Sistema infetto. Da 2000 anni.

[Vangelo: Gv 8,1 – 11] È l’alba di un nuovo giorno e Gesù sta di nuovo nel tempio a insegnare. Una calca di gente lo circonda. Improvvisamente il cerchio degli ascoltatori viene aperto da un gruppo di scribi e farisei che spingono davanti a loro una donna sorpresa in adulterio. La trascinano, gettandola in mezzo al cerchio, proprio davanti a Gesù, e gli chiedono se si debba o no applicare la legge di Mosè. Questa legge, dicono, impone di «lapidare donne come questa». Ma non sono mossi dallo zelo per la legge, tanto meno sono interessati al dramma di quella donna. Vogliono tendere un tranello al giovane profeta di Nazaret per screditarlo davanti alla gente che sempre più numerosa corre ad ascoltarlo. Se condanna la donna, ragionano, va contro la tanto conclamata misericordia; se la perdona, si mette contro la legge. In ambedue i casi ne esce sconfitto. Gesù, quindi, si china e si mette a scrivere nella polvere. Dietro l’insistenza dei farisei Gesù alza il capo e pronuncia una frase: «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei». La risposta disarma tutti. Colti nel segno, «se ne vanno uno per uno cominciando dai più anziani fino agli ultimi». E la “traditrice” fu libera di andare con la sola richiesta di non farlo mai più. Passano gli anni, duemila o poco più, e davanti all’oratore di turno, ecco che si ripresenta la stessa scena: «Perché mi state arrestando? Non sono mica una delinquente». Ha risposto così la dipendente dell’Ufficio invalidi civili dell’Asl di Pavia quando i carabinieri sono andati a bussare alla sua porta. La donna (già condannata in passato) che ha “solo” truffato all’Inps 1 milione 300 mila euro non pensava certamente di meritarsi il carcere. Che cosa aveva fatto di male? Aveva forse ucciso? Certo che no, aveva solo truffato. E per lei quello non era certamente un reato da manette. Spieghiamoci bene, i comportamenti assunti da questi manigoldi non si giustificano, e come tali vanno trattati dalla legge. Un ladro è sempre un ladro. Ebbene, il lettore di queste poche righe che non è certamente Gesù, e che come tutti gli altri lettori qualche peccatuccio l’avrà pure, invero avete scelto di “lapidare” la traditrice pavese dell’Erario? Come già detto, nessuno può neanche sognare che tra tutti ci sia il nuovo Profeta, ma un qualcosa dovrebbe insegnarla la parabola di sopra, o no? Ora un piccolissimo esempio, che forse non c’azzeccherà poi tanto, ma che può dare una giusta dimensione che quando v’aggrada è in un modo, mentre se non v’aggrada è in un altro. Quando a un onorevole parlamentare accadde il “fattaccio”, e i suoi onorevoli colleghi basisti non ne vogliono proprio sapere di spedirlo nelle Patrie galere, non è da più parti dello stesso Palazzo dell’Inganno, che si alza una schiera di “personaggi” che cercano con l’istituto del voto segreto di salvarne quell’ipotizzata indifendibile onorabilità? Chissà se alla ladra di Pavia sarà concessa la stessa opportunità. E poi scusate un pò, ma qual’è il politico italiano che ha rubato di meno? Non dovremmo in verità “lapidare” tutti quelli che hanno osato contraddire il “verbo” della legalità e che invece da pregiudicati ci rappresentano in parlamento e sono pure pagati con le nostre tasse, o forse conviene così? Anche se è praticamente scomparso dal parlamento non-eletto, in modo fraudolento, il furto è uno dei principali protagonisti da oltre 2000 anni. Ma i parlamentari condannati sono ancora là, a ingrassarsi con i nostri soldi, a farsi chiamare “onorevoli” da 60 milioni di pecore. Le più servili del mondo.

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