Il cappio al collo servito dall’usura di Stato

La piaga dei suicidi per crisi non conosce battute d’arresto. Quattro casi in tre giorni e non si arresta la terribile escalation di suicidi provocata dalle difficoltà economiche, nell’indifferenza della grassa porcilaia politica: con gli ultimi due tragici gesti, ieri, un commerciante di 48 anni e un imprenditore di 52 anni sono stati trovati impiccati, il primo nel suo negozio, una rivendita di ricambi per casalinghi alla periferia di Bologna, il secondo, proprietario di un’agenzia immobiliare, in un parco giochi nel pieno centro di Vicenza, appeso a una giostra per bambini. Entrambi avevano pendenze economiche con Equitalia, l’agenzia dell’usura di Stato. Sabato scorso altri due casi: il titolare di un’officina nautica in provincia di Napoli si è sparato un colpo di pistola alla tempia. L’uomo che ora è ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale Santa Maria di Loreto Mare perché in coma ed in fin di vita, ha lasciato un biglietto d’addio con scritto: “La dignità vale più della vita”. Intanto Equitalia, in una nota, sottolinea di essere “vicina alla famiglia per i drammatici momenti che sta vivendo”. Un lavoratore precario della provincia di Enna, 47 anni, invece, si è impiccato nel garage di casa dopo che la ditta che lo impiegava gli aveva ridotto orari e retribuzione. I dati si rincorrono e il macabro conteggio degli imprenditori che si sono tolti la vita dall’inizio dell’anno è salito a 34. Lo fa notare la CGIA di Mestre. La Regione più colpita da questo dramma è il Veneto: in questi primi 4 mesi del 2012, ben 10 piccoli imprenditori si sono tolti la vita a seguito delle difficoltà economiche incontrate in questi ultimi anni di grave crisi economica. Per quanto riguarda le altre Regioni italiane il numero dei suicidi tra gli imprenditori avvenuti nel 2012 (tra il 1 gennaio e il 2 maggio) è: Puglia e Sicilia (4) Toscana (3), Lazio e Sardegna (2), Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia e Marche (1). Le cause di queste tragedie? Difficile dare una risposta esaustiva – sottolinea la CGIA – tuttavia, la mancanza di liquidità è il denominatore comune che si riscontra in quasi tutti questi drammi: senza contare che molti imprenditori, a seguito del mancato pagamento da parte dei committenti, sono sprofondati nella crisi più profonda senza riuscire a risollevarsi. Per questo la CGIA chiede, così come è già stato fatto qualche settimana fa dalla Regione Veneto, di istituire a livello nazionale un fondo di solidarietà per l’erogazione di mutui in favore di piccoli e medi imprenditori in chiara situazione di difficoltà economica e finanziaria e privi di accesso al credito bancario o ai quali sono stati revocati affidamenti da parte di banche o intermediari creditizi. Forse l’allarme sociale non è ancora abbastanza forte da provocare urgenti provvedimenti al becchino Monti? Il traditore Giorgio Napolitano, e i criminali delle cosche politiche che sostengono senza vergogna questo infame governo della macelleria sociale, stanno portando gli italiani a scavarsi la fossa per servire con disonore i vampiri della finanza apolide che stanno saccheggiando l’Italia, e invece di fare l’unica cosa giusta, buttarsi (loro) dalla finestra, hanno implorato i governi per riuscire a succhiare i soldi ai piccoli imprenditori, ai lavoratori ed ai contribuenti, per poi (sempre loro) farla franca. In Italia, il suicidio è oramai pratica dello Stato che se la ride difronte ai kamikaze di turno, con il benestare del governo euromassone servo della canaglia mondialista e della cricca di onorevoli aguzzini che senza un’oncia di vergogna lo sostengono.

3 commenti

  1. Concordo.

  2. […] e rispondendo ai giornalisti che gli facevano notare che in Italia ci sono episodi di tensione ed esasperazione a causa della crisi economica, come quello avvenuto a Bologna di un 58enne che si è dato […]

  3. […] il comunicato di Equitalia, che arriva dopo giorni in cui si accavallano le notizie sui “suicidi della crisi“. Nella nota l’Agenzia di riscossione fa riferimento indiretto alla stampa e alla […]


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