Il maiale necessario

Mancano poco più di quarantotto ore alle dimissioni dell’inquilino di Palazzo Chigi, il capobanda Silvio Berlusconi e dei suoi basisti. Finisce così l’eldorado dei “meritocratici” ministri, viceministri e sottosegretari del “governo del fare”, nominati in un Parlamento la cui maggioranza ha votato senza battere ciglio che Ruby è la nipote di Mubarak per compiacere il predatore di minorenni ed i suoi ineffabili avvocati e principi del Foro. Chi mai rimpingerà il Sottosegretario per l’Attuazione del Programma di Governo madama Garnero da Cuneo, alias Santanchè, se non per le sue bestialità rilasciate in comode rate mentali «Maometto aveva 9 mogli, l’ultima era una bambina di 9 anni. Maometto era un poligamo e un pedofilo» che gli costò una sentenza di condanna a morte? Siccome nella società capitalista a trazione turboliberaldemocratica, un tantino al chilo, la meritocrazia promuove l’eccellenza individuale indipendentemente dalle provenienze sociali, la meritocrazia crea i presupposti per le pari opportunità, permettendo agli individui di sviluppare i diversi progetti di vita: Daniela Santanchè, se la ride già con un bel TFR di 65.534 euro e un vitalizio mensile di 3.605 euro. Eliminiamo, per carità, l’antiberlusconismo che è parola vuota di senso: lasciamo da parte la retorica dei luoghi comuni e cerchiamo di ragionare. Gli italiani di fronte al fenomeno Berlusconi, bisogna riconoscerlo francamente, non furono tutti concordi e non lo sono. Tuttavia è indubbio che la grande massa seguì la sua “discesa in campo”. Non mancarono qua e là fra uomini di assoluta buona fede che, o protestarono clamorosamente contro il volere degli organi del partito di plastica – un cibreo di principii accattati e mal cuciti che formarono il PdL – annunciato una notte di novembre dal predellino di un’autovettura blindata a Milano in Piazza San Babila, o masticarono amaro. In esso (l’entità PdL), furono inscatolati con vuoto a perdere affaristi, banchieri, palazzinari, faccendieri, biscazzieri, avventurieri, mestieranti, speculatori, usurai, massoni, P2isti, giudei, pregiudicati, indagati, condannati, accattoni, mafiosi, baciapile, minchioni, panciafichisti, veline, soubrettes, comparse, comici, guitti, commedianti, puttanieri, mogli, amanti, figli, zii, nipoti, agopuntori, mangiapaneatradimento, badogliani, voltagabbana ed altrettante cuginanze e parentele bastarde. Dobbiamo noi avere delle simpatie anche solo per i ladri perchè vogliono salvarsi impunemente dalla Giustizia?

Quando lorsignori parlavano di valori nazionali, di interessi della Patria e simili, Noi e pochi altri, avevamo ben compreso cosa intendevano dire in un prossimo avvenire, e sappiamo bene che oggi questi interessi e questi valori si sono identificati con i più sfacciati privilegi di Casta. Lo stallone di Arcore ha falsato se stesso e le cose che ha toccato, ha deformato consapevolmente la realtà e parlato assumendo delle ridicole pose ben lontanamente paragonabili a uomini già sulla soglia dell’eternità e della storia. La corruzione è stata profonda. Pensate alla devastazione sociale che nel suo accecamento più totale ha provocato disordine con le sue vanesie declamazioni. Lo spettacolo che dà oggi di sè questo ometto ridicolo è talmente impressionante che molti si domandano quale sarà il domani dell’Italia quando nelle fila dell’attuale “Casta dirigente” entreranno altrettanti “capitani coraggiosi” che armati di egoismo svenderanno il futuro delle nuove generazioni, privando questi ultimi dei valori personali della coerenza, del carattere, dell’onestà oramai corrotta dai malgoverni, dalla servitù e dalla disgraziata politica liberista a cui sarà fatale il moralizzarsi.

Perciò il problema va impostato proprio come l’ha impostato Berlusconi: «Ho anteposto gli interessi del Paese ai miei interessi. Ho garantito al capo dello Stato che dopo l’approvazione del maxi emendamento sono disponibile a dare le dimissioni».

