Crolla la borsa e si buca il sacchetto della spesa

Nuove cadute dei mercati europei, stretti in una morsa in cui alle incertezze si aggiungono rinnovati timori sulle prospettive dell’economia reale. Sugli esiti del G20 delle Finanze dello scorso fine settimana, in cui i vampiri delle finanze delle maggiori economie mondiali si sono accordati per un ingrassamento delle risorse da erogare ai becchini del Fondo Mortuario Internazionale, il costo totale dell’operazione: 430 miliardi di dollari, che rappresenta un compromesso al ribasso, e con l’inquietante (roba forte) fuga a gambe levate degli Stati Uniti. Attraverso il contributo del G20 il FMI può contare su un cospicuo plafond di risorse, che si aggiunge agli 800 miliardi di euro già stanziati a livello europeo grazie al cosiddetto fondo salva-Stati EFSF e al fondo usuraio ESM. Secondo l’usuraia liberale Christine Lagarde, tuttavia, si tratta di una misura necessaria ma non sufficiente (ne erano stati richiesti 600 miliardi) per garantire la stabilità dei mercati finanziari. Una falso mito inventato dai prestatori di denaro per continuare a mietere profitti sui Popoli sempre più sfruttati dall’usurocrazia mondialista. La maggior parte delle risorse è stata messa a disposizione del FMI da parte dei paesi dell’Eurozona, con l’affiancamento sul Titanic della Gran Bretagna, Svezia, Norvegia, Finlandia, Polonia, Repubblica Ceca e Svizzera, unitamente al Giappone, alla Corea del Sud, Arabia Saudita e Australia. I Signori del denaro e dell’usura, che hanno generato e scatenato la crisi finanziaria del 2008 ed esportata poi in nel Vecchio Continente, oltre a sapere molto bene quali siano i punti deboli di tali manovre artificiose messe in atto per rallentare il crack strutturale, non potendo stoppare la decrescita produttiva per la drammatica recessione globale in atto, chiedono lacrimevolmente che venga iniettato nel sistema altrettanto denaro fresco seppur creato dal nulla. Pena nuovi sacrifici da addebitare a chi oramai non ha più nulla da sacrificare. Le tensioni finanziarie sono tornate a turbare il clima dell’Eurozona, con lo spread tra i titoli italiani e tedeschi nuovamente sopra i 400 punti. Solo ieri alla chiusura di Piazza Affari, il Ftse Mib ha perso il 3,83%. Le Borse europee in una sola seduta hanno “bruciato” (sic) quasi 160 miliardi di euro (Francoforte ha segnato -3,36%, Londra -1,85%, Parigi – 2,83%, Madrid -2,76%). L’indice paneuropeo Stoxx 600 ha perso il 2,34% corrispondente a 159,5 miliardi di euro di capitalizzazione. I livelli di guardia sono stati toccati e le notizie sono allarmanti. Riassumendo nelle analisi, a nulla o a poco potrà servire il “monteprestiti” detto salva-Stati, già ricapitalizzato, anche iniettando altrettanti fiumi di denaro pubblico. Verrebbero “fatti sparire” e non “bruciati”, solo due secondi dopo, dagli artigli della speculazione. La crisi bancaria è generale e quindi il salvataggio delle economie indebitate è una chimera. Del resto, come potrebbe essere diversamente se dal 2008 assistiamo a continue erosioni del potere di acquisto: i recenti dati della Banca d’Italia, danno una sequenza negativa che si traduce in una caduta del potere di acquisto del -9,8%. Ad aggravare la situazione si aggiunge l’ulteriore stangata del 2012: le famiglie dovranno far fronte ad un salasso di oltre +1.334 euro per l’aumento di prezzi e tariffe e +1.133 euro per la tassazione (IMU, IVA, addizionali regionali e comunali, ecc.), pari ad un maggiore esborso di oltre 2.467 euro annui. La benzina ha sfornato un nuovo record arrivando a costare 1.918 euro/litro. Nonostante la propaganda del curatore fallimentare Mario Monti con tutti i vari decreti Salva-Cresci Italia che sono bolle di sapone, bufale mediatiche ed esoterismi accademici che non risolvono minimamente i problemi degli italiani e della nazione, e delle sue misure strombazzate da media indecorosi, la situazione è peggiorata. Il potere quotato in Borsa è solo la punta dell’iceberg. Noi ci impoveriamo per ingrassare loro. La soluzione è unica: uscire dall’euro espellendo i parassiti che lucrano sulle spese degli Stati nazionali. Le banche sono parte di questo sistema, il potere che ci taglieggia. Quando il denaro tornerà all’usuraia Bce, non si lascerà alle spalle benessere e ricchezza, ma solo una voragine per altri debiti per un Popolo di salassati perseguitasto dai vampiri della finanza. Quel denaro creato dal nulla, preso a prestito dalla Bce (all’1%) per rinnovare il debito pubblico, e che gli italiani (ri)pagheranno con il proprio sangue. Ecco come i Signori del denaro e dell’usura che governano il destino dei Popoli continuano impunemente a sottrarre, anzi, estorcere denaro.

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2 commenti

  1. […] abbietto elargisce privilegi, pregiudicando il futuro e la dignità di migliaia di lavoratori e famiglie italiane. Per la verità, questo individuo tanto giustamente vituperato da chi ha ancora un pò di senso di […]

  2. […] di vergogna lo sostiene, gli esoterismi accademici dei professori banchieri non risolvono i problemi della nazione. La situazione in Italia è peggiorata e gli italiani hanno fatto un altro passo in […]


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