Senza azione non c’è rivoluzione. Equitalia, usura di Stato

Si odono grida di anime stanche, assalto al potere e fuoco alle banche. Dopo le fiamme alle sedi Equitalia di Modena e Foggia, è passata solo qualche ora da quando sul blog di Beppe Grillo è stato pubblicato il minipost “I botti di fine anno di Equitalia” che immediatamente lo schieramento dei superdurissimi, i duri organizzati, i duri creativi con tamburi e striscioni, e i duri privilegiati della Casta, di merda, hanno trovato il tempo di sollevare la loro indigniazione, un tantino al chilo, per le dichiarazioni (sacrosante) del comico genovese: «Se Equitalia è diventata un bersaglio bisognerebbe capirne le ragioni oltre che condannare le violenze», e ancora «Monti riveda immediatamente il funzionamento di Equitalia, se non ci riesce la chiuda. Nessuno ne sentirà la mancanza». Il minipost è stato il più gettonato nel juke-box della disinformazione. Per gli stregoni elettronici è importante conoscere chi sono i fruitori e quanto tempo della loro vita passano davanti al video per potere meglio impostare le loro strategie. Essi sanno che la massa di manovra elettorale è composta da una maggioranza di pecore, e questo può tornare utile o essere addirittura determinante nel condizionare le campagne elettorali, nonostante il fatto che ormai la partecipazione elettorale è in costante diminuzione. Per fare questo occorre puntare sulla demenzialità della quasi totalità della produzione televisiva, pubblica o commerciale che sia, occultando il disegno di rimbecillimento di massa che quest’ultima è chiamata a svolgere. A seguito di quanto accaduto non sarà inutile quindi rimarcarne l’eco prodotto nel condizionamento delle opinioni politiche, morali e sociali delle masse italiote, in altre parole in quello di rimbecillimento popolare, in ciò che ha prodotto una grande attenzione, e un gran rompimento di coglioni, specialmente ai politici trinariciuti e al cerchio magico delle élites che come è noto abbisognano di allungare la loro lingua per rimanere a galla.

Alla provocazione di Grillo ha replicato la fatina inebetita del Pd, Debora Serracchiani: «È estremamente pericoloso associare gli attentati alle sedi di Equitalia a un giudizio di disumanità nei confronti del sistema esattoriale. C’è sicuramente più di una riflessione da fare su Equitalia, ad esempio sui tassi di interesse raggiunti dalle cartelle esattoriali, sulla messa all’asta delle prime case o sull’impossibilità per le imprese di compensare debiti e crediti con lo Stato».

Poi è il turno del lustrascarpe del PdL Daniele Capezzone: «Continuo a credere che la lotta all’evasione fiscale abbia bisogno di strumenti liberali e non di mezzi illiberali come purtroppo accade in Italia con pignoramenti, sequestri e ipoteche. Ma, detto questo, Grillo scherza col fuoco». Un trionfo di merda tiepida.

Chiude il circo al profumo di pane e vaniglia una dichiarazione dei finanzieri rampanti dell’Udc: «È inaccettabile l’idea di Grillo di comprendere le ragioni di chi non ha alcuna ragione. È vergognoso mettere quasi sullo stesso piano Equitalia con coloro che progettato attentati alle sue sedi».

Intanto gli italiani ingoiano un altro bolo da un chilo. Perchè queste cose non si dovrebbero dire. Non è politically correct. Restano immobili, col culo attaccato alla tv, mentre i pregiudizi li assalgono come vespe.

La servile informazione di regime – cioè del padrone del sistema informativo che decide cosa è bene che gli italiani sappiano o meno – ci fa credere che l’Italia è un paese di euro-entusiasti, e non c’è da meravigliarsi che, appena una notizia sfugge al controllo della polizia di pensiero, il consenso politico e quello di opinione, regolati attraverso ben precise strategie mediatiche, si ammantano sotto nobili ideali per drogare le menti, ammaliandole, confondendo in loro ogni percezione, rimescolando realtà e fantasia, evidenza e costruzione illusoria, e prendono forma attraverso la voce gargarozzata di buffoni democratici al soldo di imbroglioni, tagliagole e taglieggiatori.