Para bellum, mala tempora currunt…

Mario Monti è considerato dai media embedded uno degli economisti italiani più autorevoli, venne indicato come commissario europeo da Silvio Berlusconi nel 1995 e confermato poi da Massimo D’Alema. Economista “duro e puro” formatosi alla Bocconi, di cui oggi è presidente, nel suo percorso di studi vanta un incontro importante sui banchi dell’università di Yale con il futuro premio Nobel James Tobin, il padre della tassa sulle transazioni finanziarie la cosiddetta “tobin Tax”, l’imposta sulle speculazioni finanziarie, che a margine del G20 svoltosi al Palais des Festival di Cannes è tornata di moda tanto da essere gradita anche dal Vaticano, che ha fatto esprimere il suo parere al pontificio Consiglio della giustizia e della pace alla presentazione di una relazione sulla crisi finanziaria. Intorno al professor Monti, alla Bocconi si raccolgono nomi noti del mondo dell’economia, da Guido Tabellini, attuale rettore dell’ateneo milanese, fino a Nouriel Roubini che con cadenza chirurgica ha picconato Berlusconi e il suo prestanome Angelino Alfano nei giorni della crisi di governo. Il suo nome rimane legato ad un rigore fermo nella difesa del libero mercato.

Ora è arrivato anche il riconoscimento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che lo ha nominato senatore a vita. Alla sua prima visita al Quirinale è stato ricevuto per un colloquio che rientra nella prassi dopo la nomina ricevuta. E la filastrocca democratica non si è fatta attendere. «La crescita – ha detto Monti – richiede riforme strutturali», che tolgano «ogni privilegio» alle categorie sociali che ne hanno, cancellando il problema italiano di chi «protegge la propria circoscrizione elettorale». In ogni caso, l’ex rettore della Bocconi ha le idee chiare su quanto c’è da fare per uscire da una situazione molto delicata: «L’Italia ha un lavoro enorme da fare». Un possibile scenario a cui toccherà gestire la transizione del BelPaese nel dopo-Berlusconi per portare a termine il saccheggio dell’Italia iniziato nel 1992 e voluto dall’Alta finanza giudaico-mondialista.

Ma Monti è anche un convinto europeista, proprio come piace ai padroni dell’Alta finanza mondialista e della Grande Usura. L’unica cosa che però ancora sorprende è la perseveranza dell’opinione pubblica a continuare a ritenere “reale” la partita politica in atto senza vedere oltre il sottilissimo velo di menzogna che copre questo teatrino messo in scena all’unico scopo di intrattenere il pubblico. Un teatrino di dubbio gusto in cui le grandi manovre sono imposte dal mondo dei banksters e degli oligarchi mondialisti attraverso proposte operative che i governi, tramite istituzioni parimenti occulte, si badano bene dal respingere con l’obiettivo strategico di giungere alla realizzazione di un progetto che prevede la instaurazione di un unico governo mondiale, depositario del potere economico, politico e culturale che ci hanno portato al disastro attuale.

I mandanti all’interno dei governi senza più sovranità nazionale sono uomini già appartenuti all’establishment bancario e finanziario del quale recepiscono genuflessi gli ordini. Non sorprende invece il teatrino che ha portato sul palco Mario Monti. Giornalisti e opinionisti lo definiscono un genio, un professore ultrareferenziato e capace con la sua sola presenza di dare ai mercati quella sicurezza che gli apparati di potere plutocratico installati nei CdA delle banche e delle multinazionali, incondizionatamente esigono. Invece Mario Monti non è un genio, non è l’uomo della Provvidenza, non è un tecnico indicato a salvare il BelPaese e il pubblico non dovrebbe per nulla applaudire il suo ingresso in scena. Egli è l’ennesimo prodotto dei poteri forti sovranazionali, e che si avvalgono dell’Alta finanza come strumento di controllo sulla politica, arrivato al momento “opportuno” per mettere in atto quei cambiamenti strutturali antidemocratici, antinazionali e antipopolari che il sistema pretende. Mario Monti è il chairmain, il direttore per la regione europea della Trilateral Commission.

In linea con l’ortodossia dei sistemi di salvataggio bancari e crescite economiche drogate da politiche di sostenibilità a vantaggio del sistema usuraio, dal 2005 il professor Monti è International Advisor per i gangsters della finanza di Wall Street, Goldman Sachs, oltrechè aver partecipato all’annuale riunione dei principali banditi internazionali dell’Alta Finanza e della Grande Industria riuniti nel gruppo dell’èlite plutocratica mondialista Bilderberg nelle stanze del lussuoso Hotel Das Suvretta House a St. Moritz, in Svizzera, dal 9 al 12 Giugno 2011. Insomma, buongiorno a tutti, mi chiamo Monti, Mario Monti. Mi manda Goldman Sachs e per ridurre il debito cominceremo con una bella patrimoniale che intacchi il tesoro nascosto degli italiani, popolo di formiche governato da cicale, che si stima ammonti a quasi 13mila miliardi, ovvero quasi sette volte il totale del debito pubblico.

