La cremazione politica della partitocrazia ladrona

Il capobanda Silvio Berlusconi dopo quasi tre mesi, a sorpresa, ritorna in Tribunale a Milano presentandosi al processo sul caso Ruby, dove è indagato per concussione e prostituzione minorile, e fuori dall’Aula imbastisce una sorta di comizio facendo uno show a sorpresa e con un colpo di teatro della satira che rasenta il capolavoro, per dire che gli spettacoli improvvisati nel bunga-bunker ad Arcore dalle sue graziose ospiti nulla avevano a che fare con spogliarelli e numeri hard ma erano “gare di burlesque” e gli abiti da suora, “vestiti regalati da Gheddafi”. Come potremmo non credere a un ometto ridicolo così drammaticamente comico e sfacciatamente bugiardo? Intanto, come era prevedibile anche dai dati seppur provvisori desunti da siffatti sondaggisti stipendiati dalla partitocrazia ladrona, l’eutanasia politica è in netta crescita. Non il solito trend, ma il raddoppio almeno dello stesso. Se verranno confermate le sensazioni che stiamo raccogliendo in questi giorni, la cremazione partitica interesserà tre soggetti, a loro tempo nati già morti: PdL, Pd e Terzo Polo. Dopo la fusione a freddo di FI con AN da una parte, e DS con la Margherita dall’altra, vengono ora PdL e Pd, appaiati in picchiata verso il basso in termini di perdita di consensi e credibilità. Essi non potendo più nutrirsi di vita pubblica, malaffare, tangenti e porcherie varie costituiranno un’unica formazione politica che con ogni probabilità sarà messa a punto per le prossime elezioni politiche. Se però all’incenerimento delle onorevoli anime morte sommiamo anche quello dei resti immortali democristiani di area dorotea, molto più attenti alle ragioni delle gerarchie ecclesiastiche e del mondo della borghesia industriale, il fu BelPaese sta per superare le cremazioni annue collocandosi stabilmente verso il baratro, con prospettive di decadimento politico ulteriore. A fine mandato cosa ricorderemo dell’autorevole professore Monti tanto elogiato dai media fedeli e dei maiali banchieri messi all’ingrasso? La pressione fiscale alle stelle, nuove tasse, l’esasperazione imprenditoriale, i suicidi, la disoccupazione dilagante e una voragine di debito pubblico che i nuovi padroni dell’Europa non vorranno più acquistare con i Titoli di Stato di un paese “spazzatura”. In compenso però ci resteranno termini tecnici quali lo Spread, Pil, Btp e Bund. Se ciò non fosse abbastanza per entrare nei libri di storia dell’apocalisse economica, grazie alla supina genuflessione dei trapassati defunti avremo un esercito di altri disoccupati da sfamare.

«I partiti politici non sono il regno del male e della corruzione»
[Giorgio Napolitano, 17 aprile 2012]

La ladroneria degli italici governanti partoriti dalla Resistenza, è all’insegna dello scandalo (senza vergogna) che sta travolgendo loro e quello straccio di Costituzione che ancora si ostinano a definire “democratica”, salvo poi (il colluso Giorgio Napolitano su tutti) sovvertire la volontà popolare cedendo senza condizioni la sovranità nazionale (una pratica ottosettembrina già nota alla vulgata resistenziale saltata sul carro giusto al momento opportuno) all’esecutivo vampiresco del becchino Mario Monti insieme a tutti quei Comitati d’Affari che nel segreto di luoghi impenetrabili, stanno terminando di dissanguare l’Italia.

A giudicare dai risultati che sono sotto gli occhi, e nei portafogli di tutti gli italiani, i sacrifici di quelli che la cosiddetta crisi la vivono tutti i giorni con la difficoltà di far quadrare il bilancio familiare e di quanti non hanno più nulla da sacrificare, si rigurgita nell’odio sociale di quella cerchia sempre più ristretta e sempre più ricca dei privilegiati.

