Nuovo record del debito pubblico: 1.935,829 miliardi di euro

Secondo i dati contenuti nel Supplemento al Bollettino Statistico n° 15 del 15/03/2012 dedicato alla “Finanza pubblica, fabbisogno e debito” e resi noti dalla Banca d’Italia, nel mese di gennaio il debito delle amministrazioni pubbliche è aumentato di 37,9 miliardi rispetto a dicembre 2011, portandosi a 1.935,829 miliardi di euro e stabilendo un nuovo record, rispetto a quello precedentemente toccato nel mese di luglio 2011. L’incremento del debito, spiega Bankitalia, «riflette principalmente l’accumulo delle disponibilità del Tesoro presso la Banca d’Italia (32,6 miliardi), che sono aumentate come avviene regolarmente in questo periodo dell’anno. A tale aumento si aggiunge il fabbisogno del mese di 4 miliardi, superiore di 1,5 miliardi rispetto allo stesso periodo del 2011. Le entrate tributarie a gennaio 2012 si sono attestate a 30,5 miliardi di euro, con una diminuzione di 139 milioni di euro (-0,5%) sullo stesso mese del 2011. Questa che segue è la graduatoria, o per meglio dire, è il cartello che strozza, usura e ricatta l’Italia, un cartello di banksters criminali, tecnicamente chiamati “Specialisti in titoli di Stato“, ossia operatori che svolgono la funzione di market maker per cui sono sottoposti ad obblighi sostanzialmente maggiori rispetto agli altri operatori, sia in termini di sottoscrizioni nelle aste dei titoli di Stato sia in termini di negoziazione di volumi sul mercato telematico, che godendo di un contatto più stretto con il Tesoro (ad es: sono a loro riservate riaperture di aste e possono usufruire di finanziamenti per importi limitati a tassi agevolati) comprano il nostro debito rivendendolo subito dopo, aumentando così in modo esponenziale gli interessi sul debito pubblico:

  • Barclays Bank PLC
  • Banca IMI SpA
  • UniCredit Banca AG
  • JP Morgan Securities LTD
  • Deutsche Bank AG

Quello che però non viene detto all’opinione pubblica, da taluni consumati ma fidati pennivendoli mestieranti con velleità d’autore molto più impegnati a fare i porci comodi di chi li paga, è che questa banda di “specialisti“, oltre a guadagnare su tonnellate di denaro pubblico, e nella gestione di Titoli di Stato italiani, sono per lo più banche straniere (clicca qui). Ricordate il recente finanziamento che l’usuraia Banca Centrale Europea ha fatto all’esercito del credito che ci ha condotto sul baratro (ben 800 banche in lista d’attesa) erogando 529,531 miliardi di euro di fondi, nella seconda operazione straordinaria di finanziamento a tre anni, al tasso di interesse dell’1%? Quelle stesse banche utilizzeranno poi quei fondi per acquistare i titoli di stato dei paesi europei e guadagnarci dal 2% al 10% e più a seconda dello Stato che emette i titoli. Italia compresa.

Per concludere, gli emolumenti dei membri del Direttorio di Bankitalia in compensi annui (clicca qui) al lordo delle imposte che includono la pensione integrativa a carico della Banca d’Italia:

  • Ignazio Visco (Governatore): 747.714 euro
  • Fabrizio Saccomanni (Direttore Generale): 593.303 euro
  • Giovanni Carosio (Vice Didettore Generale): 441.057 euro
  • Anna Maria Tarantola (Vice Direttore Generale): 441.057 euro

Ma il cielo è sempre più blu…

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1 commento

  1. […] miliardi di euro rispetto ai 1.935,829 miliardi di gennaio, quando lo stock aveva raggiunto il nuovo record storico. Il dato emerge dal Supplemento al Bollettino statistico n°20 del 16/04/2012 di Bankitalia, in cui […]


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