Del maiale non si butta via nulla. Morto un maiale ce n’è sempre un altro pronto per essere ingrassato.

Ahi, serva Italia…

Chi sono i membri della Commissione Trilaterale

EUROPEAN GROUP

Chairman: Mario Monti
President, Bocconi University, Milan; former Member of the European Commission (Competition Policy and Internal Market); Honorary President, BRUEGEL, Brussels

Deputy Chairman: Vladimir Dlouhy
International Advisor, Goldman Sachs; former Czechoslovak Minister of Economy; former Czech Minister of Industry & Trade, Prague

Deputy Chairman: Michael Fuchs
Member of the German Bundestag, Berlin; Deputy Chairman of the CDU/CSU Parliamentary Group; former President, National Federation of German Wholesale & Foreign Trade

European Director: Paul Révay

Former European Chairmen:

NORTH AMERICAN GROUP

Chairman: Joseph S. Nye, Jr.
University Distinguished Service Professor and former Dean, John F. Kennedy School of Government, Harvard University, Cambridge; former Chair, National Intelligence Council and former U.S. Assistant Secretary of Defense for International Security Affairs

Deputy Chairman: Allan E. Gotlieb
Senior Adviser, Bennett Jones LLP, Toronto; Chairman, Sotheby’s, Canada; former Canadian Ambassador to the United States

Deputy Chairman: Jaime Serra
Chairman, SAI Law and Economics; Founder, Aklara, the Arbitration Center of Mexico, and the NAFTA Fund of Mexico, Mexico City

North American Director: Michael J. O’Neil

Former North American Chairmen:

PACIFIC ASIAN GROUP

Chairman: Yotaro Kobayashi
Former Chairman of the Board, Fuji Xerox Co., Ltd., Tokyo

Deputy Chairman: Han Sung-Joo
Chairman, The Asan Instiute for Policy Studies; former President, Korea University, Seoul; former Korean Minister for Foreign Affairs; former Korean Ambassador to the United States

Deputy Chairman: Jusuf Wanandi
Co-Founder and Vice Chairman, Board of Trustees, Centre for Strategic and International Studies (Indonesia), Jakarta

Pacific Asian Director: Tadashi Yamamoto

Former Japanese Chairmen:

  • Kiichi Miyazawa, Acting Chairman (1993-97)
  • Akio Morita (1992-93)
  • Isamu Yamashita (1985-92)
  • Takeshi Watanabe (1973-85)

