The ONE is watching you

Io sono lo Stato di Polizia, anniento la costruzione del consenso. In Italia e altrove nel mondo, in modo ancora più sinistro e sottile, esistono mini versioni del Grande Fratello orwelliano. Io sono lo Stato di Polizia, la mia esistenza dipende dalla vostra sottomissione. Negli ultimi anni, la soppressione del dissenso ha raggiunto nuovi livelli, rasentando sempre più gli abissi della grande censura. Io sono lo Stato di Polizia, sebbene la mia autorità su di te si basi su una menzogna, non mi puoi sconfiggere. Inizialmente la censura veniva trattata soprattutto negli ambiti degli eccessi dell’interesse politico, ora la si tratta per quelli prevalentemente di interesse comune. Io sono lo Stato di Polizia, perpetuo il mito della paura perché la paura è il migliore strumento di controllo. E dal momento che l’egemonia della censura continua a crescere in ampiezza e potere, la soppressione del dissenso sta diventando sempre più sofisticata, estesa ed insidiosa. Io sono lo Stato di Polizia, l’autorità e la cieca obbedienza sono le uniche categorie che comprendo. Diversi governi controllano e censurano i media, schiacciando i dissidenti. Io sono lo Stato di Polizia, sono dappertutto. In un recente rapporto (clicca qui per scaricare) di Reporter Senza Frontiere risulta che l’Italia è al 61° posto, retrocessa di ben 12 posizioni –  in fatto di libertà di informazione poichè non è riuscita ad affrontare la questione delle violazioni delle libertà dei media, soprattutto a causa della mancanza di volontà politica. Io sono lo Stato di Polizia, ho bisogno di vedere la paura nei vostri occhi. La parola chiave del 2011 è stata repressione. Io sono lo Stato di Polizia, trasformare la società costa troppa fatica. Più semplice costruire altre prigioni. Gli estremi di manipolazione sociale e psicologica di pensiero sono stati spesso ignorati dall’opinione pubblica, poiché determinati eventi accadevano molto lontano da noi e potevano essere liquidati come semplice propaganda o azioni politiche straniere. Io sono lo Stato di Polizia, non ho tempo di pensare. Poi abbiamo dovuto prendere coscienza di precisi eventi che stavano accadendo attorno a noi tutti e renderci conto che quegli estremi di influenza e manipolazione erano possibili anche in Italia. Io sono lo Stato di Polizia, questa resistenza è per me incomprensibile. Se George Orwell fosse vivo rimarrebbe affascinato dalla varietà di situazioni in cui, al giorno d’oggi, vengono utilizzate tecniche di manipolazione del pensiero e di “cattura della mente“. Non siamo soli. Io sono lo Stato di Polizia, i miei metodi di sorveglianza sono Legione. Purtroppo, le ragioni per ritornare sul tema non mancano: parliamo del pensiero unico, che è un fenomeno piuttosto diverso da quello della nuova Inquisizione. Il pensiero unico si crea quando tutti pensano la stessa cosa – o, per essere più precisi, quando le èlites politiche e massmediali parlano grosso modo la stessa lingua. Io sono lo Stato di Polizia, perchè non hai paura di me?

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