El Dorado, sotto la banca il cliente crepa

El Dorado è un luogo leggendario in cui vi sarebbero immense quantità di oro e pietre preziose. In questo luogo, situato al di là del mondo conosciuto, tutti i bisogni materiali sono appagati. L’idea di un luogo leggendario situato agli antipodi fu viva fin dal medioevo. La leggenda era arrivata a un punto di svolta quando alcuni spagnoli sentirono parlare di un capo indigeno che si immergeva in una laguna ricoperto di polvere d’oro e gettava delle offerte d’oro nelle profondità delle acque. La civiltà che aveva dato origine alla leggenda era quella dei Chibcha. Fu depredata dagli spagnoli e non resse all’urto della conquista, estinguendosi nel giro di pochi decenni, tanto che ancor oggi il suo nome è poco noto e non viene mai annoverato tra le civiltà precolombiane travolte dal contatto con gli europei. Vi siete mai chiesti quanto oro c’è in tutto il mondo? Ci sono 165.000 tonnellate di oro nel mondo e la maggior parte di esso (52%) è trasformato in gioielli (il 18% nelle banche centrali, il 16% in investimenti, il 12% in usi industriali, il 2% è disperso). Al prezzo attuale dell’oro, il valore totale di tutto l’oro estratto al mondo è ancora inferiore al debito nazionale degli Stati Uniti. La Cina oltre ad avere la più alta concentrazione di oro al mondo ne produce più di qualunque altro paese mentre in India si consuma la maggior parte di esso. Secondo analisti del settore, più della metà dell’oro mondiale è stato estratto negli ultimi 50 anni, i depositi più ricchi d’oro sono stati rapidamente esauriti e le nuove scoperte sono rare. Ciò significa che non sarebbe sufficiente l’oro estratto in tutto il mondo per azzerare il debito nazionale degli Stati Uniti. Ma sopra la banca il bankster campa…e tra le coperte e un bel cuscino si fa un dolce sonnellino, una bella ronfatina e di colpo è già mattinopronto ad affondare i propri artigli nell’usura e nella speculazione, generando crisi economica, scandali finanziari e svuotando multinazionali al collasso. Notte e sogni d’oro!

Nel 1900 la produzione è stata di circa 400 tonnellate all’anno ed è costantemente in salita. Attualmente è di circa 2.500 tonnellate all’anno. Il record è stato raggiunto nel 2001, con 2.600 tonnellate di produzione mondiale. Il totale dell’oro estratto dal 1900 ad oggi è stato poco meno di 141.000 tonnellate.

Nelle economie del Mediterraneo antico e dell’India i metalli preziosi si sono affermati come strumenti di pagamento, in particolare con la loro trasformazione in monete d’oro, d’argento e di rame. La tradizione vuole che la moneta sia stata coniata per la prima volta nel VII secolo a.C. Nel secolo successivo l’uso di coniare monete si è diffuso nell’Impero Persiano e nelle città greche. Quindi, attraverso i Greci, l’uso della moneta è stato introdotto nel Mediterraneo Occidentale.

In alcune civiltà si è usato uno solo dei due metalli preziosi. Ad esempio in Cina, India e Persia si usavano solo monete d’argento. Nel Mediterraneo, unificato a partire dall’Impero Romano, prevalse invece la monetazione aurea. Il rame si usava in tutti questi territori per le monete di minor valore.

Il valore nominale delle monete era pari al contenuto in oro o in metalli preziosi, ed era piuttosto comune che le monete in circolazione perdessero parte del metallo prezioso di cui erano composte per effetto dell’uso o per la pratica illegale consistente nel tagliuzzare i bordi delle monete. Accadeva così che alcune monete, solitamente quelle in circolazione da più tempo, avessero un valore intrinseco decisamente inferiore al valore nominale.

In altri termini tali monete, considerate “cattive”, continuavano ad avere ufficialmente un valore determinato dal tipo di moneta, mentre il loro valore intrinseco, determinato dal contenuto in oro, argento o altri metalli preziosi, era decisamente inferiore.

