Così parlò Herr Doktor

Tutto si può dire – e tutto è stato già detto – su Joseph Goebbels, anima del III Reich. Ma anche i suoi avversari o i suoi più acerrimi nemici non hanno mai potuto rimuovere un suo valore intrinseco: fu infatti il massimo teorico nonché massimo esecutore delle strategie di immagine e di contro-propaganda del XX secolo. Di famiglia proletaria, laureato in Filosofia e Letteratura nella prestigiosa Università di Heidelberg, Herr Doktor, fu esponente di quella che può definirsi la sinistra nazionalsocialista, in prima linea, ad esempio, nell’espropriazione dei latifondi e dei redditi finanziari delle classi parassite del vecchio regime. Ma non è questa sua missione socialista e nazionale che intendiamo sottolineare: quello che oggi importa è assumere la sua analisi sui comportamenti del regime liberal-democratico contro il quale Goebbels combattè la sua vittoriosa campagna di propaganda per la “conquista di Berlino”. Inviato dallo Nsdap nella capitale tedesca per rivitalizzare il suo partito che, pur calamitando il consenso popolare, non trovava sbocchi di pubblicità di massa, Herr Doktor delineò subito sia il quadro della congiura del silenzio che circondava i nazionalsocialisti e sia le azioni di controguerriglia politica da attuare. Pochi mesi e il quadro fu rovesciato. Ricordiamone in estrema sintesi le fasi.

Era il 1926. Il governo borghese erede della sconfitta continuava a reggere – nonostante la feroce depressione economica e la miseria degli strati popolari – i destini del Land, agendo di rimessa alla diffusa presenza di militanti (pseudo-intellettuali e cittadini comuni) socialcomunisti o ex spartachisti.

Grazie a un diretto ed indiretto controllo delle fonti di informazione e alla dichiarata genuflessione al potere delle potenze – angloamericani e francesi – vittoriose nella prima guerra mondiale. I posti di comando reale ai liberaldemocratici e il subcomando di piazza all’ “opposizione”, anche allora partecipata, sì, da militanti sinceramente rivoluzionari – o “comunisti” – tuttavia coartati e guidati da una elite radicalchic avulsa dagli interessi delle classi più povere, dei proletari.

Nei riguardi del “fattore NS”, del nazionalsocialismo, che minacciava di rompere tale equilibrio di potere, l’ordine indiretto del regime fu quello della massima censura, del massimo silenzio sulle sue attività. Primo compito rivoluzionario di Goebbels, ormai “gauleiter” di Berlino, fu dunque di rompere tale congiura. Iniziò così la marcia per la conquista della capitale. Dai quartieri popolari, strappati uno dopo l’altro all’opposizione comunista.

Con un giornale “Der Angriff”, l’Assalto, che divenne pane quotidiano del popolo alla riscossa. Venne incrinato così, con l’irruzione delle masse nelle strade, il potere sedativo del regime ormai avviato al crollo. Comparvero i primi articoli velenosi contro la presenza del “Fattore NS”; i militanti perseguitati, imprigionati, uccisi.

Goebbels fu dichiarato “persona non grata”, utilizzando leggi anti-criminali comuni; fu tolto al Der Angriff il diritto a stampare e a essere diffuso. Ma l’onda non poteva essere più fermata: due anni dopo Goebbels fu eletto deputato nel Reichstag. Poi la fine, il 1 maggio del 1945, di Herr Doktor, Più che nota.

Perché questo lungo prologo?

Per sottolineare le coincidenze tra quei tempi tedeschi e i nostri tempi italiani. Per ricordare come la Germania – allora come adesso sconfitta – era stata divisa in zone di occupazione e riempita di basi militari “alleate”. Come, con e dopo Weimar, la Grande Crisi importata dagli Usa aveva costretto il popolo tedesco a redditi di fame (la foto dell’uomo con la carretta piena di marchi per andare a comprare il pane fece il giro del mondo). Come la Germania fosse strozzata, allora, dal “debito pubblico” con l’estero (risarcimenti di guerra inclusi), che i banchieri atlantici “aggiornavano” a interessi usurai.

E per sottolineare come la censura stampa, la “congiura del silenzio” sulle istanze di un popolo ridotto a merce, sulla miseria imposta dall’alta finanza, sia la stessa oggi elargita agli italiani dalle stesse centrali di dominio mondiale e mondialista.

da Ugo Gaudenzi, direttore RINASCITA

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9 commenti

  1. SENZA INFINGIMENTI DI SORTA. vOI SAPETE CHI SIAMO NOI. PER CIO’ CHE MI CONCERNE, IN APPARENZA, C’E’ ATTRAZIONE PER IL VOSTRO LAVORO, A VOLTE DAVVERO SUPERBO. MA, SE VOLESSIMO FARE UN TRATTO DI STRADA INSIEME, COME SOLEVANO FARE wAGNER E NIETZSCHE, DOPO CENA, A CHI DOVREMMO RIVOLGERCI? IN SINTESI ESTREMA: CHI SIETE? MARIO MARLETTA (COMUNITA’ POLITICA DI “AVANGUARDIA”).

  2. @mario marletta: io, lettore, so chi siete voi, e sebbene ci possano essere punti di pensiero comune, non mi piacete. davide bellini.

