I servi del Parlamento Europeo genuflessi alla lobby ebraica

«Se mala cupidigia altro vi grida, uomini siate, e non pecore matte, sì che ‘l Giudeo di voi tra voi non rida!» (Paradiso, V, 79-81). A meno di considerare antisemitismo la valutazione oggettiva espressa dalla maggioranza degli europei secondo la quale Israele costituirebbe il maggior pericolo per la pace mondiale, l’antisemitismo, oggi, non dilaga affatto. Ma se qualcosa gli può aprire la strada, è precisamente l’atteggiamento dei dirigenti delle comunità ebraiche, per la verità, non solo loro, di identificazione con lo Stato sionista. Certo è che quando si appogggia senza vergogna una politica criminale come quella dettata dall’ideologia razzista sionista, non ci si può permettere di mettere sotto accusa il mondo intero. Il peccato originale di Israele è stato il sionismo e alla radice del problema sta la struttura esclusivista del sionismo nella quale solo gli ebrei sono trattati come cittadini di prima classe. L’ideologia sionista si fonda su un postulato molto semplice: il martirio degli ebrei che diventa così irriconducibile a qualsiasi altro e per giustificare il carattere sacrale dell’olocausto è necessario che vi sia uno sterminio totale con annessa cremazione. Altresì per conservare a ogni costo all’olocausto il suo carattere di eccezionalità c’è bisogno di agitare lo spettro delle camere a gas. Un tema diffuso nella pubblicistica antisionista è quello derivato dal convincimento che la vita pubblica del mondo sia mossa nascostamente dalle oscure macchinazioni “giudaico-massoniche“.

La lobby ebraica infiltrata in Europa, dopo aver deciso ed imposto a tutti di celebrare il 27 gennaio come “giornata della memoria” della shoah, quanto prima predisporrà con lacrimevole vittimismo di imporre a tutti la “giornata del giusto“, che si celebrarà ogni anno il 6 marzo, anniversario della morte nel 2007 (guarda caso) di un magistrato ebreo di nome Moshe Bejski, presidente della commissione dei giusti di Yad Vashem, la fiamma eterna che arde in quel ricettacolo di propaganda sionista.

La dichiarazione scritta era stata presentata al Parlamento Europeo il 16 gennaio scorso dai servili goym (ossia “bestiame umano”, chi non è ebreo) Gabriele Albertini, David Maria Sassoli, Niccolò Rinaldi, Lena Kolarska Bobińska e Ioan Mircea Paşcu, i primi cinque euroschiavi firmatari, chiedendo appunto l’istituzionalizzazione di una “giornata europea in memoria degli uomini giusti” (clicca sull’immagine sopra) che si sono distinti durante i peggiori crimini contro l’umanità, e approvata il 10 maggio 2012 da 388 euroschiavi.

Il Parlamento Europeo, visto l’articolo 123 del suo regolamento, ha appoggiato l’invito rivolto da “eminenti cittadini” (c’è scritto proprio così) a istituire la “Giornata europea in memoria dei Giusti” per commemorare, il 6 marzo, coloro che si sono opposti con responsabilità individuale (sic) ai crimini contro l’umanità e ai totalitarismi. E incarica il suo Presidente di trasmettere la dichiarazione, con l’indicazione dei nomi dei firmatari, all’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, alla Commissione, al Consiglio e ai parlamenti degli Stati membri.

È solo attraverso la creazione di potenti lobbies capaci di piegare l’azione dei politici e di condizionare l’opinione pubblica, che i miti fondatori della leggenda biblica olocaustica imposta dai dirigenti sionisti hanno potuto suscitare credenze difficilmente sradicabili presso milioni di persone in buona fede.

Il sionismo, ha sempre agitato lo spauracchio antisemita per far credere a una minaccia permanente contro Israele e alla necessità di correre in suo soccorso. Lo sfruttamento politico sulla scia del mito olocaustico, di cifre arbitrariamente esagerate, per sostenere che la sofferenza del “popolo eletto” non è paragonabile a quella degli altri, tende a far dimenticare altri genoci più feroci, e colloca Israele al di sopra di tutte le leggi per giustificare tutti i suoi crimini.

