Equitalia, la ruota dell’usura: vuoi comprare una vocale?

La politica, questa sconosciuta scienza maestra alla italica porcilaia parlamentare, può uscire dal pantano in cui si è cacciata, solo se si rimette seriamente al servizio del popolo. Come? Ricollocandosi al di sopra dell’Alta finanza di cui è divenuta schiava, e al di sopra dei banchieri, che sono stati finora i principali artefici della rovina a cui stiamo andando incontro. Senza fare dell’argomento un ritorno stucchevole all’elogio dell’arte della politica, cui astuti e grassi governanti sanno bene barcamenarsi, tutto ha però una misura. In questo frattempo, di rigore e di austerità, si sarebbe potuto arrivare a qualcosa. E invece è apparso chiaro che non hanno imparato nient’altro, non sanno fare altro, se non ciò che gli riesce meglio: togliere ai pensionati, punire i lavoratori, rubare ai giovani il futuro. Così, nel tentare di caratterizzare e difendere l’attività politica come una cosa molto più rara e preziosa di quel che comunemente pensino, sempre al servizio dei cittadini, nel marasma di una tv in preda alla idiozia, si continua a vedere presunti politici che vanno in barca e cucinano il risotto, che si girano la bandana, che sfruttano tutte le occasioni che gli si presentano pur di ottenere maggiori vantaggi personali, all’industria del pettegolezzo con attrici, veline e showmen che si candidano al ruolo della politica e che invece di vergognarsi di fare vedere in giro la loro faccia, al chiuso dei pollai dei salotti televisivi, senza contraddittorio, parlano e straparlano di problemi esistenziali della gente, rispondendo con saccenteria da calci in culo agli operai cassintegrati o agli studenti incazzati neri, o addirittura assistendo indifferenti alle urla di disperazione di gente a cui è stata tolta la speranza di un lavoro. Al centro: la ricerca spasmodica della visibilità. Per rimanere a galla nella diarrea politica.

A volte nei salotti tv nemmeno si capisce di cosa stiano parlando ma lente, inesorabili, le immagini prendono il posto delle parole, la seduzione della persuasione. Nel tentativo ispirato dal misero spettacolo offerto al pubblico del diffondersi di una certa insofferenza per la politica, e da una personale avversione per le esortazioni e le chiacchiere ipocrite su presunti “ideali di libertà” gargarozzati dal cameriere del nuovo ordine mondiale Giorgio Napolitano, dopo decenni di finto benessere il popolo sta aprendo gli occhi di fronte alle evidenti disuguaglianze del sistema.

Presentarsi in una sede Equitalia armato di fucile a pompa è un segno di debolezza e cedimento psichico da non emulare ma di fronte alle minacce, sempre più opprimenti, del sistema-Italia e del sistema-Usura, i signori del denaro e i padroni delle grandi banche se la ridono di fronte ai Kamikaze di turno. Per le false lusinghe della Bestia centipede che soffoca il figlio nel ventre, non sono altro che poveri disgraziati in preda al panico e alla disperazione che, o vanno fuori di testa oppure la fanno finita impiccandosi. Si prosegue poi con metodi delinquenziali pignorando e caricando le cartelle di interessi vari. Arrivando persino a pignorare beni di proprietà. Poi i dirigenti di Equitalia, l’agenzia dell’usura di Stato, si meravigliano quando ricevono pacchi bomba.

Gli strozzini di Equitalia, senza un’oncia di vergogna, se la prendono con la “superficialità” con la quale vengono associati “al termine suicidio”:

«È inaccettabile continuare a scaricare irresponsabilmente su Equitalia la colpa di gesti estremi e situazioni drammatiche, che hanno invece origini diverse e lontane e che stanno esplodendo solo oggi a causa della crisi economica».

Inizia così il comunicato di Equitalia, che arriva dopo giorni in cui si accavallano le notizie sui “suicidi della crisi“. Nella nota l’Agenzia di riscossione fa riferimento indiretto alla stampa e alla “spettacolarizzazione” degli eventi, “per i quali Equitalia esprime profonda vicinanza alle famiglie coinvolte”.