Poiché le monete, passando da uno Stato ad un altro, venivano fuse e riconiate, le monete cattive potevano dare vita, in virtù della minore quantità di metallo prezioso contenutovi, a nuove monete di valore nominale inferiore al valore delle monete dalla cui fusione derivavano. Pertanto nessuno era disposto ad accettare in pagamento la moneta cattiva, preferendo quella buona, vale a dire monete di solito nuove di zecca con un contenuto di metallo prezioso pari al valore della moneta.

Nel Medioevo, in Europa Occidentale e nel mondo Islamico, si affermò il bimetallismo. In tale sistema le monete di maggior valore erano quelle auree e venivano spesso tesaurizzate. Le monete d’argento, di valore intermedio, erano utilizzate per le grandi transazioni commerciali. Le monete di rame erano infine usate per il commercio al dettaglio. Era lo stato che stabiliva il rapporto di scambio fra oro ed argento. Tale rapporto variava in conseguenza della scoperta di nuove miniere di oro o di argento.

La moneta, in questa lunga fase storica, non è altro che un lingotto recante il punzone del re o della repubblica. Ciò permetteva di evitare il controllo del peso e del titolo della moneta ad ogni passaggio. Infatti lo Stato, punzonando il lingotto, prometteva che lo avrebbe accettato come mezzo di pagamento (imposte) e pertanto, anche se il peso risultava inferiore, o se il titolo risultava inferiore al dovuto chi aveva in mano una moneta sapeva che lo Stato non gliela poteva rifiutare.

Se lo Stato non può rifiutare di accettare la propria moneta, lo possono invece fare i privati. Chi deve ricevere un pagamento potrà rifiutare sia le monete “tosate”, ovvero a cui i precedenti possessori hanno limato via qualche grammo di metallo prezioso; oppure potrà rifiutare monete di lega “cattiva”. D’altra parte chi deve fare un pagamento sceglierà, per farlo, fra tutte le monete che ha, quelle più “tosate” o di minor saggio metallico. E tenderà a tesaurizzare le monete di peso e titolo più pregiati.

La zecca, dava corso legale a quei lingotti metallici che sono le monete metalliche. Aveva una funzione di garanzia per chi utilizzava le monete e li esonerava dai controlli. Tuttavia la zecca si prestava ad operazioni poco corrette, quando le casse dello Stato erano vuote.

Infatti il principale responsabile della svalutazione monetaria rimaneva comunque lo Stato, che nei momenti di difficoltà economica, per rimpinguare le proprie casse, ordinava alla zecca di mescolare il metallo prezioso con quantità sempre maggiori di rame fino a quando i mercanti non se ne accorgevano e rifiutavano la nuova moneta o la accettavano solo per il suo valore intrinseco, inferiore a quello nominale. E ciò provocava inflazione.

Nelle economie rinascimentali chi dispone di metallo prezioso (oro o argento) può portarlo alla zecca, gestita da chi esercita il potere politico, perché diventi moneta. La zecca trattiene parte delle monete coniate per coprire le spese di coniazione e come signoraggio.

Il signoraggio e le spese di coniazione impediscono che il valore nominale delle monete coincida con il valore intrinseco, che dipende dalla quantità di metallo prezioso (spesso l’oro) in esse contenuto.

L’impiego di monete metalliche d’oro o d’argento consentì di regolare facilmente gli scambi internazionali perché i metalli preziosi erano accettati ovunque. Chi riceve in pagamento la moneta di un paese straniero può usarla anche nel proprio, se è accettato l’uso della moneta straniera, oppure fondere il metallo prezioso e usarlo per coniare monete accettate nel proprio paese.

(…) La banca, la moneta e l’usura – Bruno Tarquini, Ed. Controcorrente 2001

All’inizio la moneta veniva emessa dal sovrano in pezzi di metallo prezioso, appositamente coniati perchè fosse garantita la sua provenienza ed il suo peso, e quindi il suo valore. Successivamente, quando sorsero le prime banche, sia il sovrano sia i cittadini preferivano depositarvi il loro capitale monetario, ricevendo in cambio una ricevuta come fede di deposito, esibendo la quale ottenevano restituzione del relativo importo in monete metalliche. Quelle ricevute acquistarono funzioni e valore di moneta vera e propria, nonostante che non avessero nessun valore intrinseco, essendo di carta.

