Attaccano la libera stampa

Cari lettori, Cari colleghi, Cari tutti quelli come noi. La dittatura dei maggiordomi delle banche intende far piazza pulita di ogni opposizione al suo canto del cigno. Anche della più tenera e compromissoria, così da fare formalmente tutta erba un fascio e colpire in particolare e nella sostanza chi, come noi, contrasta a viso aperto la tirannia. È un triennio, ormai, che questa testata, nonostante gli attacchi continui che avevano già fatto dell’informazione che loro chiamano “minore” un deserto, non ha ceduto al ricatto, sopravvivendo alle burrasche pilotate dal palazzo, grazie alla passione dei redattori e alla tenacia dei suoi lettori. Pur privi come siamo sempre stati – per una vergognosa convenzione ad exludendum – anche di timidi spazi di immagine pubblica (dalle rassegne stampa radio-televisive, alle trasmissioni e tribune politico-elettorali, alla pubblicità istituzionale), riservati dagli oligarchi ai media da loro considerati cortigiani e dunque inoffensivi. Come si conviene agli usurai, costoro hanno stretto la corda di centimetro in centimetro, per strangolare la libera stampa. Complici – ma ora anche gli strumenti dei loro utili idioti, se ne accorgono, sulla loro stessa pelle – i grandi mezzi di comunicazione di massa. Quelli embedded, of course, che hanno a piene mani vestito i panni da censori, rimuovendo come inesistente la loro stessa navigazione in un’unica nave. Chiedete alla Rai, chiedete all’Ansa, chiedete a tutti ai cassintegrati del settore. La chiamano “crisi dell’editoria”. Ma sotto il torchio, il regalo della corda per l’impiccagione era diretta alle fastidiose voci controcorrente. Così, da un giorno all’altro, e con il pretesto di peregrine richieste di un “parere dell’Avvocatura dello Stato” su formalità amministrative che tutte le imprese italiane – editrici o meno – avevano finora, da anni e anni, normalmente applicato, i “regolatori governativi” hanno deciso di sospendere fino all’emissione di tale parere, l’erogazione di un contributo ex lege e – si badi bene – già presente e finanziato nel bilancio dello Stato per il 2010. Penalizzando non soltanto “Rinascita”, ovviamente, ma la gran parte delle imprese editrici “minori”. Per tutto quest’anno siamo riusciti a sopravvivere lo stesso, con mezzi strappati ai già magri bilanci personali. Ma l’infame trappola è scattata a mò di regalo natalizio. È automatico, così, in un sistema come il nostro, se si è defraudati di un legittimo credito previsto dalla legge, che tutto un processo delicatissimo di accordi con i fornitori, di convenzioni bancarie, di impegni per una già contenutissima spesa salariale o per una certo non contenuta spesa contributiva e tributaria, possa bloccarsi e rendere assai difficoltosa la nostra sopravvivenza. Ora dovremo fare i conti con le nostre troppo esigue possibilità per andare comunque avanti. In qualche modo – come, ancora non lo sappiamo – non spegneremo la luce. È nostra e Vostra. Ogni candela sarà un faro. Domani sarà Solstizio d’inverno. Useremo anche quella, di luce.

da Ugo Gaudenzi, direttore RINASCITA

L’attuale cricca politica, da destra a sinistra, è schierata compatta a difesa delle stesse idee, degli stessi interessi, della stessa visione del mondo. Degli interessi del Popolo italiano sfruttato dalle banche e dalla usurocrazia nessuno osa mettere in discussione i dogmi che ci vengono imposti dalla cultura e dagli oligarchi mondialisti che operano tramite strutture parimenti occulte. È cosi che per l’opinione pubblica, risultano al di sopra di ogni critica tanto l’idea di un unico modello politico liberista quanto il concetto di libero mercato, teso ad indebitare il Popolo e ad appiattire ogni italiano nel ruolo di consumatore. In questa marcia verso una progressiva omologazione non vi è più traccia di scontro dialettico, manca qualsiasi proposta alternativa. In silenzio, però, un nuovo disegno liberticida della Casta è servito. Questo sistema risponde al meccanismo mediatico che conosce come funziona l’informazione e soprattutto la disinformazione in Italia. Tale sub-mentalità caratterizza gran parte dei media traditori italioti che non perdono occasione a elogiare ambigui personaggi che per quasi un secolo hanno sfruttato i lavoratori (quando si deve SOCIALIZZARE) e sperperato per le loro vanità le risorse dell’Italia (quando bisogna NAZIONALIZZARE) destinate al sostegno del Popolo. Il lettore quando comprende cosa sta accadendo pretende di essere informato. È un dovere morale di tutti stringersi attorno all’unica voce fuori dal coro: il quotidiano RINASCITA. A difesa della sovranità nazionale e dell’identità europea, a tutela di una vera dinamica pluralista oggi soffocata dal muro di omertà delle fonti di informazione, per la volontà incondizionata di dare voce agli Uomini liberi. NESSUNA RESA.

staff
IL GRAFFIO

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