Amen.

Premesso che la sovranità economica è nelle mani dei mercanti di denaro e non dei popoli, abbiamo ragione di ritenere che le potenze bancarie, braccio armato dell’Alta finanza mondialista, siano più pericolose degli eserciti in campo: Stato e Cittadini.

Il primo, lo Stato, per continuare a soddisfare gli appetiti della BCE e delle banche italiane consociate, per rimanere nell’euro (moneta farlocca e artificiale) esige, fin da subito, che vengano soddisfatti i pagamenti degli interessi sul debito, salassando inermi contribuenti con tagli e gabelle attinte dalle tasche dei cittadini (famiglie, lavoratori, pensionati ecc.) allo scopo di assicurarne la riscossione per compiacere il grande capitale finanziario. Una truffa legalizzata con il racket della riscossione affidato a un ente di ispirazione governativa che risponde al nome di Equitalia.

I secondi, i Cittadini, che si fanno circuire sono vittime sacrificabili della truffa planetaria che è la speculazione che le banche centrali (enti privati) fanno sulla creazione e sull’emissione della moneta. A tal punto, sarebbe bene ricordare, che l’ipotesi remota di tassazione delle rendite finanziarie, che piace tanto a noi europei, non se ne può parlare perchè altrimenti si arrabbiano i gangster della finanza di Wall Street e della City londinese. Non sarebbe quindi logico proporre qualcosa che sia una legge che vieti alle banche di emettere derivati oppure abrogare tutte le norme che negli ultimi vent’anni li hanno fatti impunemente proliferare, o meglio una legge che vieti assolutamente alle banche ordinarie di acquistare o negoziare derivati, in qualunque forma?

Per capire il peso delle cifre, il PIL dell’Italia è poco più di 2.000 miliardi e la montagna finanziaria che gira per il mondo, al 30 giugno 2011 a fronte di un PIL mondiale di 62.911 miliardi, era arrivata alla stratosferica cifra di 707.569 miliardi di dollari. Quest’anno, secondo le stime del Fondo Mortuario Internazionale, i governi mondiali avranno bisogno di prendere a prestito dai mercati più di 11.000 miliardi di dollari. I debiti europei ammontanto, centesimo più o centesimo meno, a circa 1.400 miliardi. Gli Stati Uniti, a fronte della crisi dei mutui subprime scoppiataci sotto il culo dal 2008, hanno bisogno di un’esigenza di finanziamento di circa 4.700 miliardi. All’Italia “solo” 300 miliardi per rimanere a galla. Figuriamoci quanto sia preoccupato il boss della Federal Reserve, Ben Bernanke, la cui irresistibile attrazione dell’usura, ovvero l’illusionismo dei banchieri, è esercizio di ordinaria amministrazione: la Banca Centrale Americana può sempre fare ricorso alla stampa di bigliettoni verdi, e noi, almeno per adesso, in Europa, no, non allo stesso modo almeno.

Gli Stati dell’eurozona, tra cui l’Italia, hanno fatto fatica a “piazzare” i propri Bond e sono stati costretti a pagare tassi di interesse sempre più alti. Il famigerato “spread” rappresenta esattamente quanti punti in più gli italiani sono costretti a pagare rispetto a un altro Stato europeo più affidabile finanziariamente. Per fare un esempio, nel gioco al massacro del risiko finanziario dei prestiti, la Grecia, divorata dall’usura e dai debiti non ha più nessuna possibilità di sfuggire alla bancarotta.

La speculazione, determinata dalla creazione e dalla vendita di moneta, ha un termine tecnico: si chiama SIGNORAGGIO. Per capire la quantità di guadagno si fa rifermento al valore intrinseco, pari a 0,30 centesimi di euro, che la Banca Centrale Europea impiega per il materiale, inchiostro, manodopera e distribuzione. La moneta stampata (es. una banconota da 100 euro) assume per convenzione un valore legale definito valore nominale, e la cui differenza con il valore nominale è il guadagno (signoraggio) di chi ha stampato la moneta.