Pertanto, furono i banchieri a rendersi conto di un singolare fenomeno, al quale occorre prestare la massima attenzione perchè costituisce il punto di partenza della “grande usura bancaria”. Infatti, i banchieri, essendosi accorti che i depositi erano ritirati in una percentuale molto bassa, escogitarono un “trucco” tanto semplice quanto ingegnoso: emisero un numero di “ricevute” per un valore di gran lunga superiore a quello dei depositi, le quali, sebbene prive della copertura delle monete metalliche e quindi di ogni garanzia, circolarono con le prime ricevute, funzionando anch’esse da moneta in quanto accettate dai cittadini. È chiaro che, mentre le prime ricevute rappresentavano il controvalore di monete metalliche depositate, le altre, invece, non rappresentavano nulla.

I banchieri cominciarono così a creare moneta dal nulla, senza alcun costo se non quello meramente tipografico, ma, ciò nonostante, pretendevano ed ottenevano i relativi interessi. È sufficiente rilevare che rivoluzioni e guerre, a partire dal 1789, hanno mirato ad un traguardo finale, come quello che si sta raggiungendo ai nostri giorni: la Globalizzazione e il Governo Mondiale. Vale a dire una umanità ridotta a masse indistinte di consumatori ed un governo unico, come unico dovrebbe essere il pensiero, unico il mercato, unica la moneta.

Moneta cartacea, naturalmente, creata dal nulla, messa in circolazione dalla Banca Centrale Europea, e addebitata al Popolo, che, invece, ne dovrebbe essere l’unico proprietario, se lo Stato si riappropriasse la sovranità monetaria.

Al 31 ottobre 2011, la popolazione mondiale ha raddoppiato il numero di persone che vivevano sulla terra 50 anni fa: 7 miliardi.

Il che lascierebbe poco meno di 24 grammi di oro a ogni persona sul pianeta. Paradossalmente 1 miliardo di persone nel mondo soffre la fame.

Garantire una produzione sufficiente a soddisfare una domanda in crescita, in particolare di materie prime fondamentali come grano, mais, orzo e riso, deve tornare ad essere una delle priorità per le politiche agricole di tutto il Mondo, per contrastare tensioni e instabilità sui mercati. Invece no, si continua ad estrarre oro.

Nel biennio 2010-2011 l’aumento dei costi degli alimenti ha costretto a vivere nella povertà estrema quasi 70 milioni di persone, che si vanno ad aggiungere al miliardo di persone che nel mondo soffrono la fame. Una cifra destinata a salire: nel 2050 la popolazione supererà la soglia dei 9 miliardi e l’aumento sarà soprattutto nei Paesi in via di sviluppo.

Il World Gold Council ed i suoi membri sono impegnati nello sviluppo dell’industria mineraria dell’oro realmente sostenibile. Oro che, a detta degli esperti, se responsabilmente prodotto contribuirebbe positivamente allo sviluppo economico e sociale delle comunità locali, fornendo nel contempo importanti entrate nazionali per i paesi con riserve in oro.

Multinazionali permettendo…

Dal momento che l’uso più comune di oro è la trasformazione in gioielli, il consumo mondiale dell’oro è misurato dal consumo dei gioielli. L’India è sotto questo aspetto di gran lunga il più grande consumatore d’oro. Ecco i dati relativi all’intero esercizio degli anni 2010 e 2009 per il consumo di gioielli d’oro in base al paese in tonnellate:

  • India 745,70 tonnellate
  • Cina 428
  • Stati Uniti 128,61
  • Turchia 74,07
  • Arabia Saudita 72,95
  • Russia 67,5
  • Emirati Arabi Uniti 63,37
  • Egitto 53,43
  • Italia 34,85
  • Indonesia 32,75
  • Regno Unito 27,35
  • Giappone 18,5
  • Corea del Sud 15,87
  • Vietnam 14,36
  • Thailandia 6,28

Totale 2010: 1.805,6 tonnellate

  • India 442,37 tonnellate
  • Cina 376,96
  • Stati Uniti 150,28
  • Arabia Saudita 77,75
  • Turchia 75,16
  • Emirati Arabi Uniti 67,6
  • Russia 60,12
  • Egitto 56,68
  • Italia 41,40
  • Indonesia 41
  • Regno Unito 31,75
  • Giappone 21,85
  • Corea del Sud 18,83
  • Vietnam 15,08
  • Thailandia 7,33