Ecco i nomi dei 388 euroschiavi dell’ortodossia sionista che hanno reso al meglio il servigio firmando la lacrimevole dichiarazione scritta P7_TA(2012)0205 all’insolente giudeo. Tutti e 73 gli euroinutili italiani parcheggiati dalle segreterie di partito al Parlamento Europeo, con il loro culo ben piazzato su comode poltrone, hanno servilmente sottoscritto:

János Áder, Gabriele Albertini, Sonia Alfano, Magdi Cristiano Allam, Luís Paulo Alves, Josefa Andrés Barea, Laima Liucija Andrikienė, Roberta Angelilli, Antonello Antinoro, Alfredo Antoniozzi, Pablo Arias Echeverría, Pino Arlacchi, John Attard-Montalto, Sophie Auconie, Jean-Pierre Audy, Liam Aylward, Johannes Cornelis van Baalen, Georges Bach, Maria Badia i Cutchet, Zigmantas Balčytis, Raffaele Baldassarre, Francesca Balzani, Paolo Bartolozzi, Elena Băsescu, Bastiaan Belder, Ivo Belet, Phil Bennion, Luigi Berlinguer, Thijs Berman, Adam Bielan, Slavi Binev, Lothar Bisky, Mara Bizzotto, Vito Bonsignore, Mario Borghezio, Rita Borsellino, Piotr Borys, Victor Boştinaru, Philippe Boulland, Arkadiusz Tomasz Bratkowski, Elmar Brok, Zuzana Brzobohatá, Cristian Silviu Buşoi, Simon Busuttil, Jerzy Buzek, Alain Cadec, Antonio Cancian, Luis Manuel Capoulas Santos, Salvatore Caronna, Maria Da Graça Carvalho, David Casa, Michael Cashman, Carlo Casini, Pilar del Castillo Vera, Jean-Marie Cavada, Jorgo Chatzimarkakis, Nessa Childers, Sergio Gaetano Cofferati, Daniel Cohn-Bendit, Lara Comi, Anna Maria Corazza Bildt, António Fernando Correia de Campos, Ricardo Cortés Lastra, Silvia Costa, Emer Costello, Andrea Cozzolino, Corina Creţu, Rosario Crocetta, Joseph Cuschieri, George Sabin Cutaş, Tadeusz Cymański, Ryszard Czarnecki, Vasilica Viorica Dăncilă, Spyros Danellis, Arnaud Danjean, Michel Dantin, Joseph Daul, Mário David, Francesco De Angelis, Paolo De Castro, Véronique De Keyser, Luigi Ciriaco De Mita, Harlem Désir, Tamás Deutsch, Nirj Deva, Christine De Veyrac, Agustín Díaz de Mera García Consuegra, Diane Dodds, Leonardo Domenici, Leonidas Donskis, Herbert Dorfmann, Isabelle Durant, Robert Dušek, Christian Ehler, Ioan Enciu, Frank Engel, Derk Jan Eppink, Sari Essayah, Edite Estrela, Hynek Fajmon, Tanja Fajon, Richard Falbr, Diogo Feio, Carlo Fidanza, Monika Flašíková Beňová, Lorenzo Fontana, Gaston Franco, Michael Gahler, Kinga Gál, Ildikó Gáll-Pelcz, Iratxe García Pérez, Eider Gardiazábal Rubial, Elisabetta Gardini, Giuseppe Gargani, Jean-Paul Gauzès, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, Marietta Giannakou, Adam Gierek, Ana Gomes, Sylvie Goulard, Ingeborg Gräßle, Estelle Grelier, Nathalie Griesbeck, Mathieu Grosch, Françoise Grossetête, Andrzej Grzyb, Roberto Gualtieri, Zita Gurmai, Cristina Gutiérrez-Cortines, András Gyürk, Fiona