EXECUTIVE COMMITTEE

  • Esko Aho, Executive Vice President, Nokia, Helsinki; former Prime MInister of Finland
  • Edmond Alphandéry, Chairman, CNP Assurances, Paris; former Chairman, Electricité de France (EDF); former Minister of the Economy and Finance
  • Erik Belfrage, Senior Vice President, Skandinaviska Enskilda Banken; Director, Investor AB, Stockholm
  • C. Fred Bergsten, Director, Peterson Institute for International Economics, Washington; former U.S. Assistant Secretary of the Treasury for International Affairs
  • Georges Berthoin, International Honorary Chairman, European Movement; Honorary Chairman, The Jean Monnet Association; Honorary European Chairman, The Trilateral Commission
  • Catherine Bertini, Chair, International Relations Program, Maxwell School, Syracuse University, Syracuse; Co-Chair, Global Agricultural Initiative, Chicago Council of Global Affairs
  • Jorge Braga de Macedo, President, Tropical Research Institute, Lisbon; Professor of Economics, Nova University at Lisbon; Chairman, Forum Portugal Global; former Minister of Finance
  • Lord Brittan of Spennithorne, Vice Chairman, UBS Investment Bank, London; Trade Advisor to the Prime Minister; former Vice President, European Commission
  • François Bujon de l’Estang, Ambassadeur de France; Chairman, Citi France, Paris; former Ambassador to the United States
  • Richard Conroy, Chairman, Conroy Gold and Natural Resources, Dublin; Member of Senate, Republic of Ireland
  • Alfonso Cortina, Vice Chairman, Rothschild Europe; Senior Advisor for Spain and Latin America, Rothschild; Senior Advisor for Spain, Texas Pacific Group; Member, Board of Directors, Mutua Madrileña; Member, International Advisory Board, Allianz AG, Madrid
  • Vladimir Dlouhy, International Advisor,Goldman Sachs; former Czechoslovak Minister of Economy; former Czech Minister of Industry & Trade, Prague; Euroepan Deputy Chairman, Trilateral Commission
  • Kenneth M. Duberstein, Chairman and Chief Executive Officer, The Duberstein Group, Washington; former Chief of Staff to President Ronald Reagan
  • Thomas S. Foley, former Speaker of the U.S. House of Representatives; former U.S. Ambassador to Japan;  former North American Chairman, Trilateral Commission, Washington
  • Michael Fuchs, Member of the German Bundestag, Berlin; Deputy Chairman of the CDU/CSU Parliamentary Group; former President, National Federation of German Wholesale & Foreign Trade; European Deputy Chairman, Trilateral Commission
  • Antonio Garrigues Walker, Chairman, Garrigues Abogados y Asesores Tributarios, Madrid
  • David R. Gergen, Harvard Kennedy School Professor of Public Service and Director of the Center for Public Leadership, Cambridge; CNN Senior Political Analyst; U.S. News and World Report Editor-at-Large
  • Allan E. Gotlieb, Senior Advisor,Beennett Jones, LLP, Toronto; Chairman, Sotheby’s, Canada; former Canadian Ambassador to the United States; North American Deputy Chairman, Trilateral Commission
  • Toyoo Gyohten, President, The Institute for International Monetary Affairs; Senior Advisor, The Bank of Tokyo-Mitsubishi, UFJ, Ltd., Tokyo
  • John J. Hamre, President and Chief Executive Officer, Center for Strategic and International Studies (CSIS), Washington; former U.S. Deputy Secretary of Defense and Under Secretary of Defense (Comptroller)
  • Han Sung-Joo, Chairman, The Asan Institute for Policy Studies; Professor Emeritus, Korea University, Seoul; former Korean Minister of Foreign Affairs; former Korean Ambassador to the United States; Pacific Asian Deputy Chairman, Trilateral Commission
  • Stuart Harris, Professor of International Relations, Research School of Pacific and Asian Studies, Australian National University, Canberra; former Australian Vice Minister of Foreign Affairs
  • Carla A. Hills, Chairman and Chief Executive Officer, Hills & Company, Washington; former U.S. Trade Representative; former U.S. Secretary of Housing and Urban Development
  • Karen Elliott House, Writer, Princeton; former Adjunct Senior Fellow, Belfer Center for Science and International Affairs, John F. Kennedy School of Government, Harvard University, Cambridge, MA; former Senior Vice President, Dow Jones & Company, and Publisher, The Wall Street Journal
  • Mugur Isarescu, Governor, National Bank of Romania, Bucharest; former Prime Minister of Romania
  • Lord Kerr of Kinlochard, Deputy Chairman, Royal Dutch Shell plc; Member of the House of Lords, London; former British Ambassador to the United States; former Secretary General, European Convention; Chairman of the Advisory Group to the Trilateral Commission (Europe)
  • Yotaro Kobayashi, former Chairman of the Board, Fuji Xerox Co., LTD., Tokyo; Pacific Asian Chairman, Trilateral Commission
  • Lee Hong-Koo, Chairman of the Board, Seoul Forum for International Affairs; former Prime Minister of Korea; former Korean Ambassador to the United Kingdom and the United States
  • Eli Leenaars, Member, ING Management Board Banking; Member and Treasurer, Confederation of the Netherlands Indusrty and Employers (VNO-NCW), Amsterdam; European Group Treasurer, Trilateral Commission
  • Thomas Leysen, Chairman of the Board, Umicore, Brussels
  • Bo Lidegaard, Executive Editor-in-Chief, Politiken, Copenhagen
  • Marianne Lie, Partner, Vox Politica; former Director General, Norwegian Shipowner’s Association, Oslo
  • Roy MacLaren, former Canadian High Commissioner to the United Kingdom; former Minister of International Trade, Toronto
  • Minoru Makihara, Senior Corporate Advisor, Mitsubishi Corporation, Tokyo
  • Mario Monti, President, Bocconi University, Milan; former Member of the European Commission (Competition Policy and Internal Market); Honorary President, BRUEGEL, Brussels; European Chairman, Trilateral Commission
  • Sir Deryck C. Maughan, Member, KKR & Co.; Head, Global Financial Services Group; New York
  • Joseph S. Nye, Jr., University Distinguished Professor and former Dean, John F. Kennedy School of Government, Harvard University, Cambridge; former Chair, National Intelligence Council and former U.S. Assistant Secretary of Defense for International Securrity Affairs; North American Chairman, Trilateral Commission
  • Yoshio Okawara, Special Advisor, Institute for International Policy Studies, Tokyo; former Japanese Ambassador to the United States
  • Andrzej Olechowski, Founder, Civic Platform; former Chairman, Bank Handlowy; former Minister of Foreign Affairs and of Finance, Warsaw
  • Ursula Plassnik, Member of the Austrian Parliament; UN Special Envoy for International Women Issues; former Federal Minister for European and International Affairs, Vienna
  • Luis Rubio, President, Center of Research for Development (CIDAC), Mexico City
  • Ferdinando Salleo, Vice Chairman, MCC (Mediocredito Centrale), Rome; former Ambassador to the United States
  • Susan Schwab, Professor, Maryland School of Public Policy, University of Maryland, College Park; former U.S. Trade Representative
  • Carlo Secchi, Professor of European Economic Policy and former Rector, Bocconi University; Vice President, ISPI, Milan; former Member of the Italian Senate and of the European Parliament
  • Jaime Serra, Chairman, SAI Law and Economics; Founder, Aklara, the Arbitration Center of Mexico, and the NAFTA Fund of Mexico, Mexico City; North American Deputy Chairman, Trilateral Commission
  • Ivan Šramko, Advisor for the CEE & SEE Regions, Intesa Sanpaolo Group; former Governor, National Bank of Slovakia, Bratislava
  • Petar Stoyanov, former President of the Republic of Bulgaria; Member, Bulgarian Parliament; Chairman, Parliamentary Group of United Democratic Forces; Chairman, Union of Democratic Forces; Sofia
  • György Suráyi, Regional Head of Central Eastern Europe, Intesa Sanpaolo Group; Chairman, Cenral European International Bank (CIB), Budpest; former President, National Bank of Hungary
  • Peter Sutherland, Chairman, Goldman Sachs International; Chairman, London School of Economics; UN Special Representative for Migration and Development; former Chairman, BP p.l.c.; former Director General, GATT/WTO; former Member of the European Commission; former Attorney General of Ireland; Honorary European Chairman, The Trilateral Commission
  • Strobe Talbott, President, The Brookings Institution, Washington; former U.S. Deputy Secretary of State
  • Raivo Vare, Partner, Owner, Live Nature Eesti OÜ; Partner, Sthenos Group and OÜ RVVE Group; Chairman of the Council of the Parliament’s Development Fund; Member of the President’s Academic Advisory Board; former Minister of State and former Minister of Transport and Communication, Tallinn
  • George Vassiliou, former Head of the Negotiating Team for the Accession of Cyprus to the European Union; former President of the Republic of Cyprus; former Member of Parliament and Leader of United Democrats; Nicosia
  • Paul Volcker, Chairman, President’s Economic Recovery Advisory Board; former Chairman, Wolfensohn & Co., Inc., New York; Frederick H. Schultz, Professor Emeritus, International Economic Policy, Princeton University; former Chairman, Board of Governors, U.S. Federal Reserve System; Honorary North American Chairman and former North American Chairman, The Trilateral Commission
  • Marko Voljc, Chief Executive Officer, Central and Eastern Europe and Russia Business Unit and Member of the Executive Committee, KBC Group, Brussels; former Chief Executive Officer, Nova Ljubljanska Banka, Ljubljana
  • Panagis Vourloumis, Chairman and Chief Executive Officer, Hellenic Telecommunications Organization (O.T.E.), Athens
  • Jusuf Wanandi, Vice Chairman, Board of Trustees; Centre for Strategic and International Studies (Indonesia), Jakarta
  • Heinrich Weiss, Chief Executive Officer, SMS, Düsseldorf; former Chairman, Federation of German Industries, Berlin
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6 commenti