Ecco come i signori del denaro e dell’usura che governano il destino del mondo continuano impunemente a sottrarre, anzi, estorcere denaro. E la politica finge sdegno facendo a gara a chi si dimostra il più fedele al padrone di turno, per mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità.

Equitalia è la società pubblica (51% Agenzia delle Entrate e 49% Inps) italiana incaricata della riscossione nazionale dei tributi. Il Gruppo Equitalia si compone delle società Equitalia SpA (capogruppo), Equitalia Servizi, Equitalia Giustizia e di tre Agenti della riscossione presenti su tutto il territorio nazionale Sicilia esclusa, la cui società si chiama Riscossioni Sicilia SpA.

Il servizio nazionale della riscossione dei tributi è tornato in mano pubblica con la costituzione di Riscossione SpA, che nel 2007 ha cambiato nome in Equitalia SpA. La riforma della riscossione è avvenuta con l’entrata in vigore dell’art. 3 del decreto legge n. 203 del 30/09/2005, convertito con modificazioni nella legge n. 248 del 2/12/2005. Fino al 30/09/2006 la riscossione era affidata in concessione a privati, prevalentemente banche.

In foto l’ad di Equitalia SpA, Attilio Befera.
Il suo stipendio è di 456.733 euro all’anno
38.061 euro al mese!!!

ECCO COME EQUITALIA PRATICA LIBERAMENTE USURA DI STATO
da Il Corsivo Quotidiano

Lo scritto che segue è di Luciano Taurino: avvocato tributario ed ex finanziere del Nucleo Polizia Tributaria della GdF di Catania, Ufficiale Addetto alla “Sezione Verifiche fiscali”.

Vediamo come la cosa è un costo ed un pericolo per il contribuente:

la creazione di questo ente porta in sé un aumento della pressione fiscale, infatti essendo a capitale pubblico ha un costo di gestione (più enti più costi). Se avrà un attivo di bilancio saranno i cittadini con le loro tasse ad averlo realizzato, se avrà un passivo saranno i cittadini con le loro tasse a doverlo risanare. La proprietà è di due “agenzie” pubbliche che, per quanto attiene alle loro riscossioni, sono in esemplare conflitto d’interessi.

Esempio pratico dell’aumento della pressione fiscale e del conflitto d’interessi:

negli anni passati l’INPS comunicava ad un commerciante che dimenticava il pagamento di una rata, un avviso bonario con la richiesta del saldo e l’aggiunta degli interessi, il tutto prima di provvedere ad azioni onerose per entrambi. Oggi, il contribuente che dimentica il pagamento di una rata si vedrà recapitata dall’Equitalia una cartella di pagamento con l’importo dovuto e l’aggiunta degli interessi (come avveniva prima), ma con l’aggravio dell’aggio di riscossione per l’esattore (circa il 5% dell’importo totale in più, il 9% in caso di ulteriore ritardo). In questo caso il creditore è anche esattore. Vediamo come un ente in conflitto d’interessi (INPS) così facendo aumenta la pressione fiscale su quel cittadino del 5% o più, fino al 100% e oltre: é usura di stato.

Vediamo cosa accade se il contribuente paga la cartella esattamente un anno dopo:

4% annuo all’ente impositore 6,8358% annuo interessi di mora 0,615% annuo all’agente della riscossione (cioè, il 9% sugli interessi di mora, pari al 6,8358% annuo); totale interessi pari all’11,4508% annuo. Dobbiamo aggiungere la sanzione amministrava del 30% e l’aggio nella misura del 9% per un totale del 50,4508%. Probabilmente alcuni usurai sono meno onerosi.

Se nel frangente Equitalia avrà iscritto un’ipoteca o un fermo amministrativo i costi di accensione e chiusura saranno a carico del debitore e si aggiungeranno al montante, facendo lievitare la spesa totale oltre il 100% (i costi per le trascrizioni nei registri sono altre tasse da pagare allo Stato).

