E la “manna” discese su Roma, a sua insaputa

Dopo la manna dal cielo, adesso rimane che spalare. Parola del sindaco di Gerusalemme Gianni Alemanno. La manna viene citata nel Talmud e nella Torah con riferimento al cibo di cui si nutrì il popolo d’Israele durante il cammino dei 40 anni nel deserto. Essa iniziò a scendere dal cielo quando il popolo d’Israele stava avvicinandosi al Monte Sinai per ricevere la Torah. Si racconta come questo pane degli angeli derivasse direttamente dal Regno celeste e spirituale e fosse prodotto dagli angeli attraverso delle macine celesti. Secondo la tradizione fu per merito di Mosè che la manna scese dal Cielo per il popolo d’Israele. Non potendo raccoglierla durante il Sabato (giorno che secondo la tradizione ebraica è destinato al riposo), Dio donava una doppia razione di manna ogni Venerdì affinché bastasse anche per il Sabato. La tradizione vuole che la manna tornerà con l’era messianica. Il 28 aprile 2008, dopo un turno di ballottaggio, il nuovo messia viene eletto sindaco della Capitale con il 53,6% del totale dei voti validi. Per rendere il servigio il 17 novembre Alemanno ha quindi dato il via libera al progetto del Museo della $hoah nel parco di Villa Torlonia, garantendosi gli elogi del presidente della comunità ebraica Riccardo Pacifici per aver accelerato i tempi della progettazione. Nel luglio 2009 ha conferito la cittadinanza onoraria di Roma al soldato israeliano Gilad Shalit, recentemente liberato dopo 5 anni di prigionia, ed al quale su proposta dell’ebreo Pacifici bisognava assegnare il premio Nobel per la pace, mentre il sindaco Alemanno, commentò favorevolmente l’iniziativa. Poi nel maggio del 2009 una visita guidata allo Yad Vashem, la fiamma eterna che arde in quel ricettacolo di propaganda sionista. E così via, una serie di altri servigi resi dal goim barese per mettere alla prova la propria obbedienza. Poi la manna cadde sul Regno degli Edomiti, cioè Roma. Era di Venerdì. Tutto era stato ampiamente previsto, da diversi giorni. Anche a Porta a Porta sapevano, tanto che si prevede un plastico di Bruno Vespa dall’inquietante titolo: ROMA, I GIORNI DELLA MERLA. Ospiti in studio: solo il sindaco. Tutti i passeri e altri volatili sono avvertiti! C’era tutto il tempo per pensare e mettere in campo un piano, per garantire una dignitosa giornata ai cittadini della Capitale. E invece…

L’intera città è rimasta paralizzata. Treni, aerei, bus fantasma, disagi in strada, un morto per il freddo a Ostia. Non funzionava niente, o quasi. Uffici pubblici chiusi già Venerdì quando l’emergenza non era ancora tale, una confusione e una improvvisazione che lascia basiti. Venticinquemila (!) le chiamate di soccorso ai centralini delle forze pubbliche. In tutto questo, il sindaco Alemanno, si è mostrato incapace di prendere decisioni.

L’unica presa è francamente la più ridicola:

“Dalla mezzanotte di oggi, fino alle ore 12 di domenica, per 36 ore, a Roma non potranno circolare veicoli sprovvisti di catene o pneumatici da neve”

È quanto stabilisce l’ordinanza (clicca qui) firmata dal sindaco Alemanno, in accordo con i fenomeni della prefettura. L’obbligo di catene a bordo, a Roma, è davvero un provvedimento comico. Non le hanno neanche i taxi. Ma Alemanno ha dato il meglio di sè Sabato, quando ha finalmente deciso che linea adottare. Ha scelto quella sbagliata, ma è la sola che conosce. Ha dato la colpa alle previsioni del tempo. E non solo, si è spinto oltre. Ecco, l’idea geniale: chiedere una commissione di inchiesta sulle previsioni del tempo.

All’Armi…All’Armi…Adesso spalate!

E sul suo blog il sindaco incapace pubblica un video: «Invitiamo tutti i cittadini a non uscire di casa e se proprio devono uscire di muoversi con automobili e mezzi dotati di dispositivi antineve. Ci saranno dei punti di distribuzione di pale. Se ci sono dei cittadini attrezzati che vogliono dare una mano ai volontari, indicheremo dove distribuiremo delle pale, per fare in modo che ci sia un grande concorso anche della popolazione per liberare Roma dalla neve».

– AMARCORD –
Roma, febbraio 1925

Il premio Nobel dovrebbero darlo a lui, per la stupidità. A Roma ha nevicato a sua insaputa! Ora le dimissioni.

– GIUBILO NELLE LE STRADE DELL’IMPERO –
Un figlio della Lupa non abbassa la guardia
neppure nei periodi di meritata festa,

sempre pronto alla pugna e a difendere littoriamente l’amata patria

Ma non è finita. In una nota l’azienda dei servizi Ama Roma SpA (la municipalizzata travolta dallo scandalo parentopoli per la vicenda relativa alle assunzioni per chiamata diretta di amici, parenti e conoscenti di politici), a seguito del peggioramento delle condizioni meteo, i Cimiteri Capitolini sono stati chiusi fino alla cessazione dell’emergenza. Garantito solo l’ingresso delle salme e dei cortei funebri.

Tutte le operazioni di inumazione e tumulazione sono infatti sospese a causa delle proibitive condizioni atmosferiche. L’impianto di cremazione del cimitero Flaminio funzionerà regolarmente solo per le operazioni già calendarizzate.

– EMERGENZA NEVE NELLE STRADE DELL’IMPERO –
SPALARE PIGNE IN SICUREZZA
Tuta sgargiante, casco in testa, sale da cucina e tanta faccetta di tola… 

A Roma tutti sapevano quello che stava accadendo, e da giorni i media non facevano altro che parlare del maltempo e dell’imminente nevicata.

Ma Retromanno non sapeva, forse aveva ben altro in testa.

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3 commenti

  1. […] ancora la Capitale cerca di riprendersi dagli effetti della nevicata di venerdì e si tenta lentamente di tornare alla normalità, ad imperversare è (come al solito) […]

  2. […] troviamo anche la direttrice dell’agenzia del Territorio Gabriella Alemanno, la sorella del sindaco incapace, con 307.211 euro (“al netto del contributo di solidarietà”), il direttore […]

  3. […] laurea triennale Stefania Prestigiacomo a 40 anni (Scienza dell’amministrazione alla Lumsa) e il sindaco incapace Gianni Alemanno a 46 (Ingegneria dell’ambiente a Perugia). Alessandra Mussolini, dopo la laurea […]


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