Schiavismo di Stato

Sull’articolo 18 “nessun tabù”. Il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia concorda con la madonna delle lacrime Elsa Fornero che aveva detto “non ci sono totem” invitando al confronto. “La riforma del mercato del lavoro va affrontata con molta serietà, pragmatismo e senza ideologia”, dice la Marcegaglia che anche al sindacato chiede “grande spirito di collaborazione e atteggiamento costruttivo”. L’art.18 “non è un falso problema”. “Abbiamo rigidità in uscita che non hanno eguali in Europa”, sottolinea. Emma Marcegaglia anticipa che presenterà al ministro un confronto tra il mercato del lavoro italiano e altri Paesi. Confindustria non affronta il tema ”in modo ideologico”, spiega la fatina strabica: dai dati emergono ”anomalie nel sistema italiano” sulle flessibilità in uscita, ”il reintegro in altri paesi europei non viene utilizzato”. Ma cosa vogliono questi burattinai sfruttatori del popolo che intendono inaugurare una nuova stagione di licenziamenti? In una situazione intollerabile e vergognosa la Marcegaglia tenta di tenere a galla Confindustria mentre il BelPaese listato a lutto e subordinato ai dettami ed ai parametri dell’economia di mercato, ai vincoli del capitalismo iperliberista, va sempre più a fondo con l’assoluta complicità di tutta la cloaca politica. Nessuno però, né la Confindustria né il governo dei banchieri né gli imbroglioni della “destra e sinistra” borghese che lo coprono e lo sostengono, sono in grado di spiegare perché la libertà di licenziamento – la chiamano “flessibilità in uscita” (sic) – dovrebbe aumentare i posti di lavoro. Il tutto mentre la recessione, tecnicamente innegabile, continua a prendere corpo. Nessuno ha votato il governo della macelleria sociale, ma quando le strutture del comando oligarchico europeo hanno avuto bisogno dei loro servigi i “rappresentanti del popolo” – Napolitano, Berlusconi, Bersani e compagnia – hanno fornito al governo un’ampia base parlamentare. Mentre cresce la spesa dello Stato depredato di ogni politica di tutela sociale ed escluso dalla gestione delle aziende strategiche nazionali, l’unica cosa che viene meglio a questo governo dei professori banchieri è minacciare licenziamenti e ricattare i lavoratori.

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1 commento

  1. […] i tabù, come è noto, nascondono sempre qualcosa di poco […]


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