I PANNI SPORCHI SI LAVANO IN DOLLARI

La follia omicida del soldato americano, il sergente  Robert Bales, quando la notte dell’11 marzo scorso ha massacrato con un pioggia di fuoco 17 civili afghani (nove bambini, tre donne e cinque uomini) contro quattro abitazioni in un villaggio della provincia meridionale afghana di Kandahar, per poi consegnarsi ai militari dell’Isaf, è costata agli Stati Uniti un risarcimento danni da 50.000 dollari per ciascuna vittima e 10.000 dollari per ogni civile rimasto ferito nella mattanza. Questo è quanto ritenuto dagli inquirenti militari, dopo le prime indagini e interrogatori sui luoghi della strage. La rivelazione è emersa nelle ultime ore dalla collaborazione di due funzionari americani che hanno chiesto di mantenere l’anonimato. Secondo quanto riferito, il sergente Bales avrebbe perpetrato la strage da solo, al contrario di quanto affermano alcune fonti afghane e anche lo stesso presidente Hamid Karzai, secondo cui “secondo quanto riferisce la nostra gente, l’aggressore non era uno soltanto, ma erano in tanti”. A seguito dell’accaduto, il sergente Bales è confinato nella prigione di Fort Leavenworth, in Kansas, in attesa della prossima udienza davanti alla Corte marziale e dove sono detenuti i più noti criminali dell’esercito americano, o presunti tali: tra di loro il soldato Bradley Manning, accusato di essere la “talpa” che ha fornito a WikiLeaks centinaia di migliaia di cablogrammi segreti che hanno ridicolizzato il Pentagono, il Dipartimento di Stato e le cancellerie di mezzo mondo. Se giudicato colpevole, il sergente americano Robert Bales, che è già stato formalmente accusato di avere “con premeditazione” assassinato 17 civili afghani e tentato di ucciderne altri sei, l’11 marzo scorso, nella regione di Kandahar, in Afghanistan, e che non ha mai negato le accuse dopo l’eccidio, se giudicato colpevole rischia come minimo l’ergastolo, seppur con la possibilità di libertà condizionata, come massimo la condanna a morte. Di certo, al di là della sorte che toccherà al sergente Bales, il processo sarà seguito con particolare attenzione anche dalle cancellerie di molti Paesi, considerato che la strage ha segnato un’ulteriore spaccatura nei già difficili rapporti tra Washington e la colonia Kabul. Il presidente fantoccio Hamid Karzai è infatti arrivato a chiedere che le forze internazionali in Afghanistan vengano confinate nelle caserme, in attesa del loro ritiro definitivo previsto entro la fine del 2014. Nell’attesa, in Afghanistan piovono missili, chewing-gum, Coca-Cola e dollari, che non fanno la felicità ma non fanno neanche schifo.

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2 commenti

  1. […] tre donne e cinque uomini che sono stati il macabro bottino di guerra della delirante strage provocata, senza pietà, dal sergente Robert Bales, i crimini di guerra atlantici documentati in questi anni […]

  2. […] economici al ritorno in patria ed episodi “anomali” come il raptus di follia del sergente Robert Bales, quando la notte dell’11 marzo scorso massacrò con un pioggia di fuoco 17 civili afghani (tra […]


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