Lo scemo non ride più

Ieri la Camera di Sodoma ha ufficialmente approvato con la presenza di 309 basisti il Ddl di “Rendiconto generale dell’Amministrazione dello Stato per l’esercizio finanziario 2010” (A.C. 4707), già approvato dal Senato di Gomorra, con 308 voti favorevoli, 1 astenuto e 321 non votanti (leggi votazione nominale in basso). In poche parole la maggioranza per il “governo del fare” è perduta. Piazza Affari parte bene, ma poi inverte la rotta e precipita. Il Capobanda dimissionario parlando al GR1 Rai: «Ho anteposto gli interessi del Paese ai miei interessi. Ho garantito al capo dello Stato che dopo l’approvazione del maxi emendamento sono disponibile a dare le dimissioni. Chiedo il sì dell’opposizione. Chi ha votato contro ha tradito l’Italia». Ergo, Silvio Berlusconi dice a Napolitano che si dimetterà solo dopo l’approvazione della legge di stabilità. Chi ha tradito?

Chi è quel gran pezzo di basista che in preda a una crisi di coscienza (per meglio dire salvare il vitalizio o ottenere un seggio sicuro) che in un grigio pomeriggio ottonovembrino ha voltato le spalle al Capobanda dopo averlo gratificato spergiurando su tutti i suoi scandali sessuali, sulla minorenne marocchina Ruby, la nipote di Mubarak, e su ben cinque Finanziarie che hanno portato il BelPaese sul baratro? Forse uno che in greco antico si pronuncia Giorgio Clelio Straquadanio, colui che ha cercato di introdurre un emendamento al decreto sicurezza che avrebbe reso non rintracciabili le buste paga dei dipendenti delle aziende vincitrici di appalti pubblici, così favorendo il lavoro nero, o forse il Cavaliere di Gran Croce Ordine Equestre di San Gregorio Magno, Roberto Antonione, o l’ex soubrette tv Gabriella Carlucci, divenuta famosa più al gossip del “faccio” che alla politica del “fare” allorquando nel 2001, in via del Tritone a Roma, per non rispettare uno stop, ha tamponato un bus del servizio pubblico, bloccandolo per 55 minuti. E nonostante fosse stata riconosciuta dai passeggeri, non si è fermata, ma, imboccando contromano la corsia preferenziale, si è recata a Montecitorio. Una volta arrivata in Piazza del Parlamento è stata multata per aver parcheggiato la sua Porsche sul marciapiede?

La loro baldanza, la loro insolenza non ebbero più limiti. Ubbriacarono il popolino bue di parole torbide, di intemperanze, che cadendo sul terreno incandescente che vi aveva lasciato in tutti il protagonismo di quanti valgono meno di uno sputo, generavano sogni vani di rivoluzioni liberali campati nel nulla, o quel che è peggio sopra un fondo di brutale egoismo. Per farci accettare la loro immacolata moralità e le nostre umiliazioni questi imbonitori ci ricattavano con la minaccia del voto. Ogni malcontento del governo e dei suoi inutili nominati da una legge porcata si credevano in diritto di far dispetto al Popolo e allo Stato mentendo, genuflettendosi, difendendo i pregiudicati di tutte le latitudini con il disordine e il disonore in casa propria. Costoro fanno ricordare il peggio della politica. Costoro si sono dichiarati nemici della coerenza.

Ora che lo stallone delle notti arcoriane è alle corde, tutti questi basisti in cerca di altra ricandidatura cercheranno di negoziare, elemosinando, qualche consenso. Essi sono di bocca buona e il loro carattere e la loro dirittura sono monete fuori corso. Essi hanno consegnato lo Stato strozzato dal debito pubblico da loro creato nelle mani della finanza usuraia, della precarietà, del mondialismo, del servilismo atlantico e guerrafondaio e peggio, del laccheismo cripto-sionista. Questo dovrebbe essere l’ultimo anello della catena di nefandezze compiute da un governo di inutili cialtroni che si sono spacciati per politici. Dalla tragedia alla farsa. Dopo il baratro c’è solo il baratro.

Costoro devono essere cacciati a pedate dalle loro poltrone. Sempre più crediamo sia necessaria la nascita di un Movimento Popolare Nazionale e Socialista che sappia dare al popolo le risposte necessarie affinché si possa uscire da questa cloaca che è oramai diventata lo stato borghese delle multinazionali, dell’affarismo e dell’usura.

Noi crediamo sia necessario, una volta per tutte, trovarci tutti insieme. Tutto il popolo nazionalpopolare sotto la stessa bandiera. Quella volta ai profittatori ed alla borghesia capitalista comincerà a tremare il culo sulla poltrona. Quella volta nascerà un movimento nazionale e rivoluzionario.

VOTAZIONE FINALE NOMINALE
SEDUTA N°547 del 08 novembre 2011

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1 commento

  1. hhhh


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