Totale 2009: 1.508,7 tonnellate

Nel 2011, circa 2.100 tonnellate di oro sono state quantificate in quelli che sono conosciuti come exchange-traded funds (ETF). La parte del leone è stata in un unico fondo, SPDR Gold Shares: 1.240 tonnellate in azioni. A partire dal 2009, gli usurai del Fondo monetario internazionale (FMI) hanno accumulato ben 3.217 tonnellate di oro. Nel 2010, invece, le banche centrali delle nazioni hanno accumulato un totale di 28.398 tonnellate di oro. Ecco la ripartizione:

Riserve d’oro in banche centrali

tonnellate

% riserve

1.750 $ per oncia

1

Stati Uniti 8,133.50 74,70%

$ 457,621,670,574.43

2

Germania 3,401.00 71,70% $ 191,353,206,076.55
3 Italia 2,451.80 71,40%

$ 137,947,600,899.29

4

Francia 2,435.40 66,10% $ 137,024,874,471.87
5 Porcellana 1,054.10 1,70%

$ 59,307,678,484.36

6

Svizzera 1,040.10 16,40% $ 58,519,985,192.66

7

Qatar 950,30 7,10%

$ 53,467,495,364.47

8 Russia 775,20 6,70%

$ 43,615,702,837.56

9

Giappone 765,20 3,00% $ 43,053,064,772.06
10 Paesi Bassi 615,50 59,40%

$ 34,630,372,931.53

11

India 614,80 8,10% $ 34,590,988,266.94
12 Taiwan 466,90 4,60%

$ 26,269,571,278.20

13

Portogallo 421,60 81,10% $ 23,720,820,841.48
14 Venezuela 401,10 52,40%

$ 22,567,412,807.21

15

Arabia Saudita 322,90 3,00% $ 18,167,583,135.00
16 Repubblica Islamica dell’Iran 320,00 0,00%