Hall, Małgorzata Handzlik, Ágnes Hankiss, Marian Harkin, Edit Herczog, Jolanta Emilia Hibner, Jim Higgins, Monika Hohlmeier, Gunnar Hökmark, Mary Honeyball, Danuta Maria Hübner, Stephen Hughes, Filiz Hakaeva Hyusmenova, Salvatore Iacolino, Stanimir Ilchev, Juozas Imbrasas, Vincenzo Iovine, Cătălin Sorin Ivan, Liisa Jaakonsaari, Anneli Jäätteenmäki, Peter Jahr, Lívia Járóka, Danuta Jazłowiecka, Sidonia Elżbieta Jędrzejewska, Romana Jordan, Philippe Juvin, Filip Kaczmarek, Ivailo Kalfin, Jarosław Kalinowski, Sandra Kalniete, Michał Tomasz Kamiński, Ioannis Kasoulides, Martin Kastler, Seán Kelly, Evgeni Kirilov, Timothy Kirkhope, Mojca Kleva, Jürgen Klute, Dieter-Lebrecht Koch, Lena Kolarska-Bobińska, Maria Eleni Koppa, Eija-Riitta Korhola, Ádám Kósa, Andrey Kovatchev, Paweł Robert Kowal, Jan Kozłowski, Rodi Kratsa-Tsagaropoulou, Wolfgang Kreissl-Dörfler, Werner Kuhn, Eduard Kukan, Alain Lamassoure, Alexander Graf Lambsdorff, Vytautas Landsbergis, Giovanni La Via, Patrick Le Hyaric, Jo Leinen, Corinne Lepage, Jean-Marie Le Pen, Bogusław Liberadzki, Krzysztof Lisek, Morten Løkkegaard, Juan Fernando López Aguilar, Antonio López-Istúriz White, Sarah Ludford, Petru Constantin Luhan, Elżbieta Katarzyna Łukacijewska, Astrid Lulling, George Lyon, Mairead McGuinness, Edward McMillan-Scott, Monica Luisa Macovei, Svetoslav Hristov Malinov, Bogdan Kazimierz Marcinkiewicz, Marian-Jean Marinescu, Antonio Masip Hidalgo, Jiří Maštálka, Clemente Mastella, Barbara Matera, Véronique Mathieu, Marisa Matias, Iosif Matula, Mario Mauro, Kyriakos Mavronikolas, Jaime Mayor Oreja, Zofija Mazej Kukovič, Erminia Mazzoni, Nuno Melo, Emilio Menéndez del Valle, Morten Messerschmidt, Alajos Mészáros, Louis Michel, Miroslav Mikolášik, Guido Milana, Gay Mitchell, Claude Moraes, Claudio Morganti, Elisabeth Morin-Chartier, Radvilė Morkūnaitė-Mikulėnienė, Tiziano Motti, María Muñiz De Urquiza, Cristiana Muscardini, Mariya Nedelcheva, Katarína Neveďalová, Nadezhda Neynsky, Annemie Neyts-Uyttebroeck, Norica Nicolai, Rareş-Lucian Niculescu, Angelika Niebler, Sławomir Witold Nitras, Franz Obermayr, Raimon Obiols, Kristiina Ojuland, Jan Olbrycht, Wojciech Michał Olejniczak, Ria Oomen-Ruijten, Miroslav Ouzký, Siiri Oviir, Ivari Padar, Chrysoula Paliadeli, Alfredo Pallone, Vladko Todorov Panayotov, Pier Antonio Panzeri, Antigoni Papadopoulou, Antonyia Parvanova, Aldo Patriciello, Andres Perello Rodriguez, Alojz Peterle, Sirpa Pietikäinen, Mirosław Piotrowski, Mario Pirillo, Gianni Pittella, Rovana Plumb, Pavel Poc, Anni Podimata, Maurice Ponga, Bernd Posselt, Hans-Gert Pöttering, Konstantinos Poupakis, Cristian Dan Preda, Vittorio Prodi, Jacek Protasiewicz, Fiorello Provera, Herbert Reul, Frédérique Ries, Niccolò Rinaldi, Dominique