Dalle lacrime della Fornero al sangue dei pensionati italiani

Centocinquantaseiesimo giorno con il golpista del comitato direttivo del gruppo Bilderberg Mario Monti. E mentre il suo infame governo della macelleria sociale, imposto agli italiani con un colpo di Stato finanziario dal colluso traditore della patria Napolitano e sostenuto (senza un’oncia di vergogna) dalle cosche mafiose Pdl, Pd, Terzo Polo (tutti in caduta libera nei sondaggi), continua a “lavorare” nell’interesse delle banche e delle lobbies finanziarie europee per creare un esercito di nuovi disoccupati con la riforma targata Fornero (dai licenziamenti per motivi economici a quelli per motivi disciplinari previsti per la metà di maggio), nel 2010 quasi la metà dei pensionati, 7,6 milioni, il 45,4% del totale, ha ricevuto pensioni per un importo medio totale mensile inferiore a 1.000 euro. I dati emergono dalle rilevazione condotta dall’Istat e dall’Inps. Per 2,4 milioni di pensionati (14,4%), invece, le prestazioni non superano i 500 euro. L’Istituto di statistica evidenzia come il 25,6% dei pensionati ha un’età compresa tra 40 e 64 anni e il 3,5% ha meno di 40 anni. Il 70,9% dei pensionati ha più di 64 anni. Nel 2010 sono state erogate in Italia 23,8 milioni di prestazioni pensionistiche con un importo medio per prestazione pari a 10.877 euro (il 47,9% delle pensioni è erogato al Nord; il 20,5% al Centro; il 31,6% al Sud). In totale i pensionati sono 16,7 milioni e percepiscono in media 15.471 euro all’anno. La spesa complessiva per prestazioni pensionistiche, pari a 258,5 miliardi di euro, è aumentata dell’1,9% rispetto al 2009. In diminuzione, invece, risulta l’incidenza sul PIL (16,64% a fronte di un valore di 16,69% nel 2009). A fronte di una riduzione del numero totale delle prestazioni pensionistiche dello 0,3% circa su base annua (da 23milioni 835mila a 23milioni 763mila), il numero delle pensioni d’invalidità è sceso da 1milione 606 mila a 1milione 501mila (-6,6%). In riduzione, da 3milioni 202mila a 3milioni 159mila, sono le pensioni di invalidità civile (-1,34%). Insomma, lavorare per una vita (o quasi) e tirare a campare il resto dell’esistenza come meno di 1000 euro al mese (quasi un pensionato su due), per i nostri (si fa per dire) politici rientra nei disegni criminali dell’Unione mortuaria europea.

Il 46,5% dei 16,2 milioni di pensionati italiani (7,7 milioni) ha redditi da pensione complessivi per meno di 1.000 euro. Il 14,7% (2,4 milioni) dei pensionati ha redditi inferiori a 500 euro mentre il 31,8% (5,3 milioni) ha redditi tra i 500 e i 1.000 euro. Considerando solo le pensioni (e non i pensionati), i trattamenti che sono al di sotto dei 1.000 euro superano il 70% (il 39,1% ha importi inferiori ai 500 euro mentre il 31,4% ha importi mensili compresi tra i 500 e i 1.000 euro). Solo il 16,1% degli assegni complessivi vale più di 1.500 euro. Per il 23,5% dei pensionati (3,9 milioni) è possibile contare su redditi tra i 1.000 e i 1.500 euro mentre per 2,4 milioni gli assegni da pensione valgono nel complesso tra i 1.500 e i 2.000 euro al mese. I pensionati che hanno redditi da pensione complessivi superiori ai 2.000 euro sono il 15,6% del totale (2,6 milioni).

L’usuraia Banca Centrale Europea del maggiordomo Mario Draghi, dannato tra i dannati, fa il suo lavoro: affamare i Popoli europei e ridurli in schiavitù privandoli della sovranità politica, economica e nazionale.

Lo smantellamento dello Stato sociale nazionale, iniziato nel 1992 dalla banchina traianea del porto di Civitavecchia sul panfilo Her Majesty’s Yacht Britannia della corona inglese, con una passerella di grande prestigio a cui indegni governanti dalle sembianze di vermi partoriti dal putrido ventre resistenziale, bestie fetide che si sono annidate nel marciume e nella putrefazione della Repvbblica badogliana, incancrenita dalla corruzione, hanno offerto infedelmente alla variegata fauna demoniaca degli usurai della finanza internazionale Barclays, Merrill Lynch, Warburg, Salomon Brothers, Pricewaterhouse Coopers, Ing, Bzw, Goldman Sachs, la nostra amatissima Patria.

L’equivalente di tale abominevole smembramento che ha generato una voragine di debito pubblico, sarà la demolizione di ciò che rimane della ricchezza pubblica da trasferire alle élite, dei diritti del lavoro per il beneficio di chi vuole sfruttare un italiano come un cinese. Saranno anni di sofferenza sociali indescrivibili per milioni di italiani. Il becchino Mario Monti, golpista criminale e servo fedele della usuraia Bce, è già al timone. E il traditore della (nostra) Patria, Giorgio Napolitano, con il fetido vento del suo fiato dal pessimo lezzo democratico, soffia sulle vele di una cassa da morto galleggiante che fa acqua da tutte le parti.

Il ministro psicolabile Elsa Fornero si commuove durante la sceneggiata di presentazione della stangata capolavoro da 24 miliardi di euro e non termina la frase che si riferiva al blocco della perequazione delle pensioni:

Ite, missa est… 

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4 commenti

  1. […] realtà rappresenta, il nulla e che con arroganza va avanti per la sua strada: il ministro delle lacrime Elsa Fornero e il maggiordomo Raffaele Bonanni sempre pronto ad incensare la riproduzione […]

  2. […] Premere il dito sulla nuca per avere altre informazioni e chiedere alle famiglie italiane, ai pensionati, agli esodati, ai precari, ai cassintegrati, ai disoccupati ed a quanti altri italiani hanno al […]

  3. […] il dito sulla nuca per avere altre informazioni e chiedere alle famiglie italiane, ai pensionati, agli esodati, ai precari, ai cassintegrati, ai disoccupati ed a quanti altri italiani hanno al […]

  4. […] di beneficienza). Le cose bisogna conoscerle. In effetti alla psicolabile ministro delle lacrime (di coccodrillo) Fornero piacerebbe dirle a tutti, ma non è facile. Forse adesso sta cominciando a cambiar […]


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