Questo caso evidenzia come nella migliore delle ipotesi, quella della buona fede dell’ente, il cittadino sia comunque taglieggiato; non parliamo di evasori fiscali, ma di contribuenti che hanno dichiarato i propri redditi ed hanno semplicemente saltato un pagamento per errore o per necessità dovuta alla contingenza economica, malattia ecc.

I signori del fisco infatti mettono nelle statistiche ed intendono evasori anche quelli che hanno dimenticato una rata o che l’hanno pagata in ritardo, al solo fine di giustificare azioni di recupero immorali e sproporzionate.

Molte tasse ed imposte devono essere pagate in anticipo dai contribuenti, significa che lo Stato obbliga alcune categorie ad un prestito forzoso in suo favore. Se non riesco a pagare l’acconto iva (perché non ho denaro da prestare allo stato), al momento in cui avrò incassato la tassa verserò il 50% in più di quanto dovuto. Ciò anche in caso di errore di conteggio dell’importo dovuto: in questo caso l’unica via é un costoso ricorso giudiziario (la letteratura giuridica dimostra che, in caso di errore, il cittadino vince molto spesso la causa).

Fare causa costa. La classe politica negli anni ha emanato norme e leggi che diminuiscono fortemente le facoltà di difesa del cittadino contro le richieste economiche sempre maggiori dello Stato, costringendo i cittadini a pagare somme non dovute per evitare danni irreparabili al proprio patrimonio, spaventati dalla possibilità di un infruttuoso ricorso.

La vera ed illegittima forza di Equitalia sta nella legge di riferimento per la riscossione (art. 17 comma 1 del d.lgs 112/1999) con la quale si autorizza l’ente esattore a richiedere maggiori somme comprese tra il 4,65% ed il 9% della somma dovuta. È da evidenziare che anche l’aggio è considerato una parte integrante della tassa da pagare. L’iscrizione a ruolo consegnata agli agenti esattori Equitalia costituisce titolo esecutivo per procedere alla riscossione, questo è un “privilegio” ed una disparità di trattamento dai normali cittadini, che per vedere un proprio credito diventare esecutivo devono passare dal magistrato per la verifica (terzietà ed imparzialità nel giudizio). Il titolo esecutivo è sufficiente per procedere ad esecuzione forzata sui beni del debitore (ipoteca, fermo amministrativo, pignoramento ecc.), ma nel caso in cui sia Equitalia a procedere contro un contribuente, il credito è solo presunto.

Con il D.L. n. 78/2010 convertito con la Legge n. 122/2010 il legislatore ha rafforzato ulteriormente le procedure di riscossione. In sostanza per gli accertamenti che saranno notificati dopo il 1 luglio 2011 non sarà necessaria nemmeno l’iscrizione a ruolo e l’emissione della cartella di pagamento, sarà sufficiente la comunicazione dell’ente impositore “l’agente della riscossione procede ad espropriazione forzata con i poteri, le facoltà e le modalità previste dalle disposizioni che disciplinano la riscossione”.

Perchè non viene considerato il fatto che spesso il credito vantato dallo Stato è diventato insostenibile da parte del debitore grazie al meccanismo “usuraio” evidenziato in precedenza? Come avviene nell’usura si rischia di perdere tutto in presenza di un modesto debito lasciato pendente. Ma l’usuraio in questo caso non può essere denunciato. Questa é l’usura di stato.

Con questa simpatica legge viene inasprita inoltre la condanna penale e la soglia per la quale si considera “la sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte di chi aliena i propri beni con l’intento di sottrarli al fisco”.

Se il contribuente debitore di tributi (comprese spese, aggio ecc) ha venduto una casa per pagare i fornitori e non ha più sostanze e beni per il fisco, può essere accusato, lo stesso se ha versato del denaro in un fondo pensione ecc. Chi andrà a comprare un bene del valore superiore ad Euro 3.000 euro + iva, si vedrà chiedere dal negoziante un documento ed il codice fiscale.

