GAME OVER. Alzati e sparisci

“Se fossi a Roma non avrei dubbi, voterei Fini”, furono le prime parole rese famose dell’avventura politica iniziata dal “presidente operaio” Silvio Berlusconi (ex loggia massonica P2, 26 gennaio 1978, tessera n.1816, codice E 19.78, gruppo 17, fascicolo 0625) recitate con un sorriso a trentadue denti il 23 novembre 1993 all’inaugurazione del centro commerciale “Euromercato” di Casalecchio di Reno, alle porte di Bologna. Sono passati quasi 18 anni e svariate legislature da quel 26 gennaio 1994 giorno in cui un’imprenditore, il più grande piazzista al mondo, che grazie al duro lavoro e a un brillante talento imprenditoriale crea dal nulla un grande impero finanziario farcito di prestanome defunti e che poi sacrifica la cura dei propri interessi (sic) per consacrarsi al servizio del BelPaese, decide di entrare in politica: “Nel ’94 scesi in campo perché gli eredi dei comunisti stavano per prendere il potere dopo aver scardinato la democrazia con l’uso politico della giustizia”, recitò attraverso un messaggio televisivo registrato in videocassetta di 9 minuti, e trasmesso a reti quasi unificate. Diciassette anni in cui la pazienza degli italiani è andata sempre più assottigliandosi. Colpa delle promesse mancate. E non c’è peggior aspettativa inattesa di quella che colpisce il portafoglio. Da allora sono passati 6.499 giorni, di cui 3.315 trascorsi dal collezionista di prescrizioni nella salagiochi profumata di Palazzo Chigi. Insomma, è stato presidente del Consiglio in tutto per 9 anni e 30 giorni, in tre diverse legislature (251 giorni la prima, 1.781 la seconda, 1.279 la terza, fino a oggi). La XVI Legislatura è definitivamente defunta. Sono stati 110 i milioni di euro spesi dai partiti della vergogna per le politiche 2008 ma i rimborsi ottenuti dallo Stato sono stati oltre 4 volte superiori: 503 milioni di euro. Questo perchè il meccanismo del rimborso è legato al numero dei voti anzichè alle spese (dati della Corte dei Conti che ha controllato i consuntivi delle spese elettorali dei partiti evidenziando una spesa di 10,05 euro per ciascun elettore e rilevando come dal 1994 l’esborso dello Stato ai partiti è stato di 2,2 miliardi di euro). Oggi, a Roma alle ore 21:40, sprovvisto dell’affetto dei gazebo della libertà della devota Brambilla, è deceduto dopo 1023 giorni di agonia, il governo Berlusconi IV.

Il governo neoliberista, filo-sionista, antipopolare e antinazionale di centrodestra, con l’avallo delle pseudo opposizioni di centrosinistra incapaci “democraticamente” a sconfiggerlo, sarà commissariato andando in pasto agli appetiti dei mercati che porteranno a termine il saccheggio dell’Italia iniziato nel ’92 e voluto, con la complicità di imbelli Autorità italiote, dall’Alta finanza mondialista e dalla Grande Usura.

Ne danno il triste annuncio, gli onorevoli basisti tutti, indagati e condannati. I funerali di Stato saranno solennemente celebrati dal maggiordomo Bruno Vespa a “Porta a Porta”, già pronto a leccare il culo al nuovo padrone, con un plastico dell’abazia di Montecitorio. Anche se il suo ricordo è ancora intatto, la sua mancanza coltiva incessante il nostro (si fa per dire) dolore per la sua dipartita. La celebrazione sarà officiata dal cameriere del Nuovo Ordine Mondiale, Giorgio Napolitano.

Il Contratto con gli Italiani non potrà essere rispettato, e scusandosi per il disagio, non sarà possibile: inaugurare la prima posa del Ponte sullo Stretto di Messina, ultimare l’A3 Salerno-Reggio Calabria, la TAV in Piemonte, il risanamento in Lazio, il terzo valico che avrebbe unito Genova con Saturno, gli inceneritori di ultima generazione in Campania, assemblare in tre anni le centrali nucleari più sicure del pianeta proprio grazie alla retroingegneria aliena, realizzare 1milione di nuovi posti di lavoro, più case per tutti, edificare new town e costruzioni lampo per i rimanenti 37mila terremotati abruzzesi con tanto di elettrodomestici nuovi e lenzuola firmate, azzerare il debito pubblico, eliminare il bollo auto, aumentare gli stipendi, ridurre le tasse, sconfiggere il cancro, comprare casa a Lampedusa ed ivi costruirci un campo da golf e Casinò. E balle varie…

“La vita in Italia è la vita di un paese benestante. I consumi non sono diminuiti, i ristoranti sono pieni, gli aerei con fatica si riesce a prenotare dei posti”, furono le ultime parole vomitate il 4 novembre scorso a margine del G20 svolto al Palais des Festival di Cannes. I ristoranti e gli aeroporti per ringraziare rimarranno aperti per lutto. Non fiori, ma opere di bene. Sono ammesse, minigonne, tacchi alti e scollature.

Il golpe è servito. Si dice che il relitto del suo parrucchino incatramato potrà essere assemblato e conservato sottovetro in un apposito museo, e con grande effetto scenico, affinchè la sceneggiata sia completa, gli si potrà dedicare un centro estetico e magari una clinica di chirurgia plastica. All’elettore impressionato invece diranno: Ma come? Non lo sai? Il nuovo presidente del Consiglio, quel galantuomo di Goldman&Sachs e della Trilateral Commission, ha giurato che Gesù Cristo è morto di freddo!

Game Over. Insert bankster to continue…

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8 commenti

  1. […] compresso i prezzi dei Btp il più possibile per poi, un attimo prima del superamento della crisi (le dimissioni ufficiali di Berlusconi), farne incetta a prezzi da saldo. L’intervento del burattino Napolitano, in linea con […]

  2. […] Internazionale, mentre oggi lo scopre improvvisamente a tutela del Paese. Anche dopo l’imminente cacciata di Berlusconi il rapporto stretto con il Fmi vincolerà l’azione dei futuri esecutivi nazionali. Nei periodi di […]

  3. […] tramonto di uno degli anni più funesti della storia d’Italia, evento più significativo della defenestrazione di Berlusconi non sarebbe potuto accadere. La giudeo-plutocrazia mondialista ha gettato la sua maschera di […]

  4. […] della defenestrazione del pianista e cabarettista di Arcore, Silvio Berlusconi, benchè ossequioso esecutore di ordini ma […]

  5. […] di sviluppo degli affari è l’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel defunto Governo Berlusconi IV (già II e III), Gianni […]

  6. […] incertezze e volatilità di mercato fossero peggiorate. Il capobanda Silvio Berlusconi, dopo le dimissioni, tornò a precisare, attraverso una nota del suo staff, i motivi della scelta: “Le dimissioni […]

  7. […] presidente ripercorre la fine del governo Berlusconi, risolta quando «con senso di responsabilità» (Come no! Basta crederci, […]

  8. […] per vari reati, tra i più gravi, associazione mafiosa e mala gestione dei fondi pubblici, del defunto Berlusconi IV verifica di non avere più una maggioranza parlamentare alla Camera, Napolitano si […]


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