Mayali sul Titanic

La “crisi del debito” e la “recessione” – i due mastodontici iceberg provocati dagli eurocrati dell’Alta finanza mondialista e apolide – navigano spediti verso l’Europa e quello che sembrava impossibile è non solo diventato possibile, ma auspicabile vista l’inefficacia dei disastrosi piani di salvataggio voluti dai vampiri dell’usura e dai giocolieri delle finanze per alcuni paesi dell’eurozona. Da mesi dicono che sono necessarie iniziative per la crescita economica. Si sono viste? No. Ogni sforzo è stato finalizzato a ripagare i debiti contratti con le grasse banche che non hanno fatto nulla o quasi per risolvere i problemi di tutti quegli Stati risucchiati nell’abisso del debito pubblico. E ora ci si (ri)trova difronte al grande fallimento dell’euro, la moneta vampira creata dal nulla, emerso sì come l’espressione più tangibile non solo di un’Europa che nelle migliori delle intenzioni agiva per difendere meglio gli interessi dei suoi cittadini (sic), ma soprattutto come un’alternativa al dollaro come moneta mondiale. La volatilità valutaria che ha caratterizzato i rapporti fra le grandi monete mondiali (dollaro, sterlina, yen, yuan) negli ultimi anni ha comportato un enorme spostamento speculativo di capitali tra un blocco valutario e l’altro. L’Europa si sarebbe trovata così nella situazione di poter iniziare a promuovere un ordine monetario globale multilaterale per modificare la struttura del sistema monetario internazionale facendo immediata concorrenza al dollaro. Per vari fattori, tra cui i mancati accordi per la suddivisione dei profitti generati dal potere del signoraggio, il messaggio politico è costato all’Europa milioni di euro in mancati guadagni. Nell’eurozona quindi i movimenti speculativi di capitali per lucrare a danno dei Popoli si sono triplicati.

La Grecia fa paura (è il 2% del PIL europeo), le banche spagnole sono a un passo dal crack (ciò provocherebbe l’immediato prosciugamento delle liquidità in tutto il paese) mentre i mercati rimangono altalenanti subendo andamenti negativi dopo le “voci” di un piano europeo su una possibile uscita di Atene dall’euro.

A molti autorevoli professori economisti, in buona parte anche italiani, eccitati non dal naso, la visione idilliaca dell’Unione monetaria europea valeva più di un parco giochi per dichiarare apertamentamente la propria “presunta” sovranità economica all’interno di un sistema monetario mondiale privatizzato dalle oligarchie plutocratiche che dal crollo di Bretton Woods, aveva progressivamente favorito la super potenza americana.

Ora le banche (soprattutto quelle che hanno contratto debiti con la Bundesbank tedesca) sono tutte appese a un filo – secondo gli analisti l’eventuale uscita dall’euro della Grecia avrebbe un impatto sul sistema finanziario di quasi 500 milioni di euro, che dovrebbe essere compensato con un’enorme iniezione di liquidità da parte della Bce, sempre che la fuga dai depositi bancari non si allarghi – come nei momenti più drammatici seguiti al fallimento della statunitense Lehman Brothers.

Lo Stato Italiano deve smetterla d’indebitarsi per monetizzare il mercato o per pagare i suoi titoli di debito che vengono quotati dalle criminali società di rating secondo i desideri della cricca monetaria anglosassone ed europea. Lo Stato Italiano deve tornare a battere moneta in nome e per conto dei propri cittadini. Tutti questi fallimenti confermano e dimostrano che il debito pubblico è generato dall’emissione monetaria dei banchieri privati. Dopo Grecia, Irlanda e Portogallo, passati dalla dieta della carota al regime dell’usurocrazia, ora anche la Spagna e poi l’Italia saranno avvolte nel vortice della crisi e dei mercati finanziari.

L’eventuale fallimento di uno soltanto di questi paesi, già appesi al cappio dell’usura, rischierebbe di far crollare tutta l’eurozona, con conseguenze politiche ed economiche imprevedibili. L’Europa è nel bel mezzo di un processo di disintegrazione, in virtù di politiche irrazionali che hanno impresso un forte impulso alle forze centrifughe che stanno frantumando l’Unione.

Il conto alla rovescia per l’euro, imperfetto esperimento di un’unione monetaria senza unione politica, è avviato. L’effetto domino dell’Euro-Apocalisse ci porterà alla catastrofe. Tanto meglio così, allacciate le cinture si scende all’inferno.

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