$ 18,004,418,096.00

17

Regno Unito 310,30 16,80% $ 17,458,659,172.47
18 Libano 300,00 27,60%

$ 16,879,141,965.00

19

Spagna 281,60 38,60% $ 15,843,887,924.48
20 Austria 280,00 56,20%

$ 15,753,865,834.00

21

Belgio 227,50 36,80% $ 12,800,015,990.13
22 Pakistan 184,40 19,20%

$ 10,375,045,927.82

23

Filippine 175,90 14.00% $ 9,896,803,572.15
24 Algeria 173,60 4,50%

$ 9,767,396,817.08

25

Libia 143,80 5,60% $ 8,090,735,381.89
26 Singapore 127,40 2,50%

$ 7,168,008,954.47

27

Svezia 125,70 11,10%

$ 7,072,360,483.34

28

Sudafrica 124,90 12,20% $ 7,027,349,438.10
29 Turchia 116,10 6,00%

$ 6,532,227,940.46

30

Grecia 111,70 78,70% $ 6,284,667,191.64
31 Romania 103,70 9,10%

$ 5,834,556,739.24

32

Polonia 102,90 4,50% $ 5,789,545,694.00
33 Messico 100,10 3,80%

$ 5,632,007,035.66

34

Thailandia 99,50 2,50%

$ 5,598,248,751.73

35

Australia 79,90 8,10% $ 4,495,478,143.35
36 Kuwait 79,00 13,50%

$ 4,444,840,717.45

37

Egitto 75,60 8,70% $ 4,253,543,775.18
38 Indonesia 73,10 3,60%

$ 4,112,884,258.81

39

Kazakhstan 67,30 10,00% $ 3,786,554,180.82
40 Danimarca 66,50 3,30%

$ 3,741,543,135.58

41

Argentina 54,70 4,50% $ 3,077,630,218.29
42 Finlandia 49,10 20,60%

$ 2,762,552,901.61

43

Bulgaria 39,90 9,90%

$ 2,244,925,881.35

44

Malaysia 36,40 1,50% $ 2,048,002,558.42
45 Perù 34,70 3,60%

$ 1,952,354,087.29

46

Bielorussia 32,00 24,50% $ 1,800,441,809.60
47 Brasile 33,60 0,50%

$ 1,890,463,900.08

48

Slovacchia 31,80 65,40% $ 1,789,189,048.29
49 Bolivia 28,30 13,40%

$ 1,592,265,725.37

50

Ucraina 27,20 3,50% $ 1,530,375,538.16
51 Ecuador 26,30 31.00%

$ 1,479,738,112.27

52

Siria 25,80 0,00% $ 1,451,606,208.99
53 Marocco 22,00 4,20%

$ 1,237,803,744.10

54 Nigeria 21,40 0,00% $ 1,204,045,460.17

55

Sri Lanka 17,50 11,90% $ 984,616,614.63
56 Corea del Sud 14,40 0,20%

$ 810,198,814.32

57

Cipro 13,90 50,80% $ 782,066,911.05
58 Bangladesh 13,50 5,20%

$ 759,561,388.43

59

Serbia 13,10 4,20% $ 737,055,865.81
60 Antille   Olandesi 13,10 36,30%

$ 737,055,865.81

61

Giordania 12,80 4,30% $ 720,176,723.84
62 Repubblica Ceca 12,70 1,20%

$ 714,550,343.19

63 Cambogia 12,40 14,40% $ 697,671,201.22
64 Laos 8,80 36,50% $ 495,121,497.64
65 Lettonia 7,70 4,00% $ 433,231,310.44
66 El Salvador 7,30 10,60% $ 410,725,787.82
67 Guatemala 6,90 5,30% $ 388,220,265.20
68 Colombia 6,90 1,10% $ 388,220,265.20
69 Repubblica di Macedonia 6,80 12,70% $ 382,593,884.54

70

Tunisia 6,80 0,00% $ 382,593,884.54
71 Irlanda 6,00 11,80%

$ 337,582,839.30

72

Lituania 5,80 3,80% $ 326,330,077.99
73 Bahrain 4,70 0,00%

$ 264,439,890.79

74

Mauritius 3,90 6,80% $ 219,428,845.55
75 Canada 3,40 0,20%

$ 191,296,942.27

76

Tagikistan 3,30 0,00% $ 185,670,561.62
77 Slovenia 3,20 13,40%

$ 180,044,180.96

78

Aruba 3,10 17,70% $ 174,417,800.31
79 Ungheria 3,10 0,30%

$ 174,417,800.31

80

Kirghizistan 2,60 6,50% $ 146,285,897.03
81 Lussemburgo 2,20 11,70%

$ 123,780,374.41

82

Hong Kong 2,10 0,00% $ 118,153,993.76
83 Suriname 2,00 11,40%

$ 112,527,613.10

84

Islanda 2,00 1,60%

$ 112,527,613.10

85

Papua Nuova Guinea 2,00 2,90% $ 112,527,613.10
86 Trinidad e Tobago 1,90 0,80%

$ 106,901,232.45

87

Albania 1,60 2,80% $ 90,022,090.48
88 Yemen 1,60 1,10%

$ 90,022,090.48

89

Camerun 0,90 1,20% $ 50,637,425.90
90 Mongolia 0,90 2,40%

$ 50,637,425.90

91

Honduras 0,70 0,00% $ 39,384,664.59
92 Paraguay 0,70 0,70%

$ 39,384,664.59

93

Repubblica Dominicana 0,60 1,00% $ 33,758,283.93
94 Gabon 0,40 0,80%

$ 22,505,522.62

95

Malawi 0,40 6,20% $ 22,505,522.62
96 Repubblica Centrafricana 0,30 8,40%

$ 16,879,141.97

97

Chad 0,30 2,40% $ 16,879,141.97
98 Repubblica del Congo 0,30 0,40%

$ 16,879,141.97

99

Uruguay 0,30 0,10% $ 16,879,141.97
100 Fiji 0,20 0,00%

$ 11,252,761.31

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1 commento

  1. […] ricavata dall’interpretazione dei calendari Maya, e che conciderebbe alla quinta Era cosmica: l’Età dell’Oro. Sulla base di scenari riferiti a questa fantomatica linea temporale, sono stati formulati diverse […]


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