Trama nera confezionata all’Eliseo

Trama nera trama nera sol con te si fa carriera. Trama nera trama nera tu dai la felicità. Mohammed Merah, il 23 enne di origini algerine, autore dei recenti omicidi che hanno insanguinato la Francia è morto dopo un’assedio di oltre trenta ore. Il presidente Nicolas Sarkozy che aveva chiesto personalmente di “catturarlo vivo”, si è congratulato con le forze speciali. L’uomo, ha ucciso quattro ebrei freddati davanti al liceo ebraico di Tolosa e tre militari, due uccisi a Montauban, giovedì scorso, il terzo la domenica precedente sempre a Tolosa. «Voglio morire con le armi in pugno» aveva detto. Secondo le ultime ricostruzioni, Merah è morto tre volte: la prima versione, è spiegata dai media mainstream, cioè della “corrente di pensiero prevalente” riferito a cosa deve arrivare all’opinione pubblica tramite i mezzi di comunicazione di massa: “Con un proiettile alla testa sparato dagli uomini delle forze di sicurezza che hanno fatto irruzione nell’appartamento dove era barricato”. La seconda, più hollywoodiana è fornita da Didier Martinez, portavoce del sindacato dei poliziotti intervistato da BFM tv, che ha definito “una scena impressionante il momento in cui Merah si è lanciato dalla finestra del suo appartamento continuando a sparare”. La terza versione, rilasciata con una dichiarazione dal ministro degli Interni francese, Claude Gueant, nel corso di una conferenza stampa: “Merah è morto saltando da una finestra con un kalashnikov in mano”. Sarà l’inchiesta a determinarlo. Fatto è che in piena campagna elettorale gli omicidi di Tolosa e Montauban hanno turbato la Francia. Così il presidente candidato Nicolas Sarkozy (nei giorni precedenti in caduta libera nei sondaggi): «Colpendo un insegnante e bambini ebrei il movente antisemita sembra chiaro. Per quanto riguarda i nostri soldati, sappiamo che due erano musulmani e il terzo veniva dalle Antille. Non conosciamo le motivazioni anche se possiamo imaginare che razzismo e follia assassina siano legati». Così, invece, il candidato socialista François Hollande: «Volevo esprimere alle famiglie e alla scuola ebraica, perché è una scuola ebraica che è stata colpita, che all’antisemitismo si aggiunge l’abiezione. Volevo esprimere la solidarietà alla città di Tolosa e dire che non è una scuola ebraica che è stata colpita non una città, ma la Francia tutta». Per entrambi non si tratta di trasmissione di resoconti descrittivi di fatti, se mai lo fosse stato, ma di un flusso ininterrotto, come quello di un fiume in piena, di accuse di antisemitismo che non hanno alcun riscontro con la realtà ma costituiscono una “realtà” artificiale costruita ad arte per rendere possibile al meglio la realizzazione degli interessi di chi controlla i media. Esiste un’arte della menzogna, che consiste nell’abilità di mascherarla per farla sembrare verità, una verità di comodo. Per far questo si fanno dire le più incredibili bugie a persone che sono considerate delle autorità del settore. I media di per sè sono neutri, tramite essi si può però distribuire verità o menzogna, dipende da chi ne ha il controllo, e dato che sono controllati anche dalla politica, non ci si può aspettare altro che menzogne. Fino a ieri era indicato senza dubbio alcuno come il “killer neonazista”. Fate bene attenzione: il killer neonazista. Era ovvio, era e doveva essere neonazista. Un motivo? Sarkozy teme la candidatura di Marine Le Pen. Nel suo discorso a Bordeaux, ha detto: «L’immigrazione è una chance ma può diventare un problema». Adesso, dicono nel suo quartier generale, è ora di cambiare marcia prima che sia troppo tardi. Uno degli snodi del dibattito è legato a Marine Le Pen, la leader del Fronte Nazionale di estrema destra alla candidatura all’Eliseo. Se Marine Le Pen rientra in pista, la strada per Sarkozy sarà ancora più in salita. Ecco quindi la biografia perfetta dell’assassino ideale, quello che si vendica sui commilitoni che l’hanno denunciato, ma colpisce tre soldati di origine maghrebina e poi  spara e uccide nella scuola degli ebrei. Il prototipo perfetto del militante «lepenista» da sbattere in prima pagina. I toni sono forti, Sarkozy ha fatto del terreno sociale immigrazione-stranieri il suo campo di battaglia contro la Le Pen al punto che il Wall Street Journal l’ha ribattezzato «Nicolas Le Pen». Il presidente promette ai francesi una Francia più forte e più chiusa. E loro lo ricambiano con uova marce (Sarkozy ha persino lamentato che alcuni militanti socialisti si fossero alleati ai separatisti baschi). Non ha escluso la sospensione del trattato di Schengen sulla libera circolazione degli esseri umani tra gli Stati dell’Unione Europea. Il tema sicurezza, quindi, tornerà ad essere in cima all’agenda del presidente uscente. Piuttosto una campagna contro l’immigrazione clandestina ma che garantista sui diritti di chi risiede sul suolo francese e rispetta le norme. Un’operazione delicata, che Nicolas Sarkozy è costretto a portare avanti alla disperata, con meno di due mesi di tempo prima del responso delle urne. La vicenda di Mohamed Merah, un lupo solitario in un’operazione dei servizi segreti francesi finita male, è per il capo dello stato Sarkozy l’occasione per annunciare un giro di vite nella tolleranza della propaganda dell’odio: «Da ora in poi chiunque consulterà in maniera abituale siti internet che fanno apologia del terrorismo, o che fanno appello all’odio e alla violenza, sarà punito penalmente». Fosse mai che l’asino sionista si faccia cogliere impreparato.

Ascolta che ti dico come fare e ciò che fa per te ti voglio indicare: rivolgiti sicuro a «Panorama» la pagheranno bene la tua trama. Racconta che un bel giorno passando per i boschi scorgesti una radura con certi tipi loschi. E insieme ai tipi loschi c’erano: “2 carri armati, 1 antiaerea, 22 SS, 1 ritratto di Benito, Giulio Cesare e 4 legioni, 2 svastiche, 15 forchette (non socialiste), la volpe del deserto, 2 cani da guardia, 1 cavallo bianco 1 crostata di mele”. E la soddisfazione avrai eccezionale di esser nominato eroe nazionale!

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1 commento

  1. […] che l’antisemitismo non è definitivamente debellato in Europa, come mostrano i recenti eventi di Tolosa”, ha detto Monti intervenendo a un incontro pubblico al Ghetto di Roma. […]


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