Il commerciante infatti sarà obbligato a registrare il CF dell’acquirente e a comunicare i dati dell’acquisto all’Agenzia delle Entrate. Un aggravio ingiustificabile di costi per gli esercenti ed una inaccettabile invasione della privacy dei cittadini.

Viene inoltre abbassata da 12.500 a 5.000 euro la soglia per l’utilizzo del denaro contante e dei titoli al portatore (assegni bancari e circolari, libretti bancari e postali), con inasprimento delle relative sanzioni. Soglia in palese contraddizione con la norma citata in precedenza; se sono comunque segnalato perché non posso pagare come preferisco?

Attraverso il meccanismo innescato col il D.L. n. 78/2010, l’arma di Equitalia, é possibile perdere tutto, solo per non aver fatto in tempo a presentare un ricorso, anche nel caso le richieste fiscali siamo completamente inventate.

La situazione é ancora peggio di così. Con queso D.L. Viene prevista ed incentivata la partecipazione dei Comuni alle attività di accertamento tributario, mediante segnalazioni o tramite la trasmissione di informazioni che possano consentire di individuare fenomeni di evasione fiscale e contributiva, con il riconoscimento agli stessi di una quota pari al 33% delle maggiori somme accertate ed effettivamente riscosse. Dopo quello che abbiamo visto con la truffa degli autovelox possiamo aspettarci di tutto. Pure i Comuni ci danno ora la caccia.

L’Estorsione di Stato di Equitalia é quindi dovuta ai dispositivi di legge in vigore, grazie ai quali può iscrivere a ruolo qualsiasi tipo di credito: reale o inventato. Tanto loro lo sanno che molti cittadini pagano anche quando le richieste sono “pazze”. Gli italiani pagano lo stesso, non perché sono così scemi, ma perché si sanno fare due conti: costo del ricorso, avvocato, tempo necessario a vincere (dai 2 ai 10 anni) rischio di ulteriori sanzioni accessorie. Inoltre il debito erariale è comunque immediatamente esigibile, anche in presenza del ricorso giudiziario. Non sempre i giudici concedono la sospensiva e quasi mai viene concessa in tempo per evitare l’esecuzione forzata sui beni del debitore (pignoramenti, ipoteche, fermi amministrativi).

Esempio: un professionista che ha una ditta con fido bancario ed autocarro, prima di vedere vinte le sue ragioni nei tribunali per un importo non dovuto di soli 3000 Euro, vedrà il proprio mezzo fermato “con le ganasce fiscali”, dovrà noleggiare (non comprare per evitare la stessa sorte) un mezzo uguale e si vedrà richiedere indietro il fido dalla banca dopo l’accensione di un’ ipoteca da parte di Equitalia.

La vittoria giudiziaria non arriverà prima di  5 anni, le spese che saranno liquidate in sentenza non copriranno nemmeno il costo del legale. Il ricorso porta ad una spesa pari a oltre 5 volte l’importo non dovuto richiesto. Le spese che Equitalia sostiene per le liti: avvocato, sentenza di condanna, cancellazioni, sono a carico della fiscalità generale, quindi in quota allo stesso contribuente cornuto e mazziato.

Che vergogna. Non ho altro da aggiungere.

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5 commenti

  1. facile capire il motivo di tale malfunzionamento,convincere le pecore che privatizzando l’INPS tutto si sistemi,e le pecore saranno felici di farsi tosare da un pastore teutonico

  2. […] non sanno come saldare. Tutto ciò, ovviamente, ha generato pubblica attenzione per il ruolo dell’agenzia dell’usura di Equitalia SpA nella riscossione dei […]

  3. […] non sanno come saldare. Tutto ciò, ovviamente, ha generato pubblica attenzione per il ruolo dell’agenzia dell’usura di Equitalia SpA nella riscossione dei […]

  4. […] questo mondo virtuale della finanza e mettere in condizioni di non nuocere le banche, l’usura, la ladroneria diffusa in parlamento e la corruzione che dilaga ogni giorno senza che nuovi […]


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