Il becco sollevò dal fiero pasto

Eccole sono arrivate le iene e gli avvoltoi dell’Alta finanza sulla carcassa della Grecia, a spolparla, come se la serpe della Grande Usura non avesse già fatto abbastanza. Fanno parte della stessa catena, sono fatti per incidere la carne fino a trasformarla in carcassa. Ma arrivano sempre dopo, quando si è ormai inermi, sanno che possono lavorare tranquilli perchè la serpe ha già fatto il grosso del lavoro. Non si sarebbero mai permessi di strapparne la carne se gli infedeli statisti al soldo di oligarchi mondialisti avessero vigilato come leoni. Sono dei codardi. Dopo due anni di macabra rappresentazione, la Tragedia ellenica sta per calare il sipario. Il corteo funebre è previsto entro il prossimo mese di marzo – fatto salvo il nuovo maxi piano di ristrutturazione del debito greco che coinvolge i creditori privati (il Private Sector Involvement, cioè la partecipazione dei creditori privati nella ristrutturazione del debito, circa 360 miliardi di euro), in cui nuove misure usuraie ingrassate da infiniti interessi manterrebbero la Grecia nell’Unione monetaria, quale condizione indispensabile imposta dai depositari del potere economico del Fmi-Ue-Bce per sbloccare il nuovo prestito da 130 miliardi di euro – il conto alla rovescia per il default di Atene è iniziato. In un’intervista in perfetto stile mafioso pubblicata dal settimanale tedesco Der Spiegel il presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, ha dichiarato a sua volta che, se il governo di Atene non metterà presto in atto le riforme promesse (sic), la Grecia potrebbe fare fallimento nel giro di due mesi e non ci si potranno attendere «gesti di solidarietà da parte degli altri». Ma, nel caso si accettassero questi aiuti, i problemi verrebbero solo rimandati a data da destinarsi. Basta ricordare i 110 miliardi di euro già erogati in diverse tranche (sei), serviti a tenere artificialmente in vita uno Stato praticamente morto, e che hanno solo allungato l’agonia del Popolo ellenico divorato dagli interessi usurai sul debito. Non resta che qualche pezzetto di carne qua e là. Ciò che preoccupa di più i beccamorti mondialisti sono però gli effetti di un possibile default nei confronti delle principali banche creditrici: Royal Bank of Scotland, Deutsche Bank, Societè Generale e Unicredit. Nonostante tutto però il Popolo ellenico si rende conto di essere ancora vivo, ha sentito i morsi, la carne strappata. A loro, che lottano orgogliosamente nelle piazze contro l’arroganza dei funzionari dell’apparato di potere plutocratico, non importa più sentirsi ripetere che andranno in bancarotta. Sono già in bancarotta. Gli usurai del Fondo Monetario Internazionale, guidati dalla massogiacobina francese Christine Lagarde, dopo aver mantenuto segreto “Strictly Confidential” un documento occultato all’opinione pubblica con la complicità perversa della Banca Centrale Europea e della Commissione europea sulla revisione della finanza pubblica ellenica in cui è riportato che il debito della Grecia è insostenibile (clicca qui), rilasceranno il loro ultimo certificato di morte su Atene entro pochi giorni. E con esso poi, iene e avvoltoi se ne andranno, e li lasceranno in pace. A quel punto la Grecia comincerà a ricostruire il suo nuovo futuro.

People of Europe, rise up!

Si ringrazia la lettrice Katharine Doukas che ci ha scritto da Salonicco per il contributo al documento inviatoci.

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1 commento

  1. […] a maghi ed astrologi il primato della divinazione su come sarà l’anno economico 2012. Ma la crisi greca è ben altra cosa (debito pubblico pari a 365 miliardi di euro, il 160% del Pil, 1.029.000 […]


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