Per chiarire l’esempio con una banconota da 100 euro, a fronte di una spesa per la sua realizzazione di 0,30 centesimi di euro, la BCE presta allo Stato italiano la banconota in questione a 100 più il tasso di sconto (interesse) del 2,5%. A conti fatti, e togliendo i 0,30 centesimi di euro, il grasso banchiere (la BCE) si intasca la bella cifra di 102,2 euro, per ogni banconota da 100 euro creata artificialmente. Esentasse.

Tutto ciò, in sintesi, a conferma e dimostrazione che il debito pubblico italiano è generato dall’emissione monetaria dei banchieri privati.

Ecco spiegati i motivi per cui sono potute avvenire grandi truffe verso i risparmiatori (es. Lehman Brothers) oppure come il fallimento della Cirio e della Parmalat o come l’insolvenza dei bond argentini il cui acquisto veniva consigliato agli sportelli. La Banca d’Italia, che ha la funzione di emissione e controllo, non ha potuto contrastare il volere dei propri padroni ed evitare che i risparmiatori, non avvisati del pericolo, fossero spinti ad acquistare titoli spazzatura. Gli istituti di credito se ne sono quindi liberati all’ultimo momento, dopo aver lucrato per anni i fortissimi interessi. L’operazione tuttavia non può procedere all’infinito donde le gravi crisi periodiche del sistema. La produzione di beni, quindi, sempre più si trova a lavorare, non per un legittimo guadagno per l’opera svolta, ma per pagare tasse in gran parte a copertura di interessi del debito statale. Inoltre, mentre precedentemente il debito pubblico veniva contratto con i cittadini, oggi si attinge a fondi bancari internazionali che, come detto, creano danaro dal nulla e in quantità incontrollata.

In conseguenza il debito pubblico degli Stati è stato contratto verso Banche Internazionali che avevano accumulato enormi capitali nel tempo con interessi da usura. E se da un lato concordiamo pienamente con la soluzione riguardo alla nazionalizzazione della BCE e alla creazione di una banca centrale europea che sia emanazione dei singoli governi per abbattere finalmente il signoraggio sulla moneta, facendo così crollare non solo il costo del denaro ma anche i deficit dei singoli Stati membri, dall’altro noi prospettiamo un ulteriore affondo attraverso la socializzazione delle principali risorse strategiche e produttive delle Nazioni.

Le Banche Centrali Nazionali degli Stati membri aderenti supinamente all’Eurosistema che hanno adottato la moneta unica, prestano agli Stati la moneta creata dal nulla (cioè l’euro) senza una copertura proporzionata al reale valore di essa, e richiedendo non solo il pagamento degli interessi, ma anche la restituzione del valore che quella moneta ha acquistato per effetto della sua circolazione. Questa è usura.

I tumulti negli stati oggetto di queste drastiche “cure” (Portogallo, Irlanda, Grecia, Spagna e, oggi, in Italia) dimostrerebbero che la possibilità di sopportazione è al limite di rottura nonostante l’informazione, quella filogovernativa e menzognera in particolare, vada affannandosi a definire scorretta la protesta, e a demonizzare quella di cui hanno una paura enorme, quella violenta.

Vittorio Grilli, vice ministro dell’Economia e in pratica braccio destro nel dicastero del boiardo Mario Monti, afferma che «Equitalia è lo Stato, non il nemico». Poi la giostra, con un colpo di peto inizia a girare, dopo l’intervento del ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri che, sulla stessa lunghezza d’onda del collega tecnico, con un colpo tonante di culo, afferma: «Chi colpisce Equitalia, colpisce lo Stato».

Questa condotta cinica, accettata come l’unica possibile, è ciò che permette al sistema di continuare a funzionare. E che consente ai signori del debito di arricchirsi smisuratamente.

1 commento

  1. […] Il cappio al collo, dell’usura, già bene ingrassato e la disperazione in cui stanno cadendo vittime larghe fasce della popolazione italiana, sono problemi che non sfiorano minimamente le tenere menti […]


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