Le profezie di Goldman Sachs nel 2012

C‘è crisi? Tira la pietra, non la cinghia! Dopo aver disegnato, in novembre, gli scenari per il dopo Berlusconi, gli affaristi americani di Goldman Sachs (la banca salvata con gli aiuti del governo con un prestito da 10 miliardi di dollari dal Tesoro con il programma Tarp, la madre di tutte le leggi anti crisi) riprova a fare previsioni sull’Eurozona. Anche le pietre sanno che sui mercati è stata Goldman Sachs a innescare l’ondata di vendite di BTp, poi seguita dagli hedge fund e dalle altre banche d’oltreoceano. Infatti, Golman Sachs, il cui istinto del lucro ha sempre la meglio su ogni considerazione sociale e su qualsiasi forma di ritegno, ha dato il via a un vecchio trucco finanziario: con opportune vendite ha compresso i prezzi dei Btp il più possibile per poi, un attimo prima del superamento della crisi (le dimissioni ufficiali di Berlusconi), farne incetta a prezzi da saldo. L’intervento poi del burattino Napolitano, in linea con l’ortodossia dei sistemi di salvataggio bancari e crescite economiche drogate da politiche di sostenibilità a vantaggio del sistema usuraio, si è rivelato fondamentale per i gangster dell’ondata speculativa che lo hanno manovrato. I gangsters della finanza di Wall Street hanno elaborato nuove informazioni sull’attività di negoziazione lucrativa, e nel 2012 hanno previsto che dopo un periodo di recessione, con l’aumento delle tensioni già presenti sui mercati finanziari, l’Eurozonaossia il regime controllato da Goldman Sachs – potrà risollevarsi, adottando le “misure adeguate” per stabilizzare mercati ed economia. Affinchè questo scenario si realizzi, gli analisti della banca tracciano direttive precise: 1) La Germania deve essere pronta ad accettare l’introduzione di euro obbligazionie a livello di Zona euro. 2) La Francia deve cedere una maggiore parte della propria sovranità fiscale alle entità sovranazionali. 3) Italia e Spagna devono portare avanti i rispettivi programmi di riforma. 4) Anche i paesi periferici della Zona euro devono adottare misure per evitare una situazione di default. Se queste decisioni non verranno prese – spiega Goldman – allora il nostro scenario di base sarà a rischio. Si tratta della mafia americana.

Il fatto che GS goda di elevata reputazione la candida naturalmente come leader della speculazione sui titoli del debito pubblico. Riguardo alle riforme (sic), Goldman Sachs rileva come se «attuati in maniera efficace, questi programmi promettono di stabilizzare Italia e Spagna sebbene solo nel medio termine». Annunciare programmi ambiziosi di riforma, osserva tuttavia la banca americana, non è mai stato un problema e semmai in passato le mancanze sono presto emerse in fase di attuazione.

Ricordiamo ai lettori che nel 2010, l’attività di trading di Goldman è stato particolarmente redditizio: a settembre, gli investimenti in conto proprio hanno fruttato quasi il 18% del suo reddito. Insomma, in ogni angolo del pianeta non esiste escalation speculativa – seguita da fragorosi flop – che non abbia visto i banchieri di Goldman Sachs banchettare allegramente sulle carcasse degli incauti caduti nelle sue trappole. E alla luce di queste performances è perfettamente spiegabile il pessimo curriculum che accompagna taluni usurai

Goldman vede in particolare due rischi:

Il primo è che i Governi non riescano a ottenere dai rispettivi parlamenti l’approvazione necessaria per varare parti importanti dei programmi di riforma visto che molti hanno interesse a difendere lo stato sociale.

Il secondo è che il sostegno parlamentare venga meno al Governo qualora questo dovesse risentire sul fronte della popolarità causa le misure di austerità varate sino a ora.

A dimostrazione che fare i banchieri e gli speculatori rende sempre, resta valido il principio per il quale, c’è soltanto una cosa peggiore di rapinare una banca: quella di crearne una.

«In Italia vi è ora un Governo tecnocratico che è guidato da professionisti altamente qualificati e tenuti in massima stima e considerazione dai colleghi europei. E in Spagna è stato appena eletto un nuovo Governo sulla base di un programma elettorale che aveva abbracciato il programma di aggiustamento dei conti richiesto dalla Ue e già introdotto dall’esecutivo precedente. Questi due Governi ora devono mantenere fede alla promesse. Non possiamo attenderci nuove sorprese sotto forma di nuove sostanziali misure in aggiunta quelle già annunciate sino a ora sebbene sarebbero benvenute). Ma è sfortunatamente alquanto plausibile che i mercati rimarranno delusi se si materializzeranno rischi di una implementazione insufficiente».

Forse nessun business in finanza è oggi così redditizio quando c’è di mezzo Goldman Sachs. Ancora una volta, su profezia che si avvererà, la politica rimane una sovrastruttura della finanza e dell’economia e nessun governo si deve permettere di imporre regole alle banche e alle società finanziarie che, per continuare a speculare e guadagnare, devono essere lasciate libere di agire e fare i propri porci comodi.

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2 commenti

  1. […] a parte gli indegni lacchè che hanno riverito genuflessi le centrali dell’usura atlantica di Goldman Sachs e Lehman Brathers, con quella catastrofe non avevano nulla a che fare. Tradotto in parole semplici, […]

  2. […] che, a parte indegni lacchè che hanno riverito genuflessi le centrali dell’usura atlantica di Goldman Sachs e Lehman Brathers, con quella catastrofe non avevano nulla a che fare. Tradotto in parole semplici, […]


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