Achtung minen! Il Vecchio continente si distrugge da solo

L’opposizione al Trattato di Maastricht ed al Trattato di Lisbona, come ormai appare chiaro ai popoli europei interpellati riguardo alla permanenza in Europa e nell’euro, imposti con la forza a numerose nazioni nell’Europa dei “salvataggi bancari” a spese dei contribuenti, hanno decretato il loro consenso alla fine di questa fallimentare esperienza. Si è voluta attuare, in maniera controversa, un’unione di Stati che parte prima dalla moneta e dall’economia e poi dall’interscambio tra le varie identità culturali. Questo sistema criminale, manovrato da strutture oligarchiche parimenti occulte all’anima ignobile dei camerieri dell’usura, in quanto ingranaggi del mondo globalizzato che girano attorno al meccanismo del guadagno, è assolutamente sordo alle esigenze dei più poveri, ed ha favorito chi ha provocato la crisi con la speculazione finanziaria, del petrolio e delle materie prime. Questo sistema è figlio di quell’Europa patriottarda auspicata da imbellettati parrucconi democratici al banchetto di Yalta e di quante fratellanze, di sorellanze, di cuginanze e di altre tali parentele bastarde. L’imposizione di politiche economiche lacrime e sangue, stile Fondo Monetario Internazionale, e una struttura in cui i poteri forti riescono facilmente ad utilizzare l’Ue per giustificare le loro politiche decise a tavolino, non aiutano, anzi peggiorano la situazione. È l’Europa delle nuove guerre coloniali, come la guerra voluta dalla Francia e dalla Gran Bretagna in Libia per appropriarsi delle materie prime, mettendo fine alla politica anti-coloniale dell’Eni e di Mattei. È l’Europa della Banca Centrale Europea, che ammette con un gran colpo tonante di culo, nella persona del bankster Mario Draghi, che potrebbe benissimo prendere misure per vietare la speculazione, ma non ha alcuna intenzione di farlo. L’unione fiscale proposta da Germania e Francia rappresentano un trasferimento di competenze più grande di quello ordito a Maastricht: la rinuncia degli Stati all’autorità sul proprio bilancio. Oggi l’obiettivo dei signori del denaro è quello di chiedere agli Stati membri di rinunciare in toto a ogni forma di controllo sul bilancio nazionale, che in un certo senso costituisce l’anima politica di uno stato sovrano. Il trasferimento di sovranità creerà l’unione fiscale al servizio dell’Alta finanza internazionale. Tuttavia il piano appare imperfetto fin dall’inizio, perché si tratta di un’unione basta sulla stabilità di bilancio e sull’austerity (sic) e non sulla solidarietà e sulla crescita economica. In cambio non otterremmo un’Europa dei Popoli, ma un club elitario di plutocrati controllato da Germania e Francia. Abbiamo oggi nella stanza dei bottoni di Bruxelles tecnocrati distanti da una base elettorale a cui rendere conto, per lo più paladini delle banche che poco conoscono le vicissitudini locali delle popolazioni europee. Stiamo parlando di funzionari che preferiscono analizzare resoconti, controverse statistiche piuttosto che vedere con i propri occhi la realtà dei fatti. Senza andare oltre guardiamo nella sostanza a ciò che è accaduto con la Grecia: se uno Stato membro dell’Ue si trova in difficoltà e vuole che lo si aiuti, deve accettare i vincoli che gli vengono imposti, che peraltro peggiorano la loro situazione. Questa è usura. È stato un caso che l’ex presidente greco George Papandreou con la complicità dei terroristi finanziari di Goldman Sachs, che avevano falsificato i conti statali della Grecia per entrare nell’Euro, è riuscito a prendere per i fondelli la risma di tecnocrati e superburocrati di Bruxelles mettendo a rischio la struttura, già compromessa, del sistema economico e finanziario dell’ectoplasma Ue? L’Europa delle banche non piace a nessuno, mentre l’Italia commissariata da un non eletto gangster della Trilateral con un colpo di Stato finanziario, paga il dazio di aver avuto politici incapaci di rimettere in sesto la macchina amministrativa, le finanze pubbliche e il tessuto industriale nazionale.

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2 commenti

  1. l’inizio della fine dell’europa cominciò con la caduta del muro di BERLINO!

  2. […] europea. L’euro diventerà una sorta di marco europeo, come quando tutte le valute del vecchio continente, compreso il franco francese, seguivano il marco tedesco nel sistema monetario europeo. […]


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