I nemici della ricostruzione nazionale

Lettere al blog. Giriamo ai lettori del blog la mail di G.I da Milano, che scrive: Nel 1972, nell’ambito del Council on Foreign Relations (CFR), David Rockefeller abbozzò l’idea di una nuova organizzazione, che avrebbe dovuto perpetuare la staffetta dei poteri forti cosmopoliti che dall’inizio del secolo avevano eletto gli Stati Uniti come “patria”. L’anno successivo l’organizzazione fu ufficialmente presentata in Giappone. Nel 1975 contava già 200 membri. La nascita della Commissione Trilaterale ebbe una funzionalità ben precisa. Gli altri potentati, CFR e Bilderberg, erano stati strumenti di un’egemonia americana che fino agli anni sessanta appariva incontrastata. Ma negli anni ’70 segnarono la fine della leadership economica e militare, non meno che “morale” degli Stati Uniti d’America. Non solo la sconfitta in Vietnam e lo scandalo Watergate avevano fortemente agito in tal senso, ma il crescente sviluppo economico e finanziario di Europa e Giappone indicavano chiaramente che gli Stati Uniti non sarebbero mai più stati i soli padroni del mondo. La Trilateral servì quindi a riqualificare il potere statunitense, che strinse alleanza con quelle aree che non era più in grado di controllare. Ma i progetti della Trilateral andavano al di là dell’economia, fino ad un orizzonte “globale” del potere. Sin dalla fondazione la Trilateral ha esteso il suo controllo a segmenti della pubblica informazione americana (CBS, Time Magazine, Foreign Policy), giapponese (Japan Broadcasting Incorporated), italiana (Arrigo Levi della “Stampa”), tedesca (Die Zeit), del mondo sindacale (United Steelworkers of America, United Automobile Workers, AFL-CIO), della politica, della ricerca scientifica.

Scriveva l’avvocato Gianni Agnelli:

«Un gruppo di privati cittadini, studiosi, imprenditori, politici, sindacalisti, delle tre aree del mondo industrializzato che si riuniscono per studiare e proporre soluzioni equilibrate a problemi di scottante attualità internazionale e di comune interesse»

Forse sfuggì, all’avvocato Agnelli, che il “comune interesse”, nel mondo industrializzato è già rappresentato e garantito dai governi eletti dal popolo.

In quale veste i “privati” di cui egli parlava si affiancano all’azione economica e politica dei poteri legittimamente costituiti attraverso elezioni?

Osserviamo le direttrici di marcia di questo potere “privato”, che con grande evidenza altro obiettivo non si prefigge se non quello di sostituire i poteri “pubblici”.

La Trilateral mostra una divisa economica, una divisa politica e una divisa culturale:

LA TRILATERAL IN ECONOMIA

La Commissione Trilaterale è il centro motore della globalizzazione. Un ordine di idee, quello dei fini economici “non territoriali”, che ha avuto modo di esprimersi pienamente attraverso l’operato delle due grandi istituzioni che presiedono alla globalizzazione: la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale, entrambi sotto lo stretto controllo, come è noto, del “Sistema” liberal della Costa Orientale americana.

Entrambe le istituzioni agiscono a tutto campo nell’emisfero meridionale del pianeta, impegnate nella conduzione e nella “assistenza” economica ai paesi in via di sviluppo.

Ebbene, la logica del “mercato unico” mondiale, della movimentazione delle merci regolate dal solo criterio della “competitività” dei prezzi, hanno indotto la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale a orientare interamente all’esportazione la produzione alimentare del Sud, facendo leva sul ricatto del debito contratto dai paesi poveri col Nord (la Banca Mondiale ai paesi in via di sviluppo: noi teniamo sotto controllo il vostro debito e voi accettate di “ristrutturare” le vostre economie secondo le nostre direttive).

Il primo risultato è stato – il fenomeno dura ormai da decenni – la distruzione delle economie agricole di sussistenza, interamente sacrificate alle esportazioni verso il Nord, sotto il rigoroso controllo delle multinazionali. Ecco perchè, ormai, la remissione del debito del Terzo Mondo non basterebbe più per risollevarne le sorti. È dalla dittatura delle multinazionali, del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale che il Sud del mondo deve liberarsi.

Diversamente, con le sue economie alla catena, non potrà che perpetuarsi una situazione che il più recente rapporto FAO ha indicato con sufficiente chiarezza: nel 1998, 30 milioni di esseri umani morti per fame nell’emisfero meridionale del pianeta.