  3. Se lei è un semplice lettore, quanto detto non la riguarda. Se lei si spaccia come tale -mentre invece è di più- non comprendo perché mai ciò che io scrivo appaia sul suo blog. m. marletta.

  4. @ davide bellini

    premesso che le idee e le opinioni di tutti i lettori che visitano questo piccolo blog (che tanti danni sta facendo, ma riusciremo a fare di peggio, contateci), il più delle volte non coincidono, contrariamente a quanto si possa immaginare ed a prescindere dal proprio orientamento politico, lo ribadiamo: SU QUESTO BLOG SI GIOCA AD ARMI PARI.

    Questo è uno spazio LIBERO, non vincolato da nessuna forma di censura, dove tutti, e ripetiamo, TUTTI hanno il diritto di replica.

    L’unica regola che chiediamo è quella dettata dal BUONSENSO. E rimandiamo quindi al buonsenso di quanti ci leggono la loro disponibilità a non creare equivoci o incomprensioni.

    Altresì ne siamo certi, quei “TUTTI” (noi compresi) abbiamo il dovere di sostenere la libertà di informazione, di opinione e di pensiero, fosse anche il più irriducibile dei nostri nemici, perchè quando una VOCE LIBERA si spegne è una sconfitta per TUTTI.

    In conclusione, la Comunità Politica di Avanguardia (cui siamo lettori e sostenitori Ideali, così come di altri organi di INFORMAZIONE presenti sul blog) merita lo stesso INCONDIZIONATO RISPETTO che è dovuto a tutti coloro che, imbavagliati dalla stupidocrazia di regime e dal perbenismo di sistema, non si nascondono dietro un dito ma esprimono i propri IDEALI, IDEE, LOTTE, INIZIATIVE, PENSIERI, OPINIONI in assoluta LIBERTA’.

    Se non sei di questo avviso, pazienza, comprendiamo ma rispettiamo comunque le tue opinioni anche se non le condividiamo. Perchè la Rete (per quanto possa essere ancora uno spazio libero) non è dominio esclusivo di NESSUNO.

    staff
    IL GRAFFIO

    @ mario marletta:

    UN SALUTO CORDIALE A TUTTA LA REDAZIONE DELLA COMUNITA’ POLITICA DI AVANGUARDIA, ALTRA NOSTRA FONTE DI INFORMAZIONE PER I POST DEL BLOG, E DALLA QUALE SI PUO’ SOLO CHE APPREZZARNE L’ASSOLUTA QUALITA’ E COMPETENZA DEI CONTENUTI NEGLI ARTICOLI DEI LORO AUTORI.

    staff
    IL GRAFFIO
    ilgraffionews@libero.it

  5. PERSONALMENTE, FINO A UN ANNO ADDIETRO NON VI CONOSCEVO. ESSERE VENUTO A CONOSCENZA DEL VOSTRO ORGANO DI INFORMAZIONE, MI HA GRATIFICATO, E ANCOR PIU’ L’ESSERE STATO OGGETTO DELLA VOSTRA ATTENZIONE. NEL MIO MESSAGGIO INIZIALE AVEVO MANIFESTATO QUESTA STIMA, CHE CONFERMO PIENAMENTE ANCHE DA PARTE DELLA MIA COMPAGNA DI SVENTURE ADRIANA NEGRONI. IL RESTO DOVREBBE APPARTENERE A QUELLA COMMEDIA DEGLI EQUIVOCI DA LASCIARE IN PASTO AGLI OMINIDI CHE CI CIRCONDANO MA NON CI TANGONO -INTELLIGENTI PAUCA-. PER CONCLUDERE: LUNGA VITA AL GRAFFIO! m. marletta.

  6. Ottima grafica…ottima impostazione visiva…esilaranti assemblaggi fotografici…in sintesi: bravi!! noi di avanguardia dovremmo imparare. lunga vita al lupo! negroni adriana.

  7. Essendoci libertà di espressione, mi sono permesso di esprimere la mia. firmando e specificando che non facevo parte dello staff. non mi sembra di aver insultato nessuno, ho semplicemente detto che la comunità politica di avanguardia non mi piace. Non volevo creare né fraintendimenti né ho affermato che non ha il diritto di esistere e scrivere ciò che pensano.
    Se Marletta avesse voluto contattarvi in privato avrebbe trovato la vs mail, non si deve stupire se un “ominide” (perché a quanto pare chi esprime civilmente le propie opinioni e fa parte del volgo merita di essere considerato tale… e poi mi si fa la ramanzina sul rispetto…) si permette di rispondere.
    E’ incredibile comunque come la questione si sia evoluta: più che domandarsi il perché non si piaccia a una persona, ci si interroga sul come mai un commento appaia pubblico…
    Certo di non “tangervi”, ringrazio e saluto. davide bellini

  8. Pregevole Signor Bellini, il sostantivo plurale “ominidi” e l’intransitivo pronominale “ci tangono” non era rivolto a Lei, ma al… “popolo, preso a calci in culo dal popolo, su mandato del popolo”. Con questo, spero d’avere esaurito ogni equivoco. La saluto cordialmente. m. marletta.

  9. pardon: transitivo.


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