VOLTA PER TUTTE- SMETTERE DI STUPIRCI,
    SE QUESTA GENTAGLIA CONTINUA A PERSEGUIRE LA SOFFERENZA E LA MORTE DEI POPOLI. QUESTO E’ IL LORO COMPITO PRECIPUO, E NON NE HANNO UN ALTRO. SALUTI ROMANI.

  2. E i soldi spesi per il papa a milano?


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