  1. […] tempo” (per stare con un piede dentro e l’altro fuori) dell’ex pm Di Pietro, garantirebbe all’international advisor per Goldman&Sachs più precisamente membro del Research […]

  2. […] sulla “parità del bilancio” a compiacenti intervistatori di regime. La nomina alla carica di senatore a vita (in attesa di ben più cospicui incarichi) dell’ebreo Mario Monti, agente finanziario della […]

  3. […] capitalismo, “Servono sacrifici, ma non lacrime e sangue” ha detto il chairmain della Trilateral Commission e dipendente dei gangster Goldman&Sachs, Mario Monti, al termine delle consuete modalità che […]

  4. […] la riserva è stata formalmente sciolta: il presidente della Trilaterale e membro Golman Sachs, Mario Monti (nominato per abbassare lo spread), ha incaricato gli “autorevoli” gangsters dello […]

  5. […] Napolitano genuflesso alle oligarchie plutocratiche che vollero commissariare l’Italia, nominò premier l’International Advisor Goldman Sachs e presidente Trilateral Commission, Mario Monti, per […]

  6. […] di Camera e Senato – e confermato dall’esecutivo della macelleria sociale del maiale bocconiano Monti – che doveva rendere noto il suo verdetto entro il 31 dicembre. L’ufficio stampa […]


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