Afghanistan, 47ª BARA TRICOLORE

Tre militari italiani morti, e un ferito in un incidente stradale nei pressi di Shindand, in Afghanistan. I fatti si sono verificati questa mattina a circa 20 Km a sud-ovest di Shindand, dove un VTML Lince, la bara mobile tanto esaltata e magnificata dal servo di Washington Ignazio La Russa, il gioiellino blindato Fiat/Iveco da 290.000 euro più iva, è rimasto coinvolto in un incidente. Il mezzo appartenente alla Task Force Center con base a Shindand, era impegnato in un’attività “tesa a recuperare una unità bloccata dalle condizioni meteo particolarmente avverse, quando nell’attraversare un corso d’acqua, si è ribaltato intrappolando, al suo interno, tre dei militari dell’equipaggio che sono successivamente deceduti”. Sulla dinamica dell’incidente, il generale Carlo Jean, ricoperto di galloni d’oro, “esperto” di strategia militare dice a SkyTG24: «Non è un problema di mezzi, gli incidenti sono nella norma statistica, il lince è un mezzo molto buono, sennò non sarebbe stato esportato in tanti paesi, si tratta di una fatalità». Ecco quindi che la guerra si trasforma in semplice evento di statistica, perchè – secondo il generale – rispetto ai chilometri percorsi e le attività svolte gli “incidenti” sono nelle “norme statistiche”. Chissà se le famiglie delle vittime sono dello stesso parere. I militari, il Caporal Maggiore Capo Francesco Currò, 33 anni, il 1° Caporal Maggiore Francesco Paolo Messineo, 28 anni, e il 1° Caporal Maggiore Luca Valente, 28 anni, appartengono al 66° Reggimento fanteria Trieste che ha sede a Forlì. Il cameriere del nuovo ordine mondiale, Giorgio Napolitano (oggi fischiato a Cagliari), appresa con profonda commozione (la solita) la notizia dell’incidente ha coccodrilmente espresso «i suoi sentimenti di solidale partecipazione al dolore dei famigliari dei caduti, rendendosi interprete del profondo cordoglio del Paese». Con l’incidente di oggi, salgono a 47 i militari italiani morti (50 nel macabro conteggio escludendone 2 per cause naturali e 1 per suicidio) dall’inizio della “missione umanitaria di pace” Isaf in Afghanistan, dal 2004. Di questi, la maggioranza è rimasta vittima di attentati e scontri a fuoco, altri invece sono morti in incidenti, alcuni per malore ed uno si è suicidato. Domani in Senato, all’OdG, è in discussione il ddl di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 215, recante “proroga delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia, iniziative di cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di ricostruzione e partecipazione alle iniziative delle organizzazioni internazionali per il consolidamento dei processi di pace e di stabilizzazione, nonché disposizioni urgenti per l’amministrazione della difesa” (A.S. 3128) già approvato dalla Camera (A.C. 4864) l’1 febbraio scorso. The show must go on: prima di ogni manifestazione sportiva, pallone incluso, per ricordare i tre militari italiani morti in Afghanistan durante un incidente, sarà dedicato un minuto di silenzio. Per l’ipocrisia che ogni giorno si riversa nel BelPaese con le pezze al culo, quasi a sintetizzare il “sincero” dolore per l’evento funesto. Le lacrime a comando continuano, e la guerra d’invasione e occupazione atlantica pure…

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1 commento

  1. […] 20 febbraio scorso, il macabro numero di militari italiani morti nella guerra di invasione e occupazione in […]


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