«Cancellare del tutto i finanziamenti pubblici ai partiti
sarebbe un errore drammatico,
che punirebbe tutti allo stesso modo
e metterebbe la politica nelle mani delle lobby»
[A. Alfano, P.L. Bersani, P.F. Casini, 17 aprile 2012]

Loro intanto cianciano di antipolitica ma ogni qualvolta aprono bocca sono sempre più le persone che accumulano rabbia contro i partiti, per quello che fanno, per i soldi che sprecano e per quelli che rubano dalle casse pubbliche. Certo, li hanno perchè gli spetta per legge; ma sono leggi che hanno fatto loro, quindi è come se allungassero una mano per arraffarseli. Anche questo è tra i motivi che spiegano perchè nei sondaggi (quelli non confezionati nelle segreterie) la fiducia nei partiti è vicina allo zero.

«Subito dopo il balllottaggio delle amministrative io e Berlusconi
annunceremo la più grossa novità della politica italiana
che cambierà il corso della politica italiana
nei prossimi anni e sarà accompagnata dalla più innovativa
campagna elettorale che la politica italiana abbia avuto
dalla discesa in campo di Berlusconi del 1994»
[Angelino Alfano, 20 aprile 2012]

Nel frattempo che il prestanome Alfano e il suo padrone annuncino il più grande partito dopo il Big Bang, la grande depressione politica in corso, inciderà fortemente sul cambiamento per la naturale tendenza truffaldina elettorale, in tempi di crisi, a scegliere (loro) le soluzioni funebri che percepiscono come meno dannose (raddoppio delle soglie di sbarramento). E questa è una scelta che rischia (sempre per loro) di essere suicida. Altresì si incrementeranno gli spazi di vuoto elettorale.

«Il Partito della Nazione nascerà prima delle prossime elezioni politiche
e avrà al suo interno tecnici dell’attuale Governo Monti.
Metterà insieme tecnici e politici,
sindacalisti intelligenti ed imprenditori illuminati»
[Pier Ferdinando Casini, 18 aprile 2012]

“Andiamo oltre il Pdl” dice PierDritto riunendo a porte chiuse (come è solito fare ai ladri) la “Costituente di Centro” e azzerando i vertici dell’Udc per nominare un organismo “più snello” in vista del varo del Partito della Nazione, con l’ausilio del resuscitato pagnottista Savino Pezzotta e magari di Corrado Passera che di banche se ne intende. Il capofila del cattolicesimo più ortodosso Rocco Buttiglione, per non perdere i voti del cielo, lo definisce “partito laico, ma di ispirazione cattolica”. Tutto chiaro? La scena, a immaginarla così, fa sorridere teneramente: due chirichetti che si contendono il posto migliore vicino all’altare per chi si mostra più bigotto.

PierDritto, il genero di Francesco Gaetano Caltagirone (condannato dalla I sezione del Tribunale di Milano a 3 anni e 6 mesi di reclusione per insider trading nel processo sulla tentata scalata di Unipol alla BNL nel 2005), sembrava da solo sulla scena e invece ecco spuntare qualcun altro a contendergli i riflettori: sono in 12! Con il plauso doroteo e il voto devoto di alcune pecorelle smarrite.

Per i processi di liberalizzazione del mercato delle vacche, invece, non sarà più permesso il Parlamento degli indagati che prima determinava una maggiore facilità di installazione e gestione dei nuovi nominati ma i gazebo per le primarie che faranno da traino alla crescita ulteriore della cremazione.

Tant’è!

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3 commenti

  1. […] dal colluso traditore della patria Napolitano e sostenuto (senza un’oncia di vergogna) dalle cosche mafiose Pdl, Pd, Terzo Polo (tutti in caduta libera nei sondaggi), continua a “lavorare” […]

  2. […] (23,8% al mese precedente). Nonostante la propaganda del curatore fallimentare Mario Monti e della partitocrazia ladrona che senza un’oncia di vergogna lo sostiene, gli esoterismi accademici dei professori […]

  3. […] di Rutelli (a sua insaputa, tant’è) di cui è stato fidato tesoriere-, per capire che la partitocrazia ladrona, si arroga il diritto di entrare nel merito delle inchieste, di valutare, non l’attendibilità, […]


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