British Invisibles, a volte ritornano

«Il Maestro della Casa Reale ha avuto ordine dalla Regina di invitarla a bordo dello Yacht di Sua Maestà Britannia…». Fu questo l’aulico invito cui uomini d’affari, economisti e opinion leader italiani ricevettero per l’imbarco a bordo del panfilo più blasonato del mondo. L’anno 1992 fu un anno cruciale per il destino dell’Italia. Dall’inizio dello smantellamento del made in Italy, di cui si può ragionevolmente affermare che sia iniziato il 2 giugno 1992 dalla banchina traianea del porto di Civitavecchia con l’infame svendita offerta dai camerieri Mario Draghi (ex dg Tesoro), Carlo Azeglio Ciampi (ex governatore Bankitalia), Lamberto Dini (ex dg Bankitalia), Giuliano Amato (ex presidente del Consiglio) etc, agli usurai della finanza internazionale Barclays, Merrill Lynch, Warburg, Salomon Brothers, Pricewaterhouse Coopers, Ing, Bzw, Goldman Sachs sul panfilo Her Majesty’s Yacht Britannia della corona inglese, per una passerella di grande prestigio a cui il governo italiano infedelmente si rivolgerà durante la fase delle privatizzazioni.

Il banchetto della “crociera svendita”, occulta come l’anima ignobile di George Soros che influenzò direttamente le manovre per speculare sulla Lira al fine di svalutarla, facendo uscire l’Italia dallo SME. Poco più tardi, con decreto n.333/1992 si trasformarono in SpA le aziende di Stato Iri, Enel, Ina, Enel. Sempre in quell’anno, il governo guidato da Giuliano Amato penetrò nei forzieri delle banche italiane prelevando il 6 per mille da ogni deposito.

Il decreto legge di emergenza (scaricabile in basso) autorizzava a farlo: in quel provvedimento si andava dall’aumento dell’età pensionabile alla patrimoniale sulle imprese, dalla minimum tax all’introduzione dei ticket sanitari, dalla tassa sul medico di famiglia all’imposta straordinaria sugli immobili pari al 3 per mille della rendita catastale rivalutata. Prelievo sui conti correnti e Isi fruttarono insieme 11.500 miliardi di lire.

L’imposta straordinaria sugli immobili, nella migliore delle tradizioni italiane, perse subito il prefisso “stra” per diventare una gabella ordinaria: l’imposta comunale sugli immobili (Ici). In silenzio e in piena notte come si addice fare ai ladri, per riverire servilmente il potere dell’oligarchia finanziaria internazionale.

Insomma, queste informazioni sarebbero dovute essere state spiegate in lungo e in largo dai media, invece, sono state accuratamente occultate al grande pubblico. E con l’aiuto dei media iniziò una campagna martellante per incutere il timore nel popolo italiano di “non entrare in Europa” senza  dare il dovuto risalto all’incontro. E tutto il comparto produttivo nazionale venne saccheggiato.

Il premio di tutta questa svendita, fu il nostro “ingresso in Europa”, demagogicamente parlando, con la cessione della nostra già minata sovranità monetaria da Bankitalia alla Bce per una moneta l’euro che, con il tasso iniziale di cambio troppo elevato fu penalizzante per le nostre esportazioni.

Ieri, in un comunicato di palazzo Chigi emesso al termine del CdM, durante il quale l’International Advisor di Goldman Sachs, presidente della Trilateral Commission e neopresidente “tecnico” Mario Monti (nominato con un colpo di stato per abbassare lo spread), ha riferito dell’incontro trilaterale a Strasburgo, si legge:

(…)

Da parte loro, Sarkozy e Merkel hanno espresso piena fiducia nel Presidente Monti e nel suo Governo e ribadito il sostegno all’Italia dicendosi consapevoli che un crollo dell’Italia porterebbe inevitabilmente alla fine dell’euro, provocando uno stallo del processo di integrazione europea dalle conseguenze imprevedibili. Il Presidente del Consiglio ha riconfermato l’impegno a raggiungere gli obiettivi stabiliti in sede europea (ed in particolare il pareggio di bilancio nel 2013), identificando con chiarezza un programma di riforme strutturali “equo ma incisivo” da perseguire con il consenso delle parti sociali.

(…)

Quale sarà stavolta il premio per l’Italia? Ora ciò che si profila sui mercati europei e sui provvedimenti “lacrime e sangue” che l’attuale governo Monti applicherà, la crisi per l’Italia entra in una nuova fase strategica. Stavolta non più parziale. Il ciclo dell’asservimento all’Alta finanza ed alla Grande Usura che premono sul nuovo ordine finanziario del debito non ha ultimato il suo corso. Nell’immediato, nulla esclude una recessione.

A volte ritornano…


Decreto Legislativo n.333 dell’11 luglio 1992
Misure urgenti per il risanamento della finanza pubblica

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1 commento

  1. […] Fonte: https://ilgraffionews.wordpress.com/2011/11/26/british-invisibles-a-volte-ritornano/ ShareTopics: Beni pubblici, Economia, Privatizzazioni, Speculazione […]


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