L’uomo che sussurrava ai Tomahawk

«L’alternativa per l’Italia è tra una riduzione del debito immediata o 10 anni di miseria». Lo afferma il teoreta dello spionaggio e del rimbecillimento di massa, asceta del colpo di Stato, l’ebreo di stampo americanoide Edward Luttwak, la voce del padrone che appena la tensione internazionale reclama attenzione si fa sentire solo in Italia. Preoccupato per l’ammontare del debito pubblico italiano, «Abbattere il debito. Si può, si deve», propone la sua ricetta per uscire da questo dilemma guardando ai beni pubblici, a partire dalle infrastrutture, che «ammontano a 1.800 miliardi», ma rendono «quasi niente», lo 0,9%. «È come in montagna – ha aggiunto – un carico troppo grosso non è sostenibile. Se hai un debito di 1.900 miliardi che cresce del 4% e il tuo reddito cresce dell’1% e il mondo se ne accorge, non accetta più le tue carte. È questo quello che è successo». Luttwak parla italiano, inglese, spagnolo, francese, ebraico ma la lingua che conosce meglio è quella dei Tomahawk, i missili a cui è legato da un rapporto di stretta parentela. Nelle sue memorie ricordiamo la frase che lo rese celebre: «I bambini bombardati non sono vittime, ma potenziali kamikaze se sopravvivono alle bombe». Ha trovato cause nobili da sostenere anche quando non ci sono state guerre. Ha rilanciato negli anni ’80 la corsa al nucleare, con la teorizzazione delle cosiddette guerre stellari. Ha difeso il diritto dei piloti rambo americani nella strage del Cermis a esprimere la propria creatività tranciando le funivie che impedivano le evoluzioni dei caccia (20 morti). E il diritto del missile di Ustica di realizzarsi andando a bersaglio sul Douglas Dc9 dell’Itavia (81 morti). Per comprendere chi è davvero il prestigioso ospite dei salotti profumati di Bruno Vespa, quello delle scoregge del Terzo tipo metabolicamente intonate alla dieta del suo pubblico, basterebbe ricordarlo quale teorico della bomba atomica preventiva contro l’Iran o nel modo di scrivere e di insegnare di tecniche con cui si attua un colpo di Stato: «Un golpe consiste nell’infiltrare un segmento anche piccolo, ma cruciale, dell’apparato statale, che poi verrà usato per togliere al governo il controllo di tutto il resto». Ma a lui, ruffiano e spia, lo pagano. A lui si deve la celebre equazione sul costo della vita: quella che in un mondo non popolato da ipocriti e da vigliacchi dovrebbe fruttargli il Nobel.

Advertisements

2 commenti

  1. Luttwak, troppo bello aiutare a prendere tutto senza dare in cambio nulla, l’italia è degli italianui che lavorano, andate tutti a fare in culo, LADRI, TRUFFATORI, MANIACI ASSASSINI. Andate a lavorare se ne siete capaci.

  2. […] tratto da ilgraffionews […]


Comments RSS TrackBack Identifier URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

  • RSS QUOTIDIANO RINASCITA

    • Si è verificato un errore; probabilmente il feed non è attivo. Riprovare più tardi.