Riquet, Michèle Rivasi, Crescenzio Rivellini, Robert Rochefort, Zuzana Roithová, Licia Ronzulli, Oreste Rossi, Libor Rouček, Kārlis Šadurskis, Tokia Saïfi, Potito Salatto, Nikolaos Salavrakos, Matteo Salvini, Antolín Sánchez Presedo, Amalia Sartori, Petri Sarvamaa, Jacek Saryusz-Wolski, David-Maria Sassoli, Algirdas Saudargas, Horst Schnellhardt, Birgit Schnieber-Jastram, György Schöpflin, Andreas Schwab, Edward Scicluna, Giancarlo Scottà, Marco Scurria, Olga Sehnalová, Joanna Senyszyn, Debora Serracchiani, Adrian Severin, Czesław Adam Siekierski, Sergio Paolo Francesco Silvestris, Peter Simon, Marek Siwiec, Joanna Katarzyna Skrzydlewska, Theodoros Skylakakis, Monika Smolková, Csaba Sógor, Renate Sommer, Bogusław Sonik, Francisco Sosa Wagner, Francesco Enrico Speroni, Ewald Stadler, Struan Stevenson, Daniël van der Stoep, Emil Stoyanov, Michèle Striffler, Robert Sturdy, László Surján, Gianluca Susta, Hannes Swoboda, József Szájer, Csaba Sándor Tabajdi, Hannu Takkula, Claudiu Ciprian Tănăsescu, Marc Tarabella, Indrek Tarand, Salvatore Tatarella, Rui Tavares, Alexandra Thein, Eleni Theocharous, Michael Theurer, Britta Thomsen, Róża Gräfin von Thun und Hohenstein, Marianne Thyssen, Silvia-Adriana Ţicău, Patrice Tirolien, Patrizia Toia, László Tőkés, Catherine Trautmann, Gino Trematerra, Ramon Tremosa i Balcells, Rafał Trzaskowski, Ioannis A. Tsoukalas, Claude Turmes, Niki Tzavela, Giommaria Uggias, Marita Ulvskog, Traian Ungureanu, Vladimir Urutchev, Viktor Uspaskich, Ivo Vajgl, Kathleen Van Brempt, Geoffrey Van Orden, Gianni Vattimo, Sabine Verheyen, Alejo Vidal-Quadras, Oldřich Vlasák, Axel Voss, Jarosław Leszek Wałęsa, Graham Watson, Henri Weber, Manfred Weber, Josef Weidenholzer, Cecilia Wikström, Hermann Winkler, Jacek Włosowicz, Janusz Wojciechowski, Corien Wortmann-Kool, Luis Yáñez-Barnuevo García, Anna Záborská, Boris Zala, Paweł Zalewski, Iva Zanicchi, Andrea Zanoni, Artur Zasada, Tatjana Ždanoka, Joachim Zeller, Janusz Władysław Zemke, Roberts Zīle, Gabriele Zimmer, Milan Zver, Tadeusz Zwiefka.

3 commenti

  1. CI SONO PROPRIO TUTTI: “DESTRA”, “SINISTRA”, “NORD” E “SUD”…

    PER ESSERE POLITICO, INFATTI, NON BISOGNA AVERE DELLE FACOLTA’ INTELLETTIVE SUPERIORI, MA SEMPLICEMENTE SAPERE CHI COMANDA, IN REALTA’…

    COSI’, LA POLITICA E’ SERVA DELLE BANCHE E LE BANCHE SONO “SERVE” DEL POTERE MONDIALE SIONISTA…

    PER SILLOGISMO, CHI COMANDA IL MONDO SE IL POTERE ECONOMICO E QUELLO POLITICO SONO IN MANI BEN PRECISE..?

  2. […] un parlamentare della destra religiosa Shas, partito alleato del governo del boia Netanyahu, che a Bruxelles ha partecipato a una tavola rotonda sulla pace in Medio Oriente. Il comportamento dell’onorevole, […]

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