L’Italia sul baratro. Quando la morte bussa due volte

Suicidi di Stato, torniamo sull’argomento, aggiornandone purtroppo la macabra statistica e analizzando come i nostri (si fa per dire) onorevoli politici cercano di contrastarne la mancanza di prospettive, l’evidente disagio e la frustrazione che stanno degenerando sempre più spesso nella depressione dei cittadini italiani. Secondo un rapporto dell’Eures (scaricabile in basso), in Italia, a causa della crisi economica dall’inizio del 2012 ci sono stati 23 suicidi di imprenditori. Purtroppo, questo dramma non è stato vissuto solo dai datori di lavoro, ma anche dai lavoratori che, secondo una prima stima, sarebbero almeno 50.000 quelli che hanno perso il posto di lavoro. Secondo i dati diffusi dall’osservatorio, il 49,6% delle aziende chiude entro i primi 5 anni di vita. Tra il 2006 ed il 2010, i suicidi per motivi economici sono aumentati esponenzialmente così come i tentativi di suicidio, sempre legati alle difficoltà economiche. Il numero dei suicidi tra i disoccupati tra il 2008 e il 2010 è complessivamente al 39,2% del totale, salendo al 44,7% tra quanti hanno perso il lavoro. E le macabre percentuali (che ne dica la ministra delle lacrime Elsa Fornero) crescono nella fascia dei cosiddetti esodati. A fronte di 275 suicidi per ragioni economiche registrati nel 2006, altrettanti si sono registrati nel 2007 (270), nel 2008 (260), nel 2009 (357). I gesti estremi per motivi economici sono saliti a 362 nel 2010. I suicidi accertati in Italia salgono a 3.048 (cui 2.986 nel 2009 e 2.828 nel 2008). Nel 2011 ben 11.615 aziende hanno chiuso i battenti per fallimento. Forse l’allarme sociale non è ancora abbastanza forte da provocare urgenti provvedimenti per il governo fantoccio del boiardo Monti, imposto dall’usuraia Banca Centrale Europea, servito agli italioti dal cameriere del nuovo ordine mondiale Giorgio Napolitano e appoggiato da criminali politici delle cosche PdL, Pd e Terzo polo, ha portato sul baratro sociale l’Italia affamando gli italiani già stretti al cappio dell’usura calato al collo dai vampiri della finanza apolide.

Non bastano nenache più le proclamazioni democratiche dell’inquilino del Quirinale, Giorgio Napolitano, inutili frasi fritte volte a nascondere con un velato senzo di ipocrisia la incapacità istituzionale nel contrastare (con i fatti) questo drammatico fenomeno sociale che sta dilagando come un’epidemia, salvo poi intervenire in difesa dei partiti ladroni e corrotti che continuano a gozzovigliare impunemente nei privilegi ed i cui responsabili parlamentari hanno generato, per incapacità amministrativa, una tale voragine di debito pubblico (la bellezza di 1.928,211 miliardi di euro) da scaricare sui contrinuenti inserendo persino una revisione dell’art.81 in quello straccio di Costituzione – alla faccia del popolo sovrano – che introdurrebbe l’obbligo di pareggio in bilancio.

Nella strafottenza politica che governa il BelPaese, l’ennesima tuonata di culo del preside Monti: «La crisi ha anche un costo umano e, in Grecia, i gravissimi errori commessi nella gestione della politica economica hanno portato oltre 1.700 persone a togliersi la vita per la disperazione».

Lo ha detto il becchino Mario Monti spiegando che il suo governo – ricordiamolo, quello che ha tagliato le tensioni di anzianità, che ha avallato i licenziamenti per motivi economici sotterrando i diritti di migliaia di lavoratori, che ha riesumato l’IMU (ex Ici) facendola pagare alle Case di riposo e non alle Fondazioni bancarie, che eleverà il carico fiscale dell’Iva al 23%, che ha contribuito senza vergogna a foraggiare le banche ripristinando le commissioni a carico dei correntisti, che ha aumentato le accise sulla benzina che presto toccherà i 2 euro a litro, che farà pagare i ticket sanitari per gli esami diagnostici ai disoccupati e ai familiari a carico di chi guadagna meno di 8.263 (l’ex esponente della Banca Mondiale, Elsa Fornero ha parlato di refuso assicurando che «ci sarà una proposta emendamentiva da presentare durante l’iter parlamentare del ddl di riforma del mercato del lavoro» per eliminare l’errore) e che non ha ancora scucito un solo centesimo dalle dorate tasche della partitocrazia ladrona – pur nelle difficoltà, lavora per evitare che l’Italia cada nello stesso baratro.

In Grecia, aggiunge Monti, sono stati compiuti nella gestione dei conti pubblici «gravissimi errori, molto più che in Italia» e ad oggi si stimano «1.725 suicidi».

Per la cronaca nel 2010 il tasso di suicidi in Grecia è aumentato del 18%, nel 2011 ad Atene del 25%. Ma questa frase sconcertante è stata l’ultima ad essere pronunciata dal carnefice Monti, portato alla glorificazione dai servili media mainstream e dalla politica cialtrona, nel disinteresse degli onorevoli ladroni e della corruzione che dilaga ogni giorno senza che nuovi scandali e nuove ruberie non vadano ad allungare l’interminabile catena di inchieste giudiziarie che coinvolgono oramai l’intero sistema istituzionale, politico e amministrativo, che al suicidio dall’esasperarsi della crisi sociale, risponde con la pelosa indignazione di chi ha la pancia piena e il culo ben piazzato su comode poltrone.

In Italia, il suicidio, inteso come pratica di eutanasia, è divenuto pratica dello Stato con il benestare del governo della macelleria sociale e dei loro onorevoli aguzzini che lo sostengono. Sarà forse un caso che i beccamorti del Fondo Mortuario Internazionale si siano rivoltati perchè i cittadini si ostinano a vivere troppo a lungo e ciò è un pesante fardello per le casse dello Stato? Le casse da morto, sempre per la cronaca.

EURES – Il suicidio in Italia al tempo della crisi

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5 commenti

  1. […] Giorgio Napolitano ha seri problemi a scorgere un malessere diffuso tra gli italiani che si stanno suicidando e le imprese che chiudono per fallimento dopo soli cinque anni di attività. Contro lo […]

  2. […] contribuendo a far crescere il disagio generale o peggio, nel disinteresse della politica, il suicidio finale. Tanto per dare un quadro dello spessore del personaggio, la Fornero, come il giuslavorista […]

  3. […] Insomma, un’altra perla incastonata – diciamo (meglio) altre tre pedate – assestate a stracciaculo agli italiani che hanno già iniziato l’inarrestabile caduta verticale verso il baratro. E non solo. […]

  4. […] Insomma, un’altra perla incastonata – diciamo (meglio) altre tre pedate – assestate a stracciaculo agli italiani che hanno già iniziato l’inarrestabile caduta verticale verso il baratro. E non solo. […]

  5. […] causate dalla crisi economica, e dopo le dichiarazioni sconcertanti dei giorni scorsi sui suicidi in Grecia, ha affermato che dei suicidi se ne devono occupare gli […]


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