Italia, alla radice della vergogna

In un mondo in cui l’1% della popolazione possiede il 40% della ricchezza planetaria, dove il 50% della popolazione mondiale vive con meno di 2 euro al giorno e dove la restante classe media assiste quotidianamente al proprio impoverimento, una cosa è chiara: c’è qualcosa di profondamente sbagliato. Ogni Stato ha la classe dirigente che si merita, e i politici dovrebbero solo vergognarsi. Senza aggiungere altro. In Italia, nel 2010, secondo i dati della ricerca condotta da Bankitalia e pubblicati il 25 gennaio sul Supplemento al bollettino statistico n°6. (clicca qui per scaricare) si evidenzia che il 27,7% delle famiglie italiane hanno contratto debiti per un ammontare medio di 43.792 euro. Il 24,3% delle famiglie ha debiti nei confronti di intermediari finanziari per ragioni non legate all’attività professionale. L’11,4% dei nuclei deve rimborsare prestiti per l’acquisto o la ristrutturazione di immobili; rispettivamente il 12,4% e il 5,6% ricorrono a finanziamenti tramite carta di credito e allo scoperto di conto corrente. Il 4,5% fa uso di due o più di queste tipologie di debito. Il reddito familiare medio annuo, al netto delle imposte sul reddito e dei contributi sociali, è risultato pari a 32.714 euro (2.726 euro al mese). In termini di reddito equivalente, attestatosi a 18.914 euro a persona, la variazione delle entrate tra il 2008 e il 2010 risulta leggermente più sfavorevole (-0,6%) a causa di un lieve aumento nella dimensione media della famiglia osservata nel periodo. In termini reali il reddito medio, invece, nel 2010 risulta inferiore del 2,4% rispetto a quello del 1991, mentre il reddito equivalente in termini reali, nello stesso periodo, è aumentato del 3,3%. La contrazione del reddito (e la sua ineguale distribuzione) ha prodotto un aumento della quota di persone povere, cioè di chi ha un reddito equivalente inferiore alla metà della mediana. I poveri in Italia sono il 14,4% della popolazione totale, +1% rispetto al 2008. Il reddito medio da lavoro dipendente nel 2010 è stato pari a 16.559 euro, con una flessione dello 0,3% sul 2008. Il reddito medio da lavoro indipendente è stato, invece, di 20.202 euro con una diminuzione del 2,3% rispetto a due anni prima. Il reddito da trasferimenti è stato di 10.672 euro, in calo del 3,4%. Il 10% delle famiglie con il reddito più basso percepisce il 2,4% del totale dei redditi prodotti; il 10% delle famiglie con i redditi più elevati percepisce invece una quota del reddito pari al 26,1%, un punto in meno di quello posseduto dalla metà delle famiglie meno abbienti. La spesa per consumi risulta in media pari a 25.164 euro, il 76,9% del reddito familiare. La ricchezza familiare netta, costituita dalla somma delle attività reali (immobili, aziende e oggetti di valore) e delle attività finanziarie (depositi, titoli di Stato, azioni, ecc.) al netto delle passività finanziarie (mutui e altri debiti), presenta un valore mediano di 163.875 euro. Le famiglie con capofamiglia laureato, dirigente o imprenditore registrano livelli più elevati di ricchezza netta con valori mediani compresi fra 305.000 e 395.000 euro. Livelli più bassi si riscontrano per le famiglie con capofamiglia senza titolo di studio, circa 52.000 euro, o operaio 39.500 euro. Il 10% delle famiglie più ricche possiede il 45,9% dell’intera ricchezza netta delle famiglie italiane. Nel 2010, il 29,8% delle famiglie reputava le proprie entrate insufficienti a coprire le spese, il 10,5% le reputava più che sufficienti, mentre il restante 59,7% segnalava una situazione intermedia. L’indagine di Bankitalia, è bene sottolinearlo, si basa sui dati riferiti al 2010, quindi prima delle manovre “lacrime e sangue” o rapine sociali varate dal governo del predatore di minorenni Silvio Berlusconi e dal governo dei banchieri e della macelleria sociale di Mario Monti, che sicuramente daranno il colpo di grazia a una situazione a dir poco già drammatica. L’unica produzione italiana in crescita è quella dei capri espiatori…

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1 commento

  1. […] dalla monotonia del posto fisso e che rimbalzano da anni da un posto sottopagato all’altro, che non possono costruirsi un futuro, si sentono dire che sono dei mammoni? Mario Monti, il nemico della ricostruzione nazionale, il […]


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