Le più importanti multinazionali legate alla Trilateral: Coca Cola, IBM, Pan American, Hewlett Packard, FIAT, Sony, Toyota, Exxon, Mobil, Dunlop, Texas Instruments, Mitsubishi.

LA TRILATERAL IN POLITICA

La Trilateral colloca i suoi uomini nei governi occidentali per realizzare i suoi programmi.

Non sarà inutile gettare uno sguardo anche sul sodalizio che ha generato la Trilaterale, e che tuttavia continua a vivere di vita propria (è caratteristica la doppia o tripla appartenenza, per i personaggi più influenti del “Sistema”, tra CFR, Bilderberg e Trilateral).

Il Giorno del 24 aprile 1987, nel servizio su una riunione del Bilderberg che si era tenuto presso la Villa d’Este di Cernobbio, registrò, tra gli altri, la presenza di Carlo Azeglio Ciampi.

La vita organizzata del sodalizio è scandita da riunioni plenarie, da gruppi di studio condotti dai responsabili delle tre aree, da “rapporti” che di volta in volta palesano il pensiero dell’organizzazione su questioni di particolare rilevanza.

Nel 1975 il Rapporto di Kyoto presentava un titolo ammiccante, ricco di promesse per il futuro: “La crisi della democrazia”, pubblicato in Italia con la prefazione di Gianni Agnelli. Lo studio denunciava una debolezza strutturale delle democrazie uscite dagli anni sessanta (cioè dalle crisi, a partire dal 1968, organizzate e dirette dai poteri forti): debolezza degli esecutivi, perdita di credibilità e di autorità.

La Trilaterale auspicava, come rimedio, una maggiore dose di autorità Una maggiore autorità dei governi controllati da “loro”.

Gianni Agnelli, da un’intervista rilasciata al “Corriere della Sera” il 30 gennaio 1975:

«Probabilmente dovremo avere dei governi molto forti, che siano in grado di far rispettare i piani cui avranno contribuito altre forze oltre a quelle rappresentate in parlamento; probabilmente il potere si sposterà dalle forze politiche tradizionali a quelle che gestiranno la macchina economica; probabilmente i regimi tecnocratici di domani ridurranno lo spazio delle libertà personali. Ma non sempre tutto ciò sarà un male. La tecnologia metterà a nostra disposizione un maggior numero di beni e più a buon mercato»

LE RADICI CULTURALI DELLA TRILATERAL

Brzezinsky, direttore della Trilateral e contestualmente alto dirigente del CFR, definì l’organizzazione: «Il gruppo delle potenze intellettuali e finanziarie più forti che il mondo abbia mai conosciuto». Una società di pensiero prima che una società per azioni.

Il 17 maggio 1997, in seconda serata, un’inchiesta televisiva condotta da tre giornalisti definì la Trilaterale, «un’organizzazione massonica» impegnata in un’azione neo-colonialista nei paesi dell’America Latina. Erano presenti i tre Gran Maestri delle principali comunioni massoniche italiane, che nulla ebbero da ridire nè sulla definizione di Trilateral nè sulla sostanza del suo impegno in Sudamerica. Dunque, la massoneria.

Tesa sin dalla sua fondazione alla distruzione della civiltà cristiano-cattolica, in vista di un “nuovo ordine”. Scriveva Leone XIII, nel 1884, nella sua enciclica “Humanum genus” (CUI EVIDENZIO UN VOSTRO PRECEDENTE POST – DECLASSAMENTI DI MASSA – IN CUI VIENE CORRETTAMENTE FATTA MENZIONE E AL QUALE RISPONDERÒ AL VOSTRO QUESITO), contro la massoneria:

«L’ultimo e il principale dei suoi intenti è (…) distruggere dalle fondamenta tutto l’ordine religioso e sociale nato dalle istituzioni cristiane e creare un nuovo ordine»

È il nuovo ordine disegnato dall’avvocato Gianni Agnelli: un popolo concepito come una mandria di vacche, da gestire quindi secondo le regole dell’allevamento animale e non secondo quelle che stanno a fondamento di una società di uomini. Un popolo sradicato dalla sua fede e tradizioni, e quindi trasformato in massa, inebetita da sport di massa, dall’erotismo di massa e, più recentemente, da programmi televisivi di una tale idiozia da garantire un autentico colpo di grazia agli intelletti già indeboliti degli utenti.

Una massa di “profani” governati da un vertice di “iniziati” cui spetti un superiore ordine di idee e di decisioni.

Decisioni che riguarderanno le “ingegnerie sociali” che sono già sotto i nostri occhi: quanti uomini far nascere, quanti farne morire per mezzo dell’aborto.

Il gruppo Rckefeller, attraverso l’omonima Fondazione, ha generato una cultura abortista sin dagli anni ’20 e successivamente finanziato e diretto le campagne abortiste in tutto il mondo (lo apprendiamo dalle organizzazioni anti-abortiste francesi che sin dagli anni ’70 avvertivano che l’operazione andava ricondotta alla massoneria in genere e al gruppo Rockefeller in particolare).

A questo riguardo non parliamo di ipotesi ma di certezze, sulla base di documentazioni originali, massoniche e trilateraliste, del tutto esplicite. Decisioni dei “vertici” che riguarderanno quanti uomini far morire, attraverso l’eutanasia e quanti farne vivere, attraverso un’oculata distribuzione delle risorse alimentari, come accade, con i risultati che conosciamo, presso i paesi in via di sviluppo.

Decisioni che riguarderanno l’ingegneria genetica, per “intervenire” sulla nuova umanità. Decisioni sulla famiglia da distruggere e sulla transessualità da esaltare. In una parola, tutto ciò che definitivamente distrugga il “vecchio” ordine sociale, cristiano, per la creazione di un nuovo ordine.

Ma tutto questo senza particolari scossoni. Non vi sarà bisogno di dittature, visto che le democrazie laiche e progressiste, condotte da governi di “centro-sinistra”, servono già così efficacemente allo scopo. Governi che riproducono una formula già sperimentata lungo l’intero corso del XX secolo, e plasticamente rappresentata dal passato governo Prodi-D’Alema: l’alleanza tra la borghesia massonica e la sinistra.

Un comune sistema di pensiero: il materialismo assoluto. E un comune nemico, da sempre: il cattolicesimo.

Chi comprende questo, comprenderà tutto del mondo in cui oggi vive. Ma chi non comprende questo, non capirà nulla. Scriveva sin dagli anni ’60 un docente universitario americano, Kenneth Bouldin:

«Si può perfettamente concepire un mondo dominato da una dittatura invisibile nel quale tuttavia siano state mantenute le forme esteriori del governo democratico»

IL “LIBERAL EASTERN ESTABLISHMENT”

L’Establishment è, in italiani, il “SISTEMA”. Nel linguaggio politico, da tempo questa parola designa l’insieme delle forze operanti nel mondo capitalistico-borghese (il termine fu coniato dagli americani all’inizio del secolo: indicava l’impero finanziario – e dunque anche politico – del gruppo Rockefeller). La qualifica di “Eastern” indica l’Est della Costa Orientale americana, quella di Manhattan e Wall Street. Il Sistema quindi non nasce nel 1973, ma attraversa come un filo rosso la storia Usa di questo secolo.

Sin dall’inizio del XX secolo l’asse del potere massonico universale – per l’inarrestabile ascesa della potenza americana – si spostò da Londra a New York, prendendo forma di “poteri forti” che da allora hanno condotto interamente l’economia e la politica statunitensi. I grandi cartelli finanziari cosmopoliti e le logge anglo-americane crearono nel 1919 il “Council on Foreign Relations” – Consiglio delle Relazioni Estere – istituzione anch’essa semi-ufficiale (come è la Trilateral, le cui notizie fornite dall’informazione sono sempre state rare e discontinue) – che da allora dirige la politica estera americana.

Nel 1954 nella stessa area – stessi finanzieri, stesse banche, stessi potentati massonici – venne creato il “Bilderberg Group”, alle spalle del Patto Atlantico. Un potentato, il “Bilderberg”, del quale la stampa non ha mancato di occuparsi negli ultimi anni, registrando la presenza nei suoi convegni, tra gli inevitabili Rockefeller, Kissinger e Agnelli, anche, più di recente, dell’abortista Emma Bonino.

Può essere illuminante ricordare come la stampa definisse il “Bilderberg”, in occasione dei suoi meeting a porte chiuse che si sono susseguiti negli ultimi decenni dalla Turchia all’Inghilterra, da Cernobbio ad Aquisgrana, dalla Francia alla Confederazione Elvetica.

  • Il Messaggero (23 aprile 1977): “I padroni del mondo occidentale”
  • Il Corriere del Ticino (16 maggio 1981): “Il governo mondiale in seduta”
  • Il Giorno (aprile 1987): “Governo ombra del mondo”

La stampa statunitense, all’atto della fondazione definì la Trilateral nè più nè meno che una filiazione del “Bilderberg”. Si noti però come il Sistema mostri un’anima non solo capitalista e come il suo obiettivo non sia un’egemonia soltanto “economica”. Il gruppo Rockefeller, centro della “Trilateral” e contestualmente del Council in Foreign Relations” e del “Bilderberg Group”, finanziò e favorì ininterrottamente il comunismo a partire dalla Rivoluzione d’Ottobre, fino al punto di radicare il commercio estero e la finanza sovietici nel sistema economico americano.

Fatti storici non discutibili, certificati da documenti del Dipartimento di Stato, da dichiarazioni di esponenti sindacali americani negli anni ’20, dalla stampa internazionale e da qualificati osservatori, tra i quali non ultimo la S. Sede, che nella persona di Papa Pio XI denunciava, durante la guerra di Spagna nella quale la massoneria si schierò ifficialmente a fianco dei comunisti – la singolare sinergia tra il potere borghese e potere “proletario”, nella lotta contro la società cristiana.

Scriveva il Pontefice nell’enciclica “Divini Redemptoris” del 19 marzo 1937:

«Un terzo potente aiuto al diffondersi del comunismo è una vera congiura del silenzio in una gran parte della stampa non cattolica. Questo silenzio…è favorito da varie forze occulte le quali da tempo cercano di distruggere l’ordine sociale cristiano»

Dal Council on Foreign Relations fino alla Trilateral, l’appoggio dell’Alta finanza – dai milioni di dollari forniti a Lenin fino alle alleanze culturali e politiche, in Occidente, tra “liberal” e comunisti – ha mirato a usare il comunismo internazionale come una testa d’ariete per distruggere la società cristiana nelle sue istituzioni, nella sua cultura e nelle sue leggi morali, unici veri ostacoli per i costruttori del “nuovo ordine del mondo”.

È emblematico, in tal senso, il favore che il trilateralista Agnelli ha sempre accordato alla sinistra italiana, da quando sdoganò l’eurocomunismo alla metà degli anni ’70 fino all’appoggio fornito al governo Prodi-D’Alema prima e al governo D’Alema poi.

(ps)

Ultima considerazione, come ho accennato sopra e come è pubblicato su Il Giornale del 14 gennaio 2012, facendo riferimento al vostro interessante e precedente post:

Il 14 gennaio scorso, il premier massone Mario Monti alla sua prima visita ufficiale dal Papa, ha solo stretto la mano al Pontefice, senza inchinarsi per baciare l’anello pontificio e senza inginocchiarsi. Come aveva già fatto nel primo informale incontro (quando fece solo un leggero inchino del capo) all’aeroporto di Ciampino il 16 novembre scorso quando andò a salutare il Pontefice in partenza per l’Africa. Per un massone è inconcepibile inchinarsi al Papa. Grazie comunque per lo spazio che mi vorrete concedere sul vostro graffiante blog che seguo con interesse, e nella pubblicazione di questo piccolo contributo che vi invio.

da G.I., Milano

Salve, Hola, Aloha, Hi, Hello, Salut, Ahoj, Zdravo, Buña, Cześć, Ni hao, Ohayoo, Hej, ЗДРАВИСВАНЕ,  Kaixo, επιφ, Werdesrt, Dag, Bog, Salam, Sawadee khap, Szia, Labas, السلام, 尓好, 여보세요, Boa tarde, Tēnā koe. Benvenuto su Il Graffio News! Questo non è il paradiso terrestre che cercavi ma uno spazio di comunicazione, dove tutti quelli che navigano hanno pari diritti e doveri. Uno spazio aperto a disposizione di tutti i lettori della Rete che avranno il piacere di visitarci, senza vincoli di censura, dove l’unica regola fondamentale richiesta è il buonsenso.

Per segnalare o scrivere un articolo: ilgraffionews@libero.it

Chi sono i membri della Commissione Trilaterale

EUROPEAN GROUP

Chairman: Mario Monti President, Bocconi University, Milan; former Member of the European Commission (Competition Policy and Internal Market); Honorary President, BRUEGEL, Brussels

Deputy Chairman: Vladimir Dlouhy International Advisor, Goldman Sachs; former Czechoslovak Minister of Economy; former Czech Minister of Industry & Trade, Prague

Deputy Chairman: Michael Fuchs Member of the German Bundestag, Berlin; Deputy Chairman of the CDU/CSU Parliamentary Group; former President, National Federation of German Wholesale & Foreign Trade

European Director: Paul Révay

Former European Chairmen:

NORTH AMERICAN GROUP

Chairman: Joseph S. Nye, Jr. University Distinguished Service Professor and former Dean, John F. Kennedy School of Government, Harvard University, Cambridge; former Chair, National Intelligence Council and former U.S. Assistant Secretary of Defense for International Security Affairs

Deputy Chairman: Allan E. Gotlieb Senior Adviser, Bennett Jones LLP, Toronto; Chairman, Sotheby’s, Canada; former Canadian Ambassador to the United States

Deputy Chairman: Jaime Serra Chairman, SAI Law and Economics; Founder, Aklara, the Arbitration Center of Mexico, and the NAFTA Fund of Mexico, Mexico City

North American Director: Michael J. O’Neil

Former North American Chairmen:

PACIFIC ASIAN GROUP

Chairman: Yotaro Kobayashi Former Chairman of the Board, Fuji Xerox Co., Ltd., Tokyo

Deputy Chairman: Han Sung-Joo Chairman, The Asan Instiute for Policy Studies; former President, Korea University, Seoul; former Korean Minister for Foreign Affairs; former Korean Ambassador to the United States

Deputy Chairman: Jusuf Wanandi Co-Founder and Vice Chairman, Board of Trustees, Centre for Strategic and International Studies (Indonesia), Jakarta

Pacific Asian Director: Tadashi Yamamoto

Former Japanese Chairmen:

  • Kiichi Miyazawa, Acting Chairman (1993-97)
  • Akio Morita (1992-93)
  • Isamu Yamashita (1985-92)
  • Takeshi Watanabe (1973-85)

EXECUTIVE COMMITTEE

  • Esko Aho, Executive Vice President, Nokia, Helsinki; former Prime MInister of Finland
  • Edmond Alphandéry, Chairman, CNP Assurances, Paris; former Chairman, Electricité de France (EDF); former Minister of the Economy and Finance
  • Erik Belfrage, Senior Vice President, Skandinaviska Enskilda Banken; Director, Investor AB, Stockholm
  • C. Fred Bergsten, Director, Peterson Institute for International Economics, Washington; former U.S. Assistant Secretary of the Treasury for International Affairs
  • Georges Berthoin, International Honorary Chairman, European Movement; Honorary Chairman, The Jean Monnet Association; Honorary European Chairman, The Trilateral Commission
  • Catherine Bertini, Chair, International Relations Program, Maxwell School, Syracuse University, Syracuse; Co-Chair, Global Agricultural Initiative, Chicago Council of Global Affairs
  • Jorge Braga de Macedo, President, Tropical Research Institute, Lisbon; Professor of Economics, Nova University at Lisbon; Chairman, Forum Portugal Global; former Minister of Finance
  • Lord Brittan of Spennithorne, Vice Chairman, UBS Investment Bank, London; Trade Advisor to the Prime Minister; former Vice President, European Commission
  • François Bujon de l’Estang, Ambassadeur de France; Chairman, Citi France, Paris; former Ambassador to the United States
  • Richard Conroy, Chairman, Conroy Gold and Natural Resources, Dublin; Member of Senate, Republic of Ireland
  • Alfonso Cortina, Vice Chairman, Rothschild Europe; Senior Advisor for Spain and Latin America, Rothschild; Senior Advisor for Spain, Texas Pacific Group; Member, Board of Directors, Mutua Madrileña; Member, International Advisory Board, Allianz AG, Madrid
  • Vladimir Dlouhy, International Advisor,Goldman Sachs; former Czechoslovak Minister of Economy; former Czech Minister of Industry & Trade, Prague; Euroepan Deputy Chairman, Trilateral Commission
  • Kenneth M. Duberstein, Chairman and Chief Executive Officer, The Duberstein Group, Washington; former Chief of Staff to President Ronald Reagan
  • Thomas S. Foley, former Speaker of the U.S. House of Representatives; former U.S. Ambassador to Japan;  former North American Chairman, Trilateral Commission, Washington
  • Michael Fuchs, Member of the German Bundestag, Berlin; Deputy Chairman of the CDU/CSU Parliamentary Group; former President, National Federation of German Wholesale & Foreign Trade; European Deputy Chairman, Trilateral Commission
  • Antonio Garrigues Walker, Chairman, Garrigues Abogados y Asesores Tributarios, Madrid
  • David R. Gergen, Harvard Kennedy School Professor of Public Service and Director of the Center for Public Leadership, Cambridge; CNN Senior Political Analyst; U.S. News and World Report Editor-at-Large
  • Allan E. Gotlieb, Senior Advisor,Beennett Jones, LLP, Toronto; Chairman, Sotheby’s, Canada; former Canadian Ambassador to the United States; North American Deputy Chairman, Trilateral Commission
  • Toyoo Gyohten, President, The Institute for International Monetary Affairs; Senior Advisor, The Bank of Tokyo-Mitsubishi, UFJ, Ltd., Tokyo
  • John J. Hamre, President and Chief Executive Officer, Center for Strategic and International Studies (CSIS), Washington; former U.S. Deputy Secretary of Defense and Under Secretary of Defense (Comptroller)
  • Han Sung-Joo, Chairman, The Asan Institute for Policy Studies; Professor Emeritus, Korea University, Seoul; former Korean Minister of Foreign Affairs; former Korean Ambassador to the United States; Pacific Asian Deputy Chairman, Trilateral Commission
  • Stuart Harris, Professor of International Relations, Research School of Pacific and Asian Studies, Australian National University, Canberra; former Australian Vice Minister of Foreign Affairs
  • Carla A. Hills, Chairman and Chief Executive Officer, Hills & Company, Washington; former U.S. Trade Representative; former U.S. Secretary of Housing and Urban Development
  • Karen Elliott House, Writer, Princeton; former Adjunct Senior Fellow, Belfer Center for Science and International Affairs, John F. Kennedy School of Government, Harvard University, Cambridge, MA; former Senior Vice President, Dow Jones & Company, and Publisher, The Wall Street Journal
  • Mugur Isarescu, Governor, National Bank of Romania, Bucharest; former Prime Minister of Romania
  • Lord Kerr of Kinlochard, Deputy Chairman, Royal Dutch Shell plc; Member of the House of Lords, London; former British Ambassador to the United States; former Secretary General, European Convention; Chairman of the Advisory Group to the Trilateral Commission (Europe)
  • Yotaro Kobayashi, former Chairman of the Board, Fuji Xerox Co., LTD., Tokyo; Pacific Asian Chairman, Trilateral Commission
  • Lee Hong-Koo, Chairman of the Board, Seoul Forum for International Affairs; former Prime Minister of Korea; former Korean Ambassador to the United Kingdom and the United States
  • Eli Leenaars, Member, ING Management Board Banking; Member and Treasurer, Confederation of the Netherlands Indusrty and Employers (VNO-NCW), Amsterdam; European Group Treasurer, Trilateral Commission
  • Thomas Leysen, Chairman of the Board, Umicore, Brussels
  • Bo Lidegaard, Executive Editor-in-Chief, Politiken, Copenhagen
  • Marianne Lie, Partner, Vox Politica; former Director General, Norwegian Shipowner’s Association, Oslo
  • Roy MacLaren, former Canadian High Commissioner to the United Kingdom; former Minister of International Trade, Toronto
  • Minoru Makihara, Senior Corporate Advisor, Mitsubishi Corporation, Tokyo
  • Mario Monti, President, Bocconi University, Milan; former Member of the European Commission (Competition Policy and Internal Market); Honorary President, BRUEGEL, Brussels; European Chairman, Trilateral Commission
  • Sir Deryck C. Maughan, Member, KKR & Co.; Head, Global Financial Services Group; New York
  • Joseph S. Nye, Jr., University Distinguished Professor and former Dean, John F. Kennedy School of Government, Harvard University, Cambridge; former Chair, National Intelligence Council and former U.S. Assistant Secretary of Defense for International Securrity Affairs; North American Chairman, Trilateral Commission
  • Yoshio Okawara, Special Advisor, Institute for International Policy Studies, Tokyo; former Japanese Ambassador to the United States
  • Andrzej Olechowski, Founder, Civic Platform; former Chairman, Bank Handlowy; former Minister of Foreign Affairs and of Finance, Warsaw
  • Ursula Plassnik, Member of the Austrian Parliament; UN Special Envoy for International Women Issues; former Federal Minister for European and International Affairs, Vienna
  • Luis Rubio, President, Center of Research for Development (CIDAC), Mexico City
  • Ferdinando Salleo, Vice Chairman, MCC (Mediocredito Centrale), Rome; former Ambassador to the United States
  • Susan Schwab, Professor, Maryland School of Public Policy, University of Maryland, College Park; former U.S. Trade Representative
  • Carlo Secchi, Professor of European Economic Policy and former Rector, Bocconi University; Vice President, ISPI, Milan; former Member of the Italian Senate and of the European Parliament
  • Jaime Serra, Chairman, SAI Law and Economics; Founder, Aklara, the Arbitration Center of Mexico, and the NAFTA Fund of Mexico, Mexico City; North American Deputy Chairman, Trilateral Commission
  • Ivan Šramko, Advisor for the CEE & SEE Regions, Intesa Sanpaolo Group; former Governor, National Bank of Slovakia, Bratislava
  • Petar Stoyanov, former President of the Republic of Bulgaria; Member, Bulgarian Parliament; Chairman, Parliamentary Group of United Democratic Forces; Chairman, Union of Democratic Forces; Sofia
  • György Suráyi, Regional Head of Central Eastern Europe, Intesa Sanpaolo Group; Chairman, Cenral European International Bank (CIB), Budpest; former President, National Bank of Hungary
  • Peter Sutherland, Chairman, Goldman Sachs International; Chairman, London School of Economics; UN Special Representative for Migration and Development; former Chairman, BP p.l.c.; former Director General, GATT/WTO; former Member of the European Commission; former Attorney General of Ireland; Honorary European Chairman, The Trilateral Commission
  • Strobe Talbott, President, The Brookings Institution, Washington; former U.S. Deputy Secretary of State
  • Raivo Vare, Partner, Owner, Live Nature Eesti OÜ; Partner, Sthenos Group and OÜ RVVE Group; Chairman of the Council of the Parliament’s Development Fund; Member of the President’s Academic Advisory Board; former Minister of State and former Minister of Transport and Communication, Tallinn
  • George Vassiliou, former Head of the Negotiating Team for the Accession of Cyprus to the European Union; former President of the Republic of Cyprus; former Member of Parliament and Leader of United Democrats; Nicosia
  • Paul Volcker, Chairman, President’s Economic Recovery Advisory Board; former Chairman, Wolfensohn & Co., Inc., New York; Frederick H. Schultz, Professor Emeritus, International Economic Policy, Princeton University; former Chairman, Board of Governors, U.S. Federal Reserve System; Honorary North American Chairman and former North American Chairman, The Trilateral Commission
  • Marko Voljc, Chief Executive Officer, Central and Eastern Europe and Russia Business Unit and Member of the Executive Committee, KBC Group, Brussels; former Chief Executive Officer, Nova Ljubljanska Banka, Ljubljana
  • Panagis Vourloumis, Chairman and Chief Executive Officer, Hellenic Telecommunications Organization (O.T.E.), Athens
  • Jusuf Wanandi, Vice Chairman, Board of Trustees; Centre for Strategic and International Studies (Indonesia), Jakarta
  • Heinrich Weiss, Chief Executive Officer, SMS, Düsseldorf; former Chairman, Federation of German Industries, Berlin
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4 commenti

  1. […] ad accettare le amare pozioni prescritte dai macellai di Bruxelles e somministrate dai nemici della ricostruzione nazionale, pena catastrofi peggiori. Seguirà, assicura il governo, il capitolo mercato del lavoro: […]

  2. […] Time è convinto che gli italiani siano così stupidi? La prima certezza è che gli italiani non conoscono bene Mario Monti. La seconda è che Mario Monti conosce bene gli italiani. Mario Monti, qualche […]

  3. […] degli ultimi anni, il boiardo bocconiano non ha partecipato, dimessosi da Presidente europeo della Commissione Trilaterale pochi giorni prima dell’insediamento (eletto da nessuno) a Palazzo Chigi, e assente al meeting […]

  4. […] degli ultimi anni, il boiardo bocconiano non ha partecipato, dimessosi da Presidente europeo della Commissione Trilaterale pochi giorni prima dell’insediamento (eletto da nessuno) a Palazzo Chigi